Che il baseball sia definito “il gioco perfetto”, lo dicono molti e lo conferma la giornata vissuta domenica sul diamante di Montefiascone, ma non per le statistiche o i fuoricampo: nella sfida Under 12 tra WiPlanet e Nettuno45, il vero vincitore è stato il clima di straordinaria sportività che ha avvolto l’intero evento.
Nonostante l’importanza della classifica, con i “tigrotti” giallo-verdi chiamati a difendere il primato, il focus della giornata è stato il rispetto reciproco, fin dal riscaldamento. Le due formazioni sono scese in campo con la grinta necessaria, ma vedendo nell’avversario un compagno di crescita e non un nemico da ostacolare. E questa è una vittoria di entrambe le società, in particolare dei tecnici Roberto e Giovanni, che interpretano il loro ruolo nel senso più alto del termine: educatori. Non esasperano i toni per una decisione arbitrale o un errore tecnico, ma spendono ogni energia per incoraggiare i ragazzi, spiegando loro quando sbagliano che l’errore fa parte del gioco e che c’è sempre un’altra occasione. Vedere i tecnici scambiarsi pareri e complimentarsi e applaudire tutte le giocate, sia della propria che della squadra avversaria, è stato l’insegnamento più prezioso per i piccoli atleti in campo
Al posto di malcostume ed eccessi che le cronache sportive purtroppo ci propinano, Montefiascone ha offerto un controcanto entusiasmante: genitori e i sostenitori del Nettuno si sono uniti a quelli locali in una cornice di tifo appassionato ma sempre corretto. Gli applausi di tutto il pubblico erano per ogni bella giocata, da qualunque guantone o mazza arrivasse, ed alla fine le rivalità hanno lasciato spazio alla gioia di aver vissuto una domenica di sole e sport.
In un campionato Under 12 il risultato tecnico – che pure ha premiato il WiPlanet con una doppia vittoria – passa in secondo piano di fronte alla vista di due club storici che onorano così lo sport. Se il futuro del baseball laziale è nelle mani (e nei cuori) di questi ragazzi, degli allenatori e delle famiglie viste domenica a Montefiascone, allora è un futuro decisamente luminoso.
Perché, in fondo, la vittoria più bella è tornare a casa con la voglia di tornare in campo il giorno dopo.
Roberto Fortunati
