Nella mattinata del 14 maggio, un tempestivo e coordinato intervento dei Carabinieri della Stazione di Bolsena e della Polizia locale di Bagnoregio ha consentito di trarre in arresto in flagranza di reato tre cittadini sudamericani, tutti senza fissa dimora, resisi responsabili di un furto con destrezza.
L’intervento è scattato a seguito della segnalazione di furto da parte di un’anziana donna, consumato all’interno di una chiesa nella cittadina di Bagnoregio, mentre la vittima pregava. La donna, avvicinata e distratta con una scusa da uno dei tre uomini, subiva la sottrazione, da parte dei complici, della borsa posizionata sulla panca e contenente denaro contante, documenti personali e carte di credito. Subito dopo il furto, i malfattori fuggivano precipitosamente a bordo di un’autovettura.
Accortasi poco dopo dell’ammanco, la donna dava tempestiva comunicazione alla Polizia Locale di Bagnoregio, che segnalava la notizia consentendo l’efficace coordinamento con le pattuglie dei Carabinieri in circuito per l’immediato avvio delle ricerche lungo le principali vie di comunicazione di Bagnoregio e dei comuni limitrofi. Poco dopo, proprio la prontezza operativa dei militari di una delle pattuglie, permetteva di intercettare l’autovettura sospetta e i suoi occupanti all’interno di un’area di servizio lungo la Cassia, nel comune di Bolsena. Sottoposti a perquisizione personale e veicolare, i tre soggetti venivano trovati in possesso di quanto sottratto alla vittima, alla quale veniva quindi restituito il tutto.
L’episodio sottolinea come l’essenziale collaborazione tra Forze di polizia e la costante vigilanza consentano risultati di rilievo per la tutela della sicurezza e del patrimonio dei cittadini.
PRESUNZIONE DI INNOCENZA
L’indagato è persona nei cui confronti vengono svolte le indagini preliminari a seguito dell’iscrizione di una notizia criminis a suo carico; nel sistema penale italiano la presunzione d’innocenza, sancita dall’art. 27 della Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.
Il presente comunicato viene condiviso con la Procura della Repubblica di Viterbo, atteso l’interesse pubblico alla divulgazione della notizia.
