Dedicata ai Sacchetti e ai Papi
L’esposizione, curata dal giornalista Andrea Cotticelli, è allestita nelle sale del Museo della Ceramica d’uso a Corneto, a Tarquinia
In seguito al grande successo di pubblico e all’interesse suscitato a livello nazionale la Società Tarquiniense d’Arte e Storia (STAS) annuncia la proroga della mostra “100 anni di Giubileo. I Sacchetti e i Papi. Una famiglia al servizio della Chiesa. I Grandi Fatti del Novecento in Fotografia” che resterà aperta fino a sabato 30 maggio 2026. Allestita presso il Palazzo dei Priori a Tarquinia nelle sale del Museo della Ceramica d’uso a Corneto la mostra fotografica, organizzata dalla STAS grazie alla presidente Alessandra Sileoni e curata dal giornalista e scrittore Andrea Cotticelli, continuerà ad accogliere i numerosi visitatori italiani e stranieri per altri tre mesi, mantenendo gli orari attualmente in vigore: lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00. Il percorso espositivo della Mostra fotografica, che ha il patrocinio della Città di Tarquinia, della Diocesi di Civitavecchia Tarquinia e del Circolo Filatelico Numismatico Tarquiniense e con il sostegno del Ministero della Cultura, resterà immutato nei contenuti e nella struttura rispondendo in questo modo alla grande affluenza di pubblico registrata finora, dando così la possibilità a un numero ancora maggiore di persone di poterla visitare e ammirare le oltre 100 fotografie inedite, veri e propri documenti di grandi importanza storica, della nobile famiglia Sacchetti della collezione privata di Andrea Cotticelli suddivise per il pubblico in dieci sezioni tematiche.










Infatti la Mostra “100 anni di Giubileo. I Sacchetti e i Papi. Una famiglia al servizio della Chiesa. I Grandi Fatti del Novecento in Fotografia”, naturale seguito alla donazione dell’opera di Francesco Blasetti “Pius XI P.M. Portam Sanctam Aperit AN.JVB. MCMXXV” da parte di Andrea Cotticelli alla STAS in occasione delle celebrazioni per l’Anno Santo 2025, omaggia le figure dei marchesi Giovambattista e Giulio Sacchetti, che hanno contribuito in modo rilevante a fare la storia della STAS, ripercorrendo attraverso il fascino della fotografia in percorso visivo e storico di grande suggestione il loro ruolo svolto in Vaticano negli ultimi 100 anni al servizio dei Papi sia nelle cerimonie pubbliche che in quelle private così come la loro partecipazione ai Grandi Fatti del Novecento. I marchesi Sacchetti, di antica origine fiorentina e di provata fede papalina, vantano una storia quasi millenaria. Figurano nella Divina Commedia di Dante Alighieri nel XVI canto del Paradiso. A partire dal Cinquecento si stabilirono a Roma dove diventano i banchieri della Curia e un secolo dopo grazie alla figura del cardinale Giulio Sacchetti (1587-1663), grande mecenate, sfiorarono per poco il Soglio Pontificio. Esponenti di spicco della Nobiltà Romana i Sacchetti acquistano vaste tenute e palazzi a Roma e nella Campagna Romana, in particolare a Tarquinia, stabilendo con quest’ultima per secoli uno stretto legame che perdura ancora oggi.
Ma il legame più indissolubile dei Sacchetti fu di certo quello con la Santa Sede che li vide detenere ininterrottamente per quasi due secoli, dal 1794 al 1968, l’alta carica di Foriere Maggiore dei Sacri Palazzi Apostolici presso la Corte Pontificia. Questa prestigiosa carica concessa alla famiglia dal papa consisteva nella custodia dei Palazzi Apostolici del Vaticano e del Quirinale, nell’organizzazione dei viaggi del Papa e nella direzione della conduzione della sedia gestatoria durante il Corteo Papale. Nel Novecento emerge la figura del marchese Giovambattista Sacchetti (1893-1974), che per cinquant’anni, dal 1919 al 1968, ricoprì la carica di Foriere Maggiore dei Sacri Palazzi Apostolici, servendo devotamente ben cinque papi da Benedetto XV a Paolo VI. La profonda fedeltà al Pontefice e alla Santa Sede rimasta immutata nel corso dei secoli fece sì che papa Pio XI nel 1932 onorò il marchese Giovambattista Sacchetti del titolo di Marchese di Baldacchino, onorificenza che implicava per i Sacchetti lo stesso trattamento e le stesse precedenze dei Principi Romani. Quando nel 1968 Papa Paolo VI con il “Motu Proprio Pontificalis Domus” sopresse la plurisecolare Corte Pontificia i Sacchetti si videro abolire la loro carica di Foriere Maggiore dei Sacri Palazzi Apostolici, ma furono l’unica famiglia nobile dopo il 1968 a ricoprire ancora un ruolo di rilievo nello Stato della Città del Vaticano, grazie al figlio di Giovambattista il marchese Giulio Sacchetti (1926-2010), che ha passato gran parte della sua vita impegnato in ruoli di alta responsabilità nell’ambito dell’amministrazione della Santa Sede, servendo ben cinque papi da Pio XII a Giovanni Paolo II.
