“Parole Sputate” di Marcello Mantegazza

25-26-27 giugno 2026 Palazzo Mazzatosta Via Orologio Vecchio 34 – Viterbo
Dopo Venezia l’installazione di Marcello Mantegazza prosegue il suo percorso a Viterbo, dal pomeriggio del 25 alla sera del 27 giugno le sue ‘Parole Sputate’ saranno affisse fuori del Palazzo Mazzatosta.
Grazie alla disponibilità della proprietaria Giovanna Scappucci, un palazzo storico nel centro della città, dialogherà con l’arte contemporanea.
Per tre giorni saranno visibili a tutti i passanti frasi e appunti di un artista che sviluppa da anni un linguaggio che si muove costantemente tra riflessione filosofica e osservazione del quotidiano. Le opere di Mantegazza spesso stimolano il pubblico a partecipare attivamente ad un processo di interpretazione ed anche di immedesimazione.
‘Pensavo che per capire la vita bastasse aver letto Proust’
Ironico, radicale, immaginativo e filosofico, Marcello Mantegazza ci induce sempre a valutazioni profonde in cui memoria e costruzione simbolica coincidono. In questa sua opera, la parola viene trasformata da semplice veicolo di significato a gesto che accade, la traccia di un’urgenza che prendeforma nel momento stesso in cui si manifesta. Quell’urgenza che metodicamente Mantegazza scrivenei suoi quaderni ogni giorno, i Racconti del sonno e che a Viterbo decide di nuovo di mettere in strada, liberando le parole dalla sua dimensione più intima e le lasciandole sventolare al vento,esposte, sospese tra confessione personale e decodificazione collettiva.
In questo scarto tra pubblico e privato, Mantegazza ricostruisce un intervento che cambia un luogo storico in un campo dipossibilità poetiche, ricordandoci come anche il pensiero quando viene raccontato, possa diventare esperienza partecipativa.
‘Rumino l’immenso’
Palazzo Mazzatosta per tre giorni sarà così attivatore tra arte contemporanea, contesto urbano e relazione sociale, un luogo che già negli anni passati è stato un hub per l’arte e la cultura.
Il palazzo è un edificio che nasce come fortezza nel XI secolo, poi trasformato in residenza signorile, la famiglia Mazzatosta fece degli ampliamenti tra il XV e il XVI secolo, sfruttando anche quegli spazi interni come cortili o ‘richiastri’. Una piccola parte di Parole Sputate sarà visibile anche nel ristorante ‘Richiastro’ (via della Marrocca,16) che è appunto una pertinenza del palazzo stesso.
A cura di Serena Achilli
Marcello Mantegazza – Nato a Potenza nel 1974, si è formato presso l’Accademia di Belle arti di Roma. Nelle sue opere – epigrafi, lenzuoli, taccuini, manifesti, tele – esplora i meccanismi della scrittura in una dimensione che oscilla tra l’ultra-privato e l’ultra-pubblico, la poesia visiva e la sintassi delle rivolte di strada, gli aforismi declamatori e la confessione segreta. Timbri, incisioni, graffiti, frottage, spray: tutto ruota intorno alla scomoda e a volte sconveniente assunzione di una postura pubblica per il pensiero nella sua emersione impudica come segno. Il suo lavoro allude spesso alle tassonomie, alle classificazioni, agli archivi, agli inventari come rimedio sconfitto in partenza alla scomparsa, alla perdita della memoria e, in definitiva, alla morte stessa.
Dal 2019 porta avanti un progetto di poesia visiva dal titolo Racconti del sonno: una serie di azioni che nascono in taccuini e diari, e che l’artista declina di volta in volta in formati, flussi, processi, e media diversi, fino all’affissione stradale o al “meme” sulle reti sociali.
