Un pomeriggio di apprensione si è concluso con due arresti a Tarquinia, dove i Carabinieri della locale Stazione hanno sventato una truffa ai danni di un anziano residente, permettendo di arrestare in flagranza un uomo e una donna.
Tutto ha avuto inizio con una telefonata: la vittima, un 89enne, è stato contattato sulla propria utenza di casa da un individuo che si è spacciato per il Comandante della Stazione Carabinieri di Civitavecchia. Con tono autorevole e convincente, il sedicente Carabiniere ha riferito che, a seguito di una rapina in una gioielleria di Roma, era stata rinvenuta una vecchia tessera sanitaria intestata all’anziano a bordo del veicolo utilizzato dai rapinatori, rendendo necessari dei “controlli urgenti”.
Mentre la moglie dell’uomo, insospettita dalla natura insolita della chiamata, si recava prontamente presso la Caserma dei Carabinieri di Tarquinia per chiedere spiegazioni, il malcapitato veniva nuovamente contattato telefonicamente. Un uomo, presentatosi a casa, lo convinceva ad aprire il portone d’ingresso per permettergli di effettuare una verifica degli oggetti di valore presenti nell’abitazione, con il pretesto di confrontarli con la refurtiva della presunta rapina, riuscendo a farsi consegnare monili di vario genere per un valore stimato di circa 5.000 euro.
Tuttavia, il piano dei malviventi si è scontrato con la tempestività dei militari dell’Arma. Giunti sul posto grazie alla segnalazione della consorte della vittima, i Carabinieri hanno, infatti, bloccato sia l’uomo mentre stava uscendo dall’abitazione, sia la complice che lo attendeva in auto sotto casa del malcapitato anziano, con il motore acceso e lo sportello aperto per facilitare la fuga.
L’immediata perquisizione ha permesso di recuperare l’intera refurtiva, che è stata immediatamente restituita al legittimo proprietario. Durante i controlli, la donna è stata trovata in possesso di una piccola quantità di marijuana, motivo per cui è stata anche segnalata in Prefettura ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. 309/90.
I due arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida.
PRESUNZIONE DI INNOCENZA
L’indagato è persona nei cui confronti vengono svolte le indagini preliminari a seguito dell’iscrizione di una notizia criminis a suo carico; nel sistema penale italiano la presunzione d’innocenza, sancita dall’art. 27 della Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.
Il presente comunicato viene condiviso con la Procura della Repubblica di Civitavecchia, atteso l’interesse pubblico alla divulgazione della notizia.
