Riceviamo e pubblichiamo










Si invita l’attuale Amministrazione Comunale a procedere al restauro/ripristino, giusto il finanziamento ottenuto per intervenire al Prato Giardino.
Montefiascone ha solo tre monumenti civili storici, la cui manutenzione è a cura delle Amministrazioni Comunali.
(Recentemente si è aggiunta una epigrafe a memoria di Delio Ricci, montefiasconese attivo nella resistenza italiana, diciannovenne ucciso dai nazifascisti nel maggio del 1944).
Il più vecchio dei monumenti civili, quello dedicato a Casti del 1886, l’unico voluto e prodotto dai montefiasconesi, in via Casti, lo ha dovuto restaurare un privato, invece che l’attuale giunta che ne era tenuta, soprattutto nel trecentesimo anno della nascita del nostro poeta, il più importante letterato e intellettuale del ‘700 della Tuscia, uno dei più celebrati d’Europa (a onor di cronaca è arrivata comunque una lettera di ringraziamento da parte della sindaca De Santis, che non giustifica l’inadempienza.)
Il secondo, il bellissimo monumento in bronzo di Uno Gera di Ripatransone del 1922, al Prato Giardino di Montefiascone, realizzato su direttiva ministeriale, dedicato ai caduti della prima guerra mondiale, andò a sostituire una fontana creata, insieme al giardino nel 1898, quando in paese arrivò l’acqua, fino all’ora scarsa, con un acquedotto dalla Palanzana (i bellissimi disegni dell’acquedotto, realizzato da una ditta di Perugia, sono nell’archivio presso la biblioteca comunale)
Il terzo, a pochi passi, è “La lapide ricorda i caduti del XXXII Battaglione Controcarro dei Granatieri di Sardegna, partiti da Montefiascone nel ’42 per la campagna di Russia. Il monumento composto da cippo e lapide è stato inaugurato il 3 maggio 1975, secondo Cataldi (E. Cataldi, I granatieri di Sardegna, Roma, 1991); l’iscrizione riporta invece per l’inaugurazione la data del 9 giugno 1968”. (Fonte “Pietre della Memoria” ) (https://www.pietredellamemoria.it/pietre/cippo-a-ricordo-dei-granatieri-di-sardegna-caduti-nel-1942-montefiascone-vt/) (foto 2).
La posa in opera del monumento fu un grande evento per Montefiascone, con grande partecipazione popolare, lo testimoniano le foto (foto 3) con le bandiere italiane fuori dalle finestre e la tanta gente nel corteo, un palco apposito, il prefetto e tutte le autorità presenti.
I Granatieri di Sardegna hanno una grande tradizione di frequentazione con Montefiascone, almeno dagli inizi del ‘900 (foto 4). Tre anni fa la loro banda musicale ha suonato su piazza Vittorio Emanuele.
Ora il monumento è malconcio, scritte illeggibili e interrato, almeno una riga del testo è sotto il livello del terreno (foto 1), alzamento del piano di terra avvenuto nel 2007, quando si procedette allo smembramento dello storico e centenario Prato Giardino, per farne uno alieno che stravolse e non rispettò nulla e ridusse il verde e l’ombreggiatura in modo drastico. (foto 5)
Si invita la presente amministrazione a provvedere al restauro dello stesso, i monumenti sono a suo carico. Suggerisco di interpellare il maestro Emanuele Ioppolo, professore presso l’accademia di belle Arti di Viterbo, che già ha restaurato per me l’epigrafe di Casti la scorsa estate e, mio tramite, ha dato indicazioni per ripulire altra epigrafe posta sotto l’arco di piazza, sul muro esterno del palazzo comunale, cosa poi realizzata, organizzata dal direttore del mensile locale, La Voce, Ugo Carini.
Mi chiedo: ma Sergio Fornasini, amministratore del secondo gruppo Facebook per iscritti del paese, Città di Montefiascone, non aveva un padre granatiere di Sardegna?
Mi chiedo: i rappresentanti dei partiti della destra montefiasconese, che ogni anno vanno, giustamente, a commemorare al Prato Giardino, sotto al monumento ai Caduti, le vittime italiane delle Foibe, la pulizia etnica operata dai partigiani comunisti di Tito nel 1943-45, (nella Venezia Giulia, nel Quarnaro e della Dalmazia) perché non notano che quel monumento è in uno stato pietoso, nonché interrato, e portano la questione in consiglio? Non è la destra storica di solito più vicina agli apparati militari?
Quando si pensò di intervenire sul Prato Giardino, nel 2007, si asportò anche il cartello posto su alto stativo “Via dei Granatieri di Sardegna”, nel corto viale centrale che dal monumento ai Caduti conduce all’attuale fontana (foto 5a). Perché? Dove è finito?
Grazie per l’attenzione.
P.S. Le foto della manifestazione della posa del monumento ai granatieri di Sardegna del 1968 sono gentilmente fornite da Massimiliano Marzetti
Paolo Bologna
