“L’istruzione non si ferma: si trovino sedi alternative”
Come associazione UsiCons Tuscia e comitato “Cittadinanza Attiva” siamo seriamente perplessi e preoccupati.
Questa volta non sono bastati secchi, stracci e rassicurazioni. La scuola dell’infanzia “Don Milani”, nel quartiere Pian della Cava, ha ceduto sotto la pioggia: un allagamento esteso ha invaso l’intero corridoio, dall’ingresso principale fino ai servizi igienici, rendendo i locali completamente inagibili.
La direzione scolastica è stata costretta a sospendere le attività, come da ordinanza sindacale, mentre i genitori – esasperati – parlano di un “diritto allo studio calpestato”.
I fondi ci sono. La protezione no.
Il paradosso emerge dai documenti ufficiali. Proprio mentre l’acqua scorreva nei corridoi, il Comune pubblicava la Determinazione n. 56 del 4 maggio 2026, con cui viene approvato il primo Stato Avanzamento Lavori (SAL) e liquidati oltre 100.000 euro alla ditta Assisi Strade S.r.l. per l’ampliamento della scuola elementare di Falerii.
La determina, firmata dal Responsabile del Settore, richiama il certificato del Direttore dei Lavori, Ing. Mario Piatesi, che attesta la regolarità delle opere eseguite.
Eppure, alla prova del maltempo, la struttura ha mostrato criticità evidenti nella coibentazione e nella protezione del cantiere, proprio durante la delicata fase di sopraelevazione.
Sicurezza a metà: teli al posto delle reti
Oltre all’acqua, c’è un secondo fronte di preoccupazione: la sicurezza fisica dei bambini.
I genitori denunciano ancora che il ponteggio esterno è avvolto da semplici teli antipolvere bianchi, privi di resistenza meccanica. Mancano invece le reti parasassi certificate, obbligatorie per trattenere eventuali cadute di attrezzi o detriti.
Una scelta che, in un edificio scolastico, appare incomprensibile.
“È una sicurezza di facciata – affermano le famiglie – e non siamo più disposti ad accettarla”.
“No alla chiusura. Sì al trasferimento immediato”
La posizione dei genitori è netta: la chiusura non è una soluzione vera accettabile.
“L’attività didattica deve essere garantita. Se i locali della Don Milani sono inagibili a causa del cantiere, l’Amministrazione deve individuare subito sedi alternative. Non accettiamo che i nostri figli restino a casa per inefficienze tecniche”.
Trasparenza e continuità: cosa succede alle elementari?
Se l’ala dell’infanzia è finita sott’acqua, resta un interrogativo sulle aule del piano superiore della primaria, già chiuse e interdette da settimane.
Il timore dei genitori è che le infiltrazioni abbiano compromesso anche quegli spazi, rendendo inevitabile una chiusura totale del plesso, ora da verificare dalle autorita competenti.
La comunità chiede ora risposte chiare e un cronoprogramma pubblico:
– messa in sicurezza immediata del tetto,
– installazione delle reti parasassi a norma,
– verifica strutturale delle aule interdette,
– individuazione urgente di sedi alternative per garantire la continuità didattica.
“Il diritto allo studio non può affogare in un corridoio allagato”
La frase, pronunciata da un genitore all’uscita della scuola, riassume il sentimento di un’intera comunità.
Dopo anni di lavori, ritardi e disagi, l’allagamento della Don Milani non è percepito come un incidente, ma come l’ennesimo segnale di un cantiere gestito senza adeguate tutele.
La richiesta è una sola: proteggere i bambini, non i teli del ponteggio, con soluzioni vere!
A Firma Usicons Tuscia e comitato Cittadinanza Attiva di Fabrica di Roma
