Tuscia Contemporanea: nasce la prima rete per l’arte contemporanea in Etruria

Sarà presentata il 4 luglio 2026 con la mostra personale di Gregor Becker al Museo di Palazzo Doebbing a Sutri.
«L’arte non abita i centri: li diserta. Da sempre elegge i margini a propria capitale.»
Si apre così il Manifesto di Tuscia Contemporanea, la rete per l’arte contemporanea della Tuscia viterbese: un programma pluriennale che racconta questa terra attraverso l’arte e gli artisti che la abitano. Più che promuovere un territorio, Tuscia Contemporanea ne rivela la vocazione artistica: porta gli artisti e i loro luoghi davanti a chi quest’arte vuole incontrare, con il sostegno delle università e delle istituzioni. (Il Manifesto è allegato al presente comunicato.)
La Tuscia non scopre oggi il contemporaneo: lo pratica da secoli. Il Sacro Bosco di Bomarzo, il Palazzo Farnese del Vignola a Caprarola, le ville e i giardini che ne fecero un laboratorio del gusto furono, ciascuno nel proprio tempo, scandalosamente moderni. Ogni epoca, qui, ha avuto la sua avanguardia. E gli artisti continuano a eleggerla a dimora: Balthus a Montecalvello, Cy Twombly a Bassano in Teverina, Pier Paolo Pasolini a Chia, Sebastian Matta a Tarquinia, Enrico Castellani a Celleno — e, dopo di loro, studi, fondazioni e residenze internazionali. Mancava, però, chi le tenesse insieme. Tuscia Contemporanea nasce per questo: non fonda, riconosce. E dà, per la prima volta, un nome comune a ciò che la terra coltivava da sempre.
Anche oggi, lontano dai riflettori, la Tuscia attira chi nel contemporaneo vive e lavora: artisti, registi, scrittori, collezionisti e fondazioni private che qui radicano i propri progetti e realizzano anche opere site- specific. La Tuscia nasconde chi vuole restare nascosto, e molti l’hanno scelta proprio per questo. Tuscia Contemporanea vuole accendere una luce su ciascuno, su chi ha già un nome e su chi crea qui senza che nessuno lo sappia. Mostra dopo mostra, rivela ciò che la terra teneva per sé.
«Mi sono accorta di quanti artisti, qui, lavorano in silenzio. So cosa significa scegliere questa terra per creare lontano da tutto, e non saremo noi a tradire chi ha scelto di non farsi trovare. Ma quello che fanno, nell’ombra, è troppo prezioso per restare invisibile»
BENEDETTA BRUZZICHES, FONDATRICE DEL PROGETTO
Tuscia Contemporanea non è una fondazione, una galleria o un festival, ma un organismo leggero e orizzontale, senza un direttore artistico unico, che esiste perché e finché chi ne fa parte lo sente proprio. Si articola in tre formati lungo l’anno: mostre numerate, capitoli sequenziali di un unico racconto; visite agli studi d’artista disseminati nel territorio; esperienze su prenotazione, che legano un’opera, un luogo, una storia. A tenerli insieme, una mappa della Tuscia dell’arte con gli itinerari raccontati in prima persona dagli artisti e dal comitato.
Non a caso si comincia da Gregor Becker, un artista maturo, con un corpus di opere straordinario, che dopo aver girato il mondo ha eletto questa terra a propria casa per dedicarsi a una cosa sola, fare l’artista: quasi nessuno, qui, lo conosce, eppure è già presente in importanti collezioni private. La sua è esattamentela storia che Tuscia Contemporanea racconta: quella di chi sceglie il margine non come rinuncia ma come condizione del proprio lavoro, e fa di questa terra il proprio atelier. Le sue opere sono mosaici di carta dipinta a mano, in cui migliaia di minuscole tessere compongono superfici che mutano con la luce e con lo sguardo di chi le osserva. Il Giardino di Gregor — TC n.1, sua mostra personale a cura di Antonio Arévalo, inaugura sabato 4 luglio 2026 al Museo di Palazzo Doebbing di Sutri.
