In relazione al procedimento penale che vede imputato un trentenne, accusato di violenza sessuale da tre giovani — una oggi 18enne e due minorenni all’epoca dei fatti — il difensore, avvocato Marco Russo, ribadisce la piena fiducia nell’accertamento giudiziario.
I fatti oggetto di contestazione risalgono alla sera del 15 luglio 2024 e sarebbero avvenuti presso la Rocca dei Papi, a Montefiascone, durante la festa della birra.
La scorsa settimana il giudice dell’udienza preliminare ha accolto la richiesta della difesa di procedere con rito abbreviato, formula che prevede la definizione del processo allo stato degli atti e, in caso di condanna, la riduzione di un terzo della pena. La discussione è fissata per il mese di settembre, quando sarà ascoltata anche la versione dell’imputato.
Le tre giovani si sono costituite parti civili, assistite dall’avvocato Stefano Billi.
“Confidiamo che l’esito del procedimento possa accertare l’assoluta estraneità del mio assistito rispetto alle accuse contestate”, dichiara l’avvocato Russo. “Già nella fase delle indagini preliminari sono emersi elementi che, a nostro avviso, evidenziano criticità nelle ricostruzioni fornite, con versioni tra loro contrastanti”.
La scelta del rito abbreviato, condivisa con l’imputato, viene indicata dalla difesa come coerente con la volontà di una valutazione oggettiva del materiale già acquisito agli atti, nella convinzione che il processo possa fare piena chiarezza sulla vicenda.
Il procedimento proseguirà nei prossimi mesi secondo il calendario stabilito dall’autorità giudiziaria competente.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano la presunzione d’innocenza, sancita dall’art. 27 della Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.
