Mostra fotografica “L’attimo sospeso”

| “Se puoi sognarlo, puoi farlo”(Walt Disney) |
| Un’indagine sul rapporto tra l’uomo e la scena, nel loro connubio tra l’attimo e l’eterno. Questo il tema della ricerca trentennale oggetto della mostra fotografica di Tiziano Ionta allestita dall’1 al 30 settembre presso il sottopassaggio di Piazza Crispi a Viterbo. Le situazioni esplicite e oggettive della realtà non sono l’obiettivo della sua ricerca, che invece si focalizza sull’estrapolazione della dimensione soggettiva racchiusa in un istante, che respira di eterno. Il momento dello scatto deve riuscire a trasmettere tutto il dinamismo e l’energia esplosiva racchiusa nella situazione. In ognuna delle foto esposte l’intento è di cristallizzare l’attimo fuggente, quell’unico irripetibile momento di grazia, emozione o rivelazione, e donargli un’eternità visiva. Quell’istante che sancisce un confine netto tra prima e dopo… che resteranno per sempre uno di spalle all’altro!! Talvolta ciò si traduce nella ricerca di scatti intrisi di nuances a volte simboliste, a volte surrealiste o astratte, capaci di concentrare e sublimare le potenzialità di un’immagine, permettendo allo spettatore, tramite il loro potere evocativo, di estrapolare la complessità della rappresentazione scenica e della corrispondente esperienza interiore vissuta dal fotografo. Il percorso nella Street Photography ha anche portato Tiziano Ionta a documentare l’energia incontenibile del teatro di strada del Fringe Festival di Edimburgo e l’intensità del Festival del Mimo di Avignone, esperienze che hanno affinato la sua capacità di cogliere l’autenticità del momento, lavorando al fianco di personaggi leggendari come Marcel Marceau e Lindsay Kemp.La sua ricerca si è poi addentrata nel Teatro Sperimentale e di Avanguardia, dove l’innovazione e la tradizione si incontrano e si scontrano. Questo background si è infine consolidato attraverso trent’anni di fotografia nei principali teatri italiani, immortalando innumerevoli performance con lo spirito del reportage affinato durante le missioni in Bosnia e Palestina per conto dell’UNICEF. Il recente ruolo di fotografo del Vaticano ha inoltre insegnato a Tiziano Ionta il valore della discrezione e la potenza evocativa di un’immagine che sa parlare senza tempo. Questa mostra è un invito a riflettere su come l’arte, attraverso la fotografia, possa rendere immortale ciò che per sua natura è invece effimero e destinato a svanire in un attimo. Lasciatevi trasportare da queste visioni, dove la storia, il teatro e la luce si fondono in un racconto senza fine, arazzo di emozioni e di eternità. Buona visione! |

