‘Prof, mi scusi, ma anche noi del serale possiamo partecipare ai viaggi d’istruzione?’ chiede timidamente Alessandro durante una lezione d’inglese dopo la visione in classe del documentario The Tragic Story of Nikola Tesla – The Forgotten Genius, e qualche riflessione di gruppo sulla vita e il lavoro dell’ingegnere serbo che rivoluzionò il mondo dell’elettricità. ‘Certo sarebbe bello per noi di quinta andare a vedere il museo di Nikola Tesla… chissà se ne esiste uno e dove sta.’
‘Bella domanda’, risponde la prof. ‘Certo, immagino sarebbe la prima volta per una classe del serale’. Suona la campanella, la lezione è finita ma noi restiamo in classe a fare una ricerca veloce su internet e scopriamo che un museo di Tesla esiste eccome. Pensavamo fosse a New York, dove ha lavorato e vissuto per quasi tutta la vita, e invece, proprio per volontà dello stesso Tesla, si trova a Belgrado, a meno di due ore di volo.
Emozionati, increduli progettiamo una bozza di itinerario di viaggio e facciamo due conti. Si può fare. La classe intera, all’unanimità, è decisa a partire. Non resta che parlarne con il nostro dirigente ma non abbiamo dubbi che lui, da sempre sensibile sostenitore del valore educativo e formativo di queste esperienze di viaggio, accoglierà con piacere questa proposta.
Ed è successo davvero. Il 19 marzo 2026, gli studenti elettrotecnici della quinta classe del corso serale partono da Viterbo per atterrare all’aeroporto Nikola Tesla di Belgrado.
Fa freddo ma la città ci piace, è accogliente, vivace, ha il fascino di una città retrò ricca di storia e in continua trasformazione, capace di unire tradizione e innovazione. Ci colpisce l’architettura sovietica brutalista, con il cemento a vista, accanto ai palazzi eleganti in stile liberty. Una giovane guida, un ragazzo serbo di nome Nikola, neanche a farlo apposta, ci accompagna per una lunga passeggiata per le vie del centro storico fino a raggiungere la Fortezza di Kalemegdan e il parco sulla collina da cui si apre la vista spettacolare di tutta la città e la confluenza dei due fiumi, il Danubio e la Sava. Nikola ci racconta la sua città attraverso i suoi strati di storia, la sua tristezza, la sua tragicità, i suoi momenti di gloria e il suo forte desiderio di ripresa.
Visitiamo il Museo Nazionale con collezioni dal XV sec. fino all’arte contemporanea, da Tiepolo a Picasso, a dignitose opere di artisti serbi che nessuno di noi conosceva. Forse qualcuno di noi non aveva mai avuto prima nella vita l’occasione di entrare in un museo e di meravigliarsi di fronte a tanta bellezza. Visitiamo la Basilica di San Sava, maestosa e imponente, è una delle chiese ortodosse più grandi del mondo. Non possiamo farci mancare un aperitivo nel quartiere bohémien di Skardalija, con i suoi bar nelle piccole strade piene di vita, le case colorate e le terrazze fiorite dove si respira anche il folklore greco e turco.
Durante una delle nostre lunghissime passeggiate, mentre percorriamo una delle arterie principali della città, all’incrocio tra via Kneza Miloša e via Nemanjina, tra edifici istituzionali e ambasciate, alziamo lo sguardo e restiamo in silenzio davanti alla vista agghiacciante dei due palazzi del Ministero della Difesa, uno di fronte all’altro, bombardati dalla NATO nel 1999. Colpiti più volte, oggi patrimonio dell’umanità UNESCO, le macerie sono un monumento alla memoria delle vittime dei bombardamenti e agli orrori della guerra.
