La 9ª Biennale di Viterbo 2026 ricorda lo scultore Alberto Morucci

Il 5 settembre un evento speciale nel suo storico Atelier
Nell’anno in cui il territorio celebra il ritorno della sua manifestazione d’arte contemporanea più importante, la 9ª Biennale di Viterbo d’Arte Contemporanea 2026 dedica un momento di eccezionale valore storico e umano alla memoria di Alberto Morucci. Sabato 5 settembre, le porte del suo storico Atelier in Piazza San Carluccio, nel cuore del quartiere medievale di San Pellegrino, si riapriranno per un evento speciale inserito nel programma ufficiale della Biennale, incentrata quest’anno sul profondo tema “Appartenenza e Radici: opportunità od ostacolo?”.
L’incontro è organizzato dalla Biennale di Viterbo in strettissima collaborazione con i figli dell’artista, Massimiliano ed Elisa Morucci, e con la restauratrice Eva Tarantello, il cui prezioso lavoro quotidiano permette oggi di mantenere vivo e aperto ai visitatori l’Atelier, vero e proprio scrigno della memoria del maestro.
La giornata ripercorrerà i momenti in cui l’arte di Morucci ha incarnato perfettamente il binomio tra radici territoriali e messaggi universali. Verrà svelata la genesi del monumentale “Cenacolo”, l’installazione di 12 figure in legno a grandezza naturale esposta nel 2011 nella Sala Alessandro IV del Palazzo dei Papi. Un’opera potente in cui Gesù e gli Apostoli venivano rappresentati come operai di spalle durante una pausa di lavoro, scatenando una provocazione teologica ed estetica che portò al rifiuto della sua donazione permanente da parte delle autorità ecclesiastiche dell’epoca.
Accanto all’arte sacra, il ricordo toccherà la produzione più recente e concettuale del maestro, incentrata sul tema della pace tra i popoli. Sarà raccontato il retroscena dell’inedita performance che Morucci avrebbe voluto portare in Piazza San Pietro in Vaticano utilizzando le galline come fulminante metafora contadina contro il razzismo, l’esclusione del “diverso” e la paura dell’altro nel pollaio sociale.
Un momento di grande suggestione sarà dedicato al legame tra Alberto Morucci e Vittorio Sgarbi, a cui è stato formalmente esteso l’invito. Il noto critico d’arte, che nel 2011 volle Morucci nel Padiglione Italia della Biennale di Venezia, è il soggetto di una straordinaria opera del 2018: una statua lignea che lo ritrae davanti a un pannello di “capre” – un omaggio ironico, affettuoso e di grandissima perizia tecnica-, che il maestro purtroppo non fece in tempo a mostrargli e che verrà condivisa con il pubblico.
L’evento del 5 settembre rappresenta un’occasione unica per la cittadinanza di riscoprire come le radici di un artista viterbese possano diventare un’opportunità per parlare al mondo intero.
L’appuntamento è per sabato 5 settembre 2026 presso l’Atelier di Alberto Morucci in Piazza San Carluccio, Viterbo.
L’ingresso è libero. Orari di apertura: 9,30/13,00-16,00/21.30
Per informazioni e contatti stampa:
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