Fino al 6 luglio scorso l’ufficio anagrafe del Comune di Orte è stato chiuso, lasciando scoperto un servizio essenziale per i cittadini. Una situazione che ha creato ulteriori disagi per chi deve svolgere pratiche fondamentali come richieste di residenza, certificati e altri adempimenti amministrativi.
Secondo i gruppi Noi con Orte Futura, Fratelli d’Italia – Orte, Direzione Domani e Ponte Civico Orte, quanto accaduto conferma le gravi criticità organizzative dell’ente e la mancanza di programmazione da parte dell’amministrazione Primieri.
Il problema, infatti, non nasce oggi. Da tempo l’ufficio anagrafe lavora in condizioni difficili e, nonostante l’impegno del personale, l’evasione delle pratiche di residenza registra ritardi significativi, con richieste ferme anche da mesi. Un dato preoccupante, considerando che la normativa prevede il consolidamento della residenza trascorsi 45 giorni dalla domanda, anche in assenza di verifiche concluse nei tempi necessari. Il rischio è che il Comune non riesca a controllare tempestivamente eventuali situazioni di residenza fittizia.
A pesare sono pensionamenti, trasferimenti e carenze strutturali di organico. Ma ciò che preoccupa maggiormente è l’assenza di una visione complessiva: il Comune sembra rincorrere le emergenze senza una chiara programmazione del personale e senza una pianta organica aggiornata alle reali esigenze dell’ente.
In questo quadro va rivolto un sincero ringraziamento all’Ispettore Superiore della Polizia Locale Enrico Paris, che dopo molti anni di servizio lascia il Comune. A lui va la riconoscenza della comunità per professionalità, disponibilità e impegno. La sua uscita, tuttavia, rende ancora più evidente la fragilità dell’attuale organizzazione comunale.
Un Comune non può reggersi solo sulla buona volontà dei dipendenti rimasti, chiamati ogni giorno a compensare carenze di organico, ritardi decisionali, strumenti inadeguati e scelte amministrative poco lungimiranti.
Serve investire sul personale, aggiornare la pianta organica, rafforzare gli uffici strategici, digitalizzare i servizi e semplificare le procedure. Non sono slogan, ma atti concreti di buona amministrazione, oggi del tutto insufficienti.
I cittadini non possono continuare a pagare il prezzo di una macchina amministrativa lasciata senza una guida efficace. Serve un cambio di rotta immediato, perché i servizi essenziali non possono funzionare a intermittenza.