Dulcis in fundo, raggiungiamo la meta del nostro viaggio, il piccolo Museo Nikola Tesla che accoglie alcune delle sue invenzioni geniali: il motore elettrico asincrono a induzione, il generatore elettrico, la bobina di Tesla, il famoso esperimento dell’uovo rotante in un campo magnetico (Columbus Egg), il modello della barca radio comandata, oggetti personali, alcune lettere, l’urna con le ceneri; un’intima, significativa esperienza immersiva nel mondo di un uomo dal talento visionario e forse ancora non sufficientemente riconosciuto.
Lasciamo Belgrado dopo 4 giorni di passeggiate interminabili, abbiamo macinato chilometri di storia, di arte, di scienza e di umanità. Abbiamo mangiato cose buone e assaggiato ottima birra, abbiamo dormito poco per vivere in amicizia fino in fondo questi pochi, preziosi giorni di viaggio. Un regalo di una ricchezza immensa.
Il viaggio di istruzione a Belgrado ha rappresentato un momento particolarmente significativo per il nostro Istituto soprattutto perché ha coinvolto, per la prima volta, il corso serale per adulti. Un’esperienza nuova, che ha dimostrato come la scuola possa essere uno spazio di crescita e condivisione a tutte le età.
Abbiamo avuto modo di scoprire una città stimolante dal punto di vista storico, culturale, sociale e tecnologico che offre spunti di riflessione concreti.
La partecipazione degli studenti del serale ha reso il viaggio ancora più significativo: persone con percorsi di vita diversi, impegni lavorativi e familiari, che hanno scelto di mettersi in gioco anche in questa esperienza, contribuendo a creare un clima di collaborazione, rispetto e condivisione.
Un primo passo importante, che speriamo possa aprire la strada a nuove iniziative future.
I commenti dei ragazzi al termine dell’esperienza
La gita a Belgrado è stata un’esperienza molto importante che è andata oltre la semplice visita scolastica. È stata per noi, che studiamo in un Istituto Tecnico, un’occasione concreta per uscire da libri, compiti e spiegazioni e osservare da vicino una realtà diversa, dove storia, innovazione e architettura si intrecciano in modo interessante.
Mario
Ringrazio tutti i professori ed il preside per aver permesso anche a noi del corso serale di portare nel cuore questa bellissima esperienza.
Alessia
Belgrado è stata una scoperta continua: dal genio di Tesla, fondamentale per il mio percorso di studi, alla vista mozzafiato dei fiumi dalla Fortezza. Tra la vivacità di Piazza della Repubblica e i sapori autentici dei ćevapi, questa città mi ha conquistato soprattutto di sera, con la sua energia unica. Un ringraziamento speciale ai miei compagni della V serale: è stato un viaggio indimenticabile anche grazie a questo gruppo. Spero vivamente in un’opportunità così per i futuri ragazzi del quinto.
Piero
Belgrado è una città che colpisce per la sua dignità e il suo fascino controverso. Il Museo Nazionale è una vera sorpresa. Ho dedicato molto tempo alle opere esposte, anche nell’osservare le singole pennellate. Momenti rari per me.
Luca
Vedere i resti dei bombardamenti NATO del 1999 a Belgrado è indubbiamente un’esperienza che fa riflettere, rappresentando una ferita aperta nel cuore della città e un promemoria visivo della storia recente. Personalmente direi che è stata una bella esperienza socio-culturale che non mi aspettavo, e vorrei ringraziare i professori per questa opportunità. Ringrazio anche i miei compagni di scuola e di viaggio con i quali ho instaurato un bellissimo rapporto in quei giorni, un rapporto di fratellanza, come fossimo una famiglia. I LOVE YOU.
Alessandro
Quest’anno la scuola ci ha dato la possibilità di organizzare la gita del quinto. Abbiamo scelto Belgrado, per il museo di Nikola Tesla. Una città in crescita che, tra cibo locale e cultura, ci ha fatto passare 4 giorni molto piacevoli. Sono grata di aver fatto questa esperienza insieme ai miei compagni di classe e ringrazio sentitamente i professori che ci hanno accompagnati e il preside che ha reso possibile tutto ciò.
Veronica



