Lirio Abbate inaugura “Acquapendente Estate 2026” con il libro dedicato a Matteo Messina Denaro

Il giornalista Lirio Abbate aprirà ufficialmente venerdì 19 giugno alle ore 18.30 il contenitore culturale “Acquapendente Estate 2026”, organizzato dal Comune di Acquapendente, dalla Biblioteca Comunale e da Demea Eventi Culturali.
Presso la location culturale dialogherà con il pubblico sulle pieghe interpretative del libro “I diari del boss. Parole, segreti e omissioni di Matteo Messina Denaro”. All’interno del volume, come riporta la presentazione della casa editrice Rizzoli, si legge:
«Durante la mia vita ho imparato a non credere più in Dio e nel prossimo, a non sperare più. Per non essere più deluso. Dio può venire a cercarmi, se vuole: se non vuole finirà forse per restare solo, un giorno».
Non esiste nulla di simile nella storia della criminalità organizzata e dei suoi capi indiscussi: un boss e i suoi diari privati, quelli che Matteo Messina Denaro chiamava “libriccini”. Dentro, vergati con uno stampatello preciso, ordinato, quasi ossessivo, si trovano pensieri e riflessioni, sfoghi, appunti e ricordi. Soprattutto, come emerge dalla dedica, una sorta di lunga e tumultuosa corrispondenza a senso unico con la figlia Lorenza, che non ha mai conosciuto.
È su questo materiale unico, ritrovato durante una perquisizione successiva all’arresto del padrino, che Lirio Abbate affonda il proprio sguardo da cronista ed esperto di mafie, lui che al boss di Castelvetrano ha dedicato decine di articoli, inchieste e libri.
Era l’11 aprile 2006 quando Abbate, da poco passato al giornalismo investigativo presso il settimanale L’Espresso, fu l’unico giornalista presente al seguito degli investigatori durante l’arresto del capomafia latitante Bernardo Provenzano. Da quel momento iniziò a ricevere minacce di morte e le forze dell’ordine sventarono un attentato preparato davanti alla sua abitazione palermitana. Nell’ottobre dello stesso anno il boss Leoluca Bagarella, durante un’udienza processuale, lanciò nei suoi confronti un proclama intimidatorio.
Nel 2014 l’organizzazione internazionale Reporter Senza Frontiere lo ha inserito nella lista dei 100 eroi dell’informazione nel mondo. L’anno successivo l’associazione londinese Index on Censorship lo ha candidato, insieme ad altre sedici personalità impegnate a livello internazionale, per il suo contributo alla libertà di espressione.
Sempre nel 2015 ha pubblicato l’inchiesta “Il business segreto della vendita dei virus che coinvolge aziende e trafficanti”, nella quale emergevano notizie di rilevanza sociale e possibili conflitti di interesse tra ricercatori e manager dell’industria farmaceutica. Nell’inchiesta venivano inoltre richiamate accuse già formulate dalla magistratura nei confronti della virologa Ilaria Capua.
Nelle sue opere letterarie ha raccontato la ‘ndrangheta attraverso storie di donne che si ribellano ai boss calabresi, come in “Fimmine Ribelli”, e ha svelato i retroscena del misterioso furto al caveau della banca della Città Giudiziaria di Roma nel libro “Il ricatto alla Repubblica”, dedicato alla figura di Massimo Carminati.
Insieme a Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, ha portato in scena spettacoli teatrali che affrontano con ironia i temi della mafia e dei boss. Per Radio Rai ha scritto e raccontato puntate dedicate a Carlo Alberto Dalla Chiesa, Pio La Torre, Rosario Livatino, Giuseppe Fava, Placido Rizzotto e Joe Petrosino.
Tra i suoi impegni più recenti figura anche la creazione della piattaforma protetta RegeniLeaks, nata per raccogliere testimonianze di whistleblower sulle torture e sulle violazioni dei diritti umani, con l’obiettivo di chiedere giustizia per Giulio Regeni e per tutte le vittime dei servizi di sicurezza egiziani, in collaborazione con l’Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights.
Collabora inoltre con il Vaticano, facendo parte della Consulta Internazionale sulla Giustizia del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, presieduto dal Cardinale Peter K.A. Turkson.
