Inaugurazione dei giardini di Villa Lante a Bagnaia

Il 13 luglio 2026, alle ore 18.30, saranno inaugurati i lavori di restauro dei giardini di Villa Lante a
Bagnaia di Viterbo, realizzati nell’ambito del PNRR, Missione 1, Componente 3 – Misura 2,
Investimento 2.3: “Programma per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”.
L’intervento finanziato per 7 milioni di euro, di cui 5 milioni impegnati nei lavori e avviato con gli
studi preliminari nel 2023, vede ora il completamento della fase esecutiva durata un anno e mezzo,
dando risposta al duplice obiettivo di contribuire alla conservazione del giardino nelle sue diverse
componenti e alla sua valorizzazione, attraverso il miglioramento dell’accessibilità, l’apertura di
nuovi settori e la realizzazione di un ampio piano di studi e indagini che ha notevolmente accresciuto
le conoscenze sulla villa.
Un restauro condotto con un approccio multidisciplinare che ha permeato tutto il processo, dalle
fasi di indagine e ricerca a quelle progettuali, fino all’adozione di linee specialistiche nelle fasi
esecutive dedicate alle architetture, ai sistemi impiantistici, al patrimonio vegetazionale, in ragione
della complessità delle diverse componenti coinvolte. Tra i criteri adottati, particolare attenzione è
stata rivolta al tema della sostenibilità, e alla creazione di una base conoscitiva che si è avvalsa di
studi specialistici e di verifica sulle fonti documentarie, per rafforzare la consapevolezza sulla
molteplicità di temi presenti, come richiede il valore storico dell’immobile e la complessità
dell’ecosistema giardino. L’insieme degli studi prodotti anche sui temi della biodiversità, unitamente
agli approfondimenti della storia del complesso, restituiscono una visione unitaria della Villa Lante
per come è pervenuta ai nostri giorni, aprendo a contenuti nuovi l’offerta e le possibilità di
valorizzazione.
Gran parte della superficie complessiva della villa è stata interessata da interventi di diversificate
tipologie. Dalle cure agronomiche dedicate al patrimonio arboreo, con il monitoraggio e le lavorazioni
dedicate a 1350 alberi, alle siepi dei parterre e dei sistemi lineari, alle aree prative e ai sottoboschi,
alla ridefinizione dell’area di ingresso, fino alla piantagione dei primi esemplari di Platanus
orientalis ottenuti per micropropagazione dai platani cinquecenteschi.
I restauri conservativi hanno riguardato tutte le fontane del giardino formale e buona parte dei
bacini d’acqua del parco realizzati in opera lapidea di peperino, comprese scalinate, balaustre e
piedistalli; opere che si sono necessariamente incrociate con quelle volte al ripristino dei sistemi di
alimentazione idrica per il recupero dei giochi d’acqua che permeano l’intero giardino formale,
dalle cascatelle ai getti, dagli innumerevoli zampilli fino ai cosiddetti “inganni” celati in diversi
passaggi.
Di particolare impatto gli interventi nel giardino del Quadrato, dove la sostituzione dei bossi ha
riportato alla luce le 12 fontanine dell’impianto originario voluto dal cardinale Gambara e i 48
piedistalli lapidei completati all’epoca del cardinale Peretti Montalto, destinati ad accogliere la
rinnovata collezione di agrumi. Un recupero delle geometrie che ha restituito anche le dimensioni
originarie alla scalinata della Catena.
Restaurato anche il piccolo giardino segreto, animato da una fontanina polilobata e da un roseto, che
grazie alla realizzazione di balaustre di scurezza e ad una scaletta d’accesso potrà finalmente essere
aperto e inserito nel percorso di visita.
Il ripristino dell’efficienza impiantistica di tutta la villa ha costituito senza dubbio la sfida più ardua,
dovendo intervenire su sistemi di distribuzione e scarico in precario stato di conservazione e
ripetutamente rimaneggiati nel tempo, a fronte delle scarse conoscenze disponibili all’inizio deli
lavori. Un intervento che ha riguardato tutto il complesso, con la creazione di tre linee dedicate
all’acqua potabile, all’alimentazione delle fontane e all’irrigazione. Al fine di garantire la
sopravvivenza del giardino e il mantenimento del disegno dell’acqua, aspetto per cui Villa Lante è da
sempre universalmente apprezzata, sono state predisposte riserve per l’accumulo dell’acqua di
irrigazione ed è stato realizzato un impianto per il ricircolo che, oltre ad evitare lo spreco della
risorsa acqua, assicura il mantenimento della portata necessaria al funzionamento delle fontane.
Tra gli interventi di valorizzazione vi è l’introduzione di un impianto di illuminazione di basso
impatto nel giardino formale, che oltre ad aprire alla possibilità di visite in orario serale, amplia
l’esperienza di visita ad atmosfere e ambientazioni che rimandano alle suggestioni di intrattenimenti
antichi, cui questi giardini hanno già fatto da scenario. Sempre ad un ampliamento della fruibilità di
parco e dei giardini mira la creazione di un circuito ad accessibilità migliorata percorribile da
piccoli mezzi elettrici e la sistemazione dei principali percorsi, insieme alla predisposizione di sedute
per la sosta e di una pannellistica di orientamento che favorisca la riscoperta di tutti gli ambiti della
villa.
INTERVENTO DI RECUPERO, FRUIZIONE E VALORIZZAZIONE DI VILLA LANTE A BAGNAIA DI VITERBO
DiAG, Unità di Missione per l’attuazione del PNRR | Direttore generale Angelantonio Orlando
Servizio I, Attuazione Progetti del PNRR | Dirigente Luigi Scaroina
Soggetto attuatore: Direzione regionale Musei nazionali Lazio | Direttore: Elisabetta Scungio
Responsabile Unico del Progetto: arch. Marina Cogotti
Progettisti: Studio Feiffer & Raimondi (mandatario); Studio A&P Architettura del Paesaggio; Technital S.p.a.; dott.ssa
Giorgi Cinzia; ing. Danilo Sebastiano Di Senso (mandanti)
Direzione lavori: arch. Sonia Martone (Restauro), collaborazione arch. Massimiliano Bulla | ing. Vincenzo Angeloro
(Impianti) | arch. Patrizia Pulcini (Opere del verde)
Imprese esecutrici: D.P. Restauro s.n.c. di Pigozzi Fabio & C (Restauro) | Efficace Impianti S.r.l. (Impianti) | Angeloni
Angelo S.r.l. (Opere del verde) |
Sicurezza: arch. Filippo Carlo Toccaceli | Supporto RUP: Francesco Santini
Studio patrimonio arboreo: Carlo Mascioli | Studio botanico: Sandro Bonacquisti; Gabriele Mocio
Studio faunistico: Angelo Meschini | Studio idraulico: Idran Ingegneria e Tecnologia srl; Manuel Pelliccia
Studio superfici lapidee: Susanna Sarmati | Ricerca archivistica: Win & Co.
Rilievi e elaborazione WebGis: Maria Grazia Cianci, Università degli Studi Roma 2 Tor Vergata, Archeomatica srl.
Pannellistica: Articolarte Srl | Documentazione fotografica: Raimondo Luciani | Attività valorizzazione: Archeoares srl
