Oggi si è tenuta presso la sala della Provincia di Viterbo la conferenza stampa di presentazione del comitato del NO al referendum sulla Riforma della Magistratura
Il comitato è costituto da molte sigle della società civile Società civile per il NO nel referendum costituzionale ANPI, ACLI, ARCI, CGIL, SPI, LIBERA, AFESOPSIT, AUSER, l’Associazione Avvocati, art. 3, gli Avvocati per il NO, la Rete degli Studenti Medi, Percorso Unione degli Universitari.
Una riforma secondo il comitato che non migliora quelle che sono le problematiche del sistema giudiziario, non riduce i tempi dei processi, non aumenta il personale e non regolarizza i precari, non rafforza le garanzie, non assicura la rieducazione del condannato né la certezza della pena.
“Questa operazione è stata avviata dal governo e viene proposta dal governo” dichiara Enrico Mezzetti dell’ANPI “ha ragione il Prof. Barbero quando sostiene che è fatta dal governo. Con un obiettivo preciso delegittimare i magistrati.La magistratura non deve navigare nella direzione del governo ma nella direzione della carta costituzionale e delle leggi vigenti che la applicano e tutto questo è nell’interesse dei cittadini che non appartengono a gruppi di potere. “
La riforma della giustizia infatti stravolge la Costituzione compromettendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato. “La CGIL ha aderito con determinazione a questo comitato” dichiara Maria Grazia Chetta della CGIL “perché il nostro sindacata non si occupa solo di vertenze del lavoro ma difende anche i diritti dei cittadini che sono anche lavoratori e pensionati. Democrazia e costituzione sono i presupposti della giustizia sociale e questa riforma incide negativamente sulla tutela effettiva dei diritti dei cittadini”.
Questa riforma, secondo il comitato, mette a rischio l’autonomia della magistratura, sottoponendola a un condizionamento del governo e indebolisce i controlli su chi esercita il potere. “Ogni democrazia si fonda su tre poteri distinti ed automi e questo referendum mina l’apparato giudiziario e la sua autonomia. Dopo aver mortificato il poter esecutivo” dichiara Enzo Palmisciano di art 3.
L’autonomia della magistratura non è un privilegio, ma una garanzia di uguaglianza per tutti. Lucia Ferrante di Percorso dichiara che “il sindacato studentesco ha aderito con forza perché l’analisi della riforma ha suscitato è un sentimento di paura, paura nel futuro perché viene messo in dubbio l’autonomia e la separazione dei poteri fondamentali mettendo in pericolo la base della nostra democrazia”.
“Il vero fine di questa riforma è quello di trovare un nuovo equilibrio tra politica e magistrati e sostiene che la politica è politicizzata e propone però una riforma che va nella direzione di una reale politicizzazione della magistratura” conclude Cipriana Contu di ARCI “questa riforma attacca i poteri costituzionali e i diritti e liberà dei cittadini e delle cittadine e avrà degli impatti sulla vita delle persone. Inoltre questa riforma si pone esattamente in linea con la torsione autoritaria del nostro governo. “
L’indipendenza della magistratura serve proprio a far si che il potere giudiziario possa limitare il potere esecutivo e controllare che rispetti le leggi, a tutela di tutti i cittadini. È uno dei cardini delle democrazie liberali, che non a caso oggi è sotto attacco in molti Paesi, in Europa e nel mondo.
Altrimenti la legge non è uguale per tutti.
Società civile per il NO nel referendum costituzionale
ANPI, ACLI, ARCI, CGIL, SPI, LIBERA, AFESOPSIT, AUSER, l’Associazione Avvocati, art. 3, gli Avvocati per il NO, la Rete degli Studenti Medi, Percorso Unione degli Universitari
