Per chi da anni si batte contro il fenomeno del FER selvaggio, il deposito in Senato dell’Ordine del giorno che impegna il Governo a prevedere una riduzione degli oneri di sistema nelle bollette dei territori che ospitano un’elevata concentrazione di impianti da fonti rinnovabili rappresenta un primo risultato concreto.
Come Comitato No Wild FER Montalto e Pescia accogliamo con soddisfazione questo passaggio. Significa che una proposta nata nei territori è riuscita ad arrivare nelle istituzioni nazionali. È la dimostrazione che il lavoro dei cittadini, quando è serio, documentato e costante, può incidere sul dibattito politico.
Troppo spesso il dramma dei comitati è quello di parlare senza essere ascoltati. Questa volta, invece, un ascolto c’è stato. Ed è giusto riconoscerlo.
Per questo vogliamo ringraziare Sergio Caci, che fin dall’inizio ha creduto nelle istanze del nostro Comitato, sostenendo iniziative come la proiezione del film Green Bordello e rilanciando proposte come quella dei Cammini, che rappresentano un modello di sviluppo alternativo fondato sulla valorizzazione del territorio.
Un ringraziamento va anche ad Andrea Di Sorte, sindaco di Bolsena ed esponente di Forza Italia, che da anni porta avanti nel proprio territorio battaglie ambientali dimostrando come il dialogo con i cittadini e con i comitati possa tradursi in azione amministrativa concreta. È un esempio di come la politica possa ascoltare i territori anziché limitarsi a parlarne.
Questa vicenda dimostra che quando istituzioni e cittadini dialogano, i risultati arrivano.
Ci auguriamo ora che tutte le forze politiche facciano propria questa impostazione. La Tuscia è uno dei territori maggiormente interessati dalla diffusione degli impianti da fonti rinnovabili e Montalto di Castro rappresenta uno dei casi più significativi in Europa per concentrazione di impianti. Per questo motivo il confronto con chi vive quotidianamente questi cambiamenti non può essere episodico: deve diventare un metodo.
La tutela ambientale resta il cuore dell’azione del Comitato No Wild FER Montalto e Pescia. Continueremo a difendere il paesaggio, l’agricoltura, il turismo e l’identità del nostro territorio. Ma oggi crediamo che il dibattito debba compiere un ulteriore passo avanti.
Accanto alla tutela dell’ambiente, occorre costruire anche una vera politica del lavoro che sia in grado di gestire questo fenomeno. Sempre nell’ottica di restituzione al territorio.
Chiediamo che le grandi aziende impegnate nella realizzazione degli impianti investano nella formazione continua, garantiscano percorsi qualificati per gli under 35, favoriscano occupazione stabile e offrano possibilità di crescita professionale anche all’interno dei gruppi industriali qualora le opportunità lavorative si sviluppino in altri siti produttivi.
Questa sarà la prossima battaglia che porteremo all’attenzione della politica. Perché la transizione energetica non può lasciare ai territori soltanto impianti.
Concludiamo rinnovando il nostro ringraziamento alla presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi, per l’attenzione dimostrata verso questa proposta, e al senatore Antonio Trevisi per aver depositato l’Ordine del giorno. Ci auguriamo che questo rappresenti il primo passo di un percorso più ampio, nel quale tutta la politica sappia ascoltare con continuità le istanze dei territori e trasformarle in scelte concrete per il bene delle comunità.
No fotovoltaico selvaggio Montalto e Pescia
Cristina Volpe Rinonapoli