Infatti per la sua grande competenza e personalità Giulio è stato l’unico laico a cui Papa Paolo VI nel 1968 chiese di rimanere nella dirigenza amministrativa del Vaticano, conferendogli la carica di Delegato Speciale della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano. Così egli si insediò così nel Palazzo del Governatorato in Vaticano assumendo il controllo della Guardia Svizzera, la Guardia Palatina, l’emissione delle monete e dei francobolli, la gestione del personale, la conservazione degli immobili interni ed esterni alle mura vaticane, la gestione dell’annona e di tutto ciò che serviva al Vaticano in quanto Città. Il suo ruolo al servizio del Papa comportava anche l’accoglienza in veste formale dei capi di stato, di governo e degli ambasciatori stranieri che si recavano in visita ufficiale dal Pontefice. Inoltre Giulio esercitò anche la Custodia sui due Conclavi del 1978, che elessero prima papa Giovanni Paolo I e subito dopo papa Giovanni Paolo II, insieme con il Prefetto della Casa Pontificia e con il comandante della Guardia Svizzera. Sempre estraneo ai temi politici e teologici, il marchese Giulio Sacchetti è stato l’unico laico italiano ad esercitare un ampio potere in Vaticano, sempre in rapporto diretto con il Papa e alle sole dipendenze del Cardinale Segretario di Stato, rimanendo ai vertici dell’Amministrazione civile per oltre trent’anni, dal 1968 al 2001, ricoprendo una carica simile a quella di un Sindaco. Tutto questo ha consentito ai marchesi Sacchetti di servire devotamente la Chiesa e i Papi nel corso di tutto il Novecento e la mostra fotografica “100 anni di Giubileo” curata dal giornalista Andrea Cotticelli ne ripercorre tra pubblico e privato la loro storia attraverso il potere dell’immagine.
Andrea Cotticelli
Andrea Cotticelli, nato a Roma il 29 luglio 1982, è giornalista professionista con esperienza politico-parlamentare e istituzionale e scrittore di saggi storici. Ha conseguito la Laurea Specialistica in Editoria e Giornalismo presso l’Università Lumsa di Roma e il master di secondo livello Parlamento e Politiche Pubbliche presso l’Università Luiss di Roma. Ha collaborato per il settimanale Panorama, l’agenzia di stampa Ansa, il Tg3 e il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha lavorato come addetto stampa per il gruppo parlamentare dell’MPA presso la Camera dei Deputati e per Invitalia dove ha svolto anche l’attività di redattore del portale di comunicazione scientifica Researchitaly del MIUR. È stato il web writer della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus occupandosi, fin dalla sua progettazione e messa online, del Sito Istituzionale. Partecipa a presentazioni di libri, convegni, conferenze ed eventi legati alla sua attività di giornalista e scrittore. Andrea Cotticelli è l’autore dei libri: “La Propaganda Italiana nella Grande Guerra”, edito da Pagine s.r.l. nella collana “I libri del Borghese”, Roma, 2011; “Beatrice Orsini Sacchetti la regina nera nella Roma papalina del XIX secolo”, edito da De Luca Editori D’Arte, Roma, 2018; “Le chiavi del Mediterraneo. Gli esordi del Colonialismo Italiano”, edito da Palombi Editori, Roma, 2020; “L’ultimo gran ballo della Roma Pontificia. Ritratti e Storie Familiari della Nobiltà dell’Ottocento”, edito da Palombi Editori, Roma, 2023.
