Alle prime luci dell’alba di oggi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo hanno eseguito a Vetralla un’operazione che ha portato all’arresto di sei persone, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Viterbo, su richiesta della Procura della Repubblica.
Gli arrestati sono cinque cittadini stranieri originari dell’Africa sub-sahariana e un italiano, ritenuti responsabili, a vario titolo, di aver gestito un’attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina ed eroina.
Il provvedimento scaturisce dall’indagine, denominata “Nigeria”, avviata nel maggio 2024 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e coordinata dalla Procura di Viterbo. Secondo quanto emerso dalle investigazioni, il gruppo operava stabilmente dal territorio di Vetralla, utilizzando come base un’abitazione messa a disposizione dall’indagato italiano. Da qui venivano organizzate le attività di spaccio, con cessioni quotidiane a numerosi acquirenti.
L’organizzazione, pur con una struttura essenziale, si è dimostrata particolarmente efficiente: i clienti contattavano gli spacciatori telefonicamente o tramite segnali convenzionali, ricevendo rapidamente la sostanza richiesta. Le indagini hanno permesso di documentare la vendita di diversi chilogrammi di cocaina ed eroina e di stimare proventi complessivi superiori a 200.000 euro.
L’operazione ha consentito di interrompere un’attività di spaccio radicata nel centro abitato e rappresenta un importante risultato nell’ambito delle attività di contrasto al traffico di stupefacenti. L’intervento conferma il costante impegno dell’Arma dei Carabinieri nella prevenzione e repressione dei reati legati alla droga e nella tutela della sicurezza del territorio.
PRESUNZIONE DI INNOCENZA
Il soggetto indagato è persona nei cui confronti vengono fatte indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza, art 27 Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.
Il presente comunicato viene condiviso con la Procura della Repubblica di Viterbo, atteso l’interesse pubblico alla divulgazione della notizia.
Luca Torelli
