Proseguono le attività previste dal programma triennale dei lavori pubblici dedicati alla salvaguardia del sito archeologico sommerso del Gran Carro di Bolsena, coordinate dal Servizio di Archeologia Subacquea della Soprintendenza e condotte con la collaborazione di L’Anfora Srl Archeologia Mare Ambiente e CSR Restauro Beni Culturali.



L’ultima campagna di scavo ha restituito risultati di particolare rilievo, offrendo nuove e significative informazioni sulle pratiche tessili nell’abitato protostorico.
Tra le principali scoperte figura l’ulteriore definizione della struttura di un telaio domestico già individuato nel 2025, elemento che conferma come la tessitura rappresentasse un’attività diffusa all’interno delle capanne dell’insediamento.
Ancora più significativo è il rinvenimento, in un’area adiacente, del primo frammento di tessuto emerso dopo oltre sessant’anni di ricerche sul sito. Il reperto è stato individuato tra i resti carbonizzati di una delle strutture grazie allo scavo stratigrafico, eseguito con la consueta accuratezza. Il frammento sarà ora sottoposto a uno studio specialistico presso l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR). Le prime osservazioni consentono già di riconoscere una trama particolarmente raffinata, indice di avanzate competenze tecniche da parte della comunità che abitava il Gran Carro.
Le indagini hanno inoltre documentato l’impiego di differenti tecniche di lavorazione. Accanto al telaio verticale, gli archeologi hanno raccolto nuove evidenze della cosiddetta tessitura a tavolette, sistema utilizzato per realizzare nastri stretti e lunghi destinati a molteplici utilizzi. In questo contesto è stata rinvenuta, per la prima volta nell’Area 1 del sito, una tavoletta in osso forata, strumento caratteristico di questa particolare tecnica artigianale.
I nuovi ritrovamenti arricchiscono il quadro delle conoscenze sul Gran Carro di Bolsena e testimoniano il valore scientifico delle ricerche in corso, che continuano a restituire importanti elementi per la ricostruzione della vita quotidiana delle comunità protostoriche dell’Italia centrale.
I reperti entreranno presto a far parte del percorso espositivo della mostra “L’infinita varietà del tessere. Dall’epoca villanoviana a oggi”, in corso fino al 10 settembre 2026 tra la Rocca dei Papi di Montefiascone e Palazzo Monaldeschi della Cervara di Bolsena. L’esposizione propone un viaggio nella storia della tessitura attraverso manufatti e testimonianze archeologiche, destinato ad arricchirsi con i materiali provenienti dall’attuale campagna di scavo.
