Due luoghi simbolici di Viterbo si preparano a vivere una nuova storia. L’ex ristorante La Zaffera, in piazza San Carluccio, e l’ex pensilina del Sacrario, in piazza Martiri d’Ungheria, saranno affidati alla gestione della Biblioteca Consorziale di Viterbo. È questo l’indirizzo approvato dalla giunta comunale con una delibera proposta dal vicesindaco e assessore alla gestione del sistema museale, teatrale, bibliotecario e musicale Alfonso Antoniozzi.
Un passaggio importante che guarda al futuro della città attraverso la cultura, la partecipazione e il recupero intelligente degli spazi pubblici. L’affidamento diventerà operativo al termine dell’iter amministrativo e degli interventi di riqualificazione attualmente in corso, finanziati nell’ambito del programma PR Fesr Lazio 2021–2027 dedicato alla rigenerazione urbana e alla valorizzazione degli immobili pubblici per finalità culturali, educative e sociali.
La scelta di affidare questi luoghi alla Biblioteca Consorziale nasce da una visione condivisa: fare della cultura un motore concreto della vita cittadina e del rilancio del centro storico. Una missione che la Biblioteca di Viterbo sta già interpretando con energia, attraverso un lavoro quotidiano di divulgazione culturale, apertura ai giovani, innovazione digitale e costruzione di occasioni di incontro accessibili a tutti.
L’obiettivo è chiaro: trasformare spazi oggi in transizione in luoghi vivi, aperti, attraversati da studenti, ragazze e ragazzi, famiglie, cittadini curiosi e appassionati di cultura. Luoghi dove studiare, incontrarsi, partecipare a laboratori, scoprire nuovi linguaggi, fare esperienza di comunità.
L’ex ristorante La Zaffera, ospitato in una porzione del monastero di San Bernardino, affonda le proprie radici nel primo Quattrocento. Il progetto di restauro punta a restituire questo spazio alla città trasformandolo in un ambiente multimediale dedicato soprattutto ai più giovani: un luogo capace di tenere insieme memoria e innovazione, tutela del patrimonio e nuove funzioni culturali, nel rispetto della storia del complesso architettonico.
Anche l’ex pensilina del Sacrario, nata negli anni Sessanta come stazione degli autobus e successivamente riconvertita a spazio multifunzionale, si prepara a una nuova identità. Il progetto prevede infatti la realizzazione di un centro di educazione alla biodiversità, con laboratori e attività didattiche pensate per avvicinare bambini, ragazzi e cittadini ai temi ambientali.
L’idea di fondo è semplice ma ambiziosa: restituire spazi alla città perché tornino a essere vissuti. E farlo attraverso la cultura, la conoscenza e la partecipazione, rafforzando quella rete di servizi culturali di prossimità che può rendere il centro storico più dinamico, attrattivo e vicino soprattutto alle nuove generazioni.
