Museion 2026, a Valentano “Arie d’Opera” per il trentennale del Museo della Preistoria della Tuscia

Entra nella fase conclusiva Museion 2026 – Corpi in ascolto, la rassegna di musica, teatro e performance promossa dal SiMuLaBo – Sistema Museale del Lago di Bolsena. Dopo il cartellone estivo che ha attraversato tredici comuni del comprensorio del lago di Bolsena e della Teverina, restano in programma quattro eventi, tutti a ingresso gratuito, in calendario tra il 5 e il 19 settembre.
Il primo si terrà sabato 5 settembre alle 21 al Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese di Valentano, in piazza della Vittoria 11, con il concerto lirico “Arie d’Opera”. Protagonista della serata sarà il mezzosoprano Leyla Martinucci, accompagnata al pianoforte da Davide Dellisanti. Ospite d’onore sarà il soprano Caterina Di Tonno, vincitrice del concorso “Toti Dal Monte” di Treviso e interprete della trilogia Mozart-Da Ponte al teatro La Fenice di Venezia, con esperienze in produzioni del Maggio Musicale Fiorentino, del teatro San Carlo di Napoli, della Monnaie di Bruxelles e del festival Donizetti di Bergamo. Il programma sarà dedicato alle grandi pagine del melodramma, tra arie e romanze del repertorio operistico. La serata è realizzata in collaborazione con il Comune di Valentano e con il Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese.
L’appuntamento si inserisce nell’anno del trentennale del museo, inaugurato nel 1996. Il percorso museale si articola in due sezioni: la prima raccoglie manufatti dell’alto Lazio compresi tra il Paleolitico inferiore e l’età del Ferro, provenienti dai principali siti del territorio; la seconda documenta lo sviluppo dell’area dall’alto Medioevo in poi, con particolare attenzione alla famiglia Farnese tra il 1300 e il 1600 e alla raccolta di maioliche rinvenute nei “butti” del castello, tra cui il corredo matrimoniale di Pier Luigi Farnese e Gerolama Orsini, datato 1519.
Completano il percorso la sala Etrusca, con le ceramiche ceretane e vulcenti della collezione donata dal vescovo Giovanni D’Ascenzi, e la sala dedicata alla “Tavoletta enigmatica”, rinvenuta nella caldera di Latera. La visita comprende inoltre la Rocca Farnese, abitata dalla famiglia dalla metà del Quattrocento fino alla distruzione di Castro nel 1649, con il Cortile d’Amore e il pozzo del Sangallo, la loggia di Paolo III, la Scala santa e la terrazza panoramica in cima alla torre ottagonale.
