Si è conclusa con il salvataggio della vittima e l’arresto dei presunti sequestratori un’articolata operazione investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo e condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tuscania, con il supporto della locale Stazione.
L’intervento ha consentito di rintracciare e liberare una donna di 46 anni, di origine macedone e residente da tempo a Tuscania, vittima di un sequestro di persona avvenuto nella notte del 21 giugno scorso, nonché di individuare e arrestare in territorio croato il marito e il fratello di quest’ultimo, entrambi gravemente indiziati del reato.
LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI
Secondo quanto emerso dalle indagini, intorno alle ore 2.40 del 21 giugno 2026 l’ex coniuge della donna, già denunciato tre giorni prima per maltrattamenti in famiglia e minacce di morte, si sarebbe introdotto con la forza nell’abitazione della vittima, nel centro storico di Tuscania, dopo aver sfondato il portone d’ingresso.
Alcuni residenti della zona, allarmati dai rumori e dalle grida provenienti dall’appartamento, hanno immediatamente contattato il Numero Unico di Emergenza 112. I testimoni hanno riferito di aver visto due uomini caricare a forza una persona avvolta in un lenzuolo all’interno di una station wagon per poi allontanarsi velocemente dal luogo.
LE INDAGINI E LA FUGA VERSO L’ESTERO
Con il coordinamento di questa Procura, i Carabinieri hanno immediatamente avviato una complessa attività investigativa, sviluppata sia attraverso strumenti tecnologici sia mediante accertamenti tradizionali.
Le attività hanno compreso la localizzazione in tempo reale delle utenze telefoniche nella disponibilità della vittima e degli indagati, intercettazioni d’urgenza, verifiche sui transiti autostradali, accertamenti finanziari e la diffusione delle ricerche a tutte le Forze di Polizia nazionali e internazionali.
Nonostante i sequestratori si fossero rapidamente disfatti dei dispositivi elettronici utilizzati, rendendo più difficoltosa la loro individuazione, è stato possibile individuare il veicolo con targa estera impiegato, intestato ad un fratello dell’ex marito della vittima, giunto appositamente dalla Germania per partecipare all’azione criminosa.
IL RINTRACCIO IN CROAZIA E LA LIBERAZIONE DELLA DONNA
Ritenendo plausibile che i responsabili stessero tentando di raggiungere la Macedonia del Nord, Paese di origine degli stessi, la Procura e i Carabinieri hanno immediatamente attivato, tramite il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), i canali di cooperazione internazionale e il sistema di allerta Schengen.
L’immediata collaborazione della polizia croata consentiva il rintraccio del veicolo presso un valico di frontiera di quel paese. All’interno dell’auto venivano identificati l’ex marito della donna, il fratello di quest’ultimo, la vittima e uno dei figli minori della coppia.
Durante i controlli, la donna presentava evidenti lesioni al volto e agli arti superiori e confermava agli operatori di essere stata aggredita e costretta ad allontanarsi contro la propria volontà. La vittima veniva quindi immediatamente posta in sicurezza e affidata a una struttura protetta insieme al minore.
I PROVVEDIMENTI DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA
Alla luce del quadro indiziario raccolto, fondato sulle testimonianze acquisite, sugli accertamenti tecnici, sui dati di localizzazione, sulle immagini dei transiti autostradali e sugli atti trasmessi dalle Autorità croate, questa Procura richiedeva ed otteneva dal G.I.P. del Tribunale di Viterbo l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti degli indagati per il reato di sequestro di persona aggravato in concorso e, nei confronti dell’ex marito, anche per il reato di maltrattamenti in famiglia.
Contestualmente veniva emesso un Mandato di Arresto Europeo, eseguito dalle Autorità di polizia croate.
Le indagini proseguono per individuare eventuali ulteriori soggetti coinvolti e per completare la ricostruzione dei fatti.
L’ESTRADIZIONE
In data odierna uno dei due indagati è stato trasferito in Italia a seguito dell’autorizzazione alla consegna da parte dell’Autorità Giudiziaria croata e sarà tradotto presso la Casa Circondariale di Viterbo, in attesa del completamento della procedura di trasferimento anche dell’altro indagato, parimenti sottoposto a misura cautelare della custodia in carcere.
Il presente comunicato viene redatto nel rispetto dei diritti degli indagati, da ritenersi presunti innocenti fino a sentenza definitiva di condanna, e per garantire il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
