Durante il riposo vegetativo detto dormienza, l’osservazione dei rami e della corteccia dei fruttiferi permette di individuare sia la presenza di parassiti, sia il grado di una eventuale infestazione, devono essere ispezionati con particolare attenzione gli alberi aventi corteccia più rugosa come: giuggiolo, castagno, gelso e corbezzolo, o più grinzosa su piante più adulte.
Un accurato controllo è consigliato anche su branche e gemme per escludere la presenza di uova parassite, scudetti marroni o bianchi di cocciniglia, ammassi scuri o rossastri potrebbero nascondere uova di afidi o ragnetti rossi, mentre tracce di segatura sul tronco segnalano la presenza di larve rodilegno.
I frutti lasciati marcire alla base degli alberi sono l’ideale ricovero per larve, larve e spore fungine.
TRATTAMENTI: spazzolare le cortecce degli alberi più vecchi con spazzole a setole metalliche, irrorare con calce idrata è una vecchia pratica che qualcuno ancora usa, miscelando la calce a solfato di ferro o rame, in alternativa si trovano miscele già pronte come ad esempio l’olio bianco o minerale che agiscono formando una pellicola soffocante.
POTATURA
Non esiste una regola generale per potare gli alberi da frutto, ma solo una certezza: pochi fiori pochi frutti e quindi la potatura si rende necessaria perchè costringe la pianta a produrre più gemme da frutto per ottenere una maggior produzione.
Contemporaneamente alla potature si procede all’eliminazione di frutti ancora presenti sulle piante, si ripuliscono le branche dall’accumulo di foglie. Si procede all’asportazione dei rami attaccati da parassiti e malattie fungine, quelli sterili o danneggiati dalla grandine, norma generale è quella di dare alle piante da frutto una forma a vaso aprendo l’interno in modo che filtrino sia il sole che l’aria.
Le ferite dei tagli più importanti vanno protetti con l’apposita pasta.
In caso di potature su piante infestate i rami recisi devono essere raccolti, portati fuori dal frutteto e bruciati.
PICCOLI FRUTTI: da inizio ottobre a fine maggio si possono mettere a dimora i piccoli frutti: ribes, lamponi, more, mirtilli, ribes, uva spina, cranberry, bacche di goji. Si possono coltivare anche in vaso che sia profondo e largo dai 45 ai 50 cm.
Dalla metà di gennaio inizia la potatura di melo e pero sul ramo di un anno e termina con la pianta adulta che ormai necessita solo di potature di mantenimento.
Vanno sempre eliminati i rami spezzati, storti o secchi e tutte le parti che risultano affette da patologie.
Sarchiare sempre i polloni al piede delle piante.
Potare anche cotogno, albicocco, mandorlo, pesco.
Effettuare il secondo trattamento (il primo è stato effettuato a dicembre), su drupacee, pomacee, fragole e viti, contro funghi e insetti (forma svernante). Irrorare con prodotti rameici contro bolla, cancri e gommosi, con olii minerali contro psilla del pero, ragnetto rosso, afidi e cocciniglie e carpocapsa.
RACCOLTA
In questo periodo possiamo raccogliere solamente gli agrumi, avendo cura di raccogliere i limoni con il peduncolo. Disporremo però ancora della frutta secca, di mele tardive del tipo Golden e Annurca e pere del tipo Kaiser e Curato e forse di kiwi e di kaki se ben conservati.
MIRTILLO: richiede terriccio assolutamente acido, da adulto sarà un arbusto alto circa 1 metro, che ama una posizione a mezz’ombra, ha una fioritura decorativa. I frutti si raccolgono in luglio/agosto. Se piantate a terra, su bordura, distanziare una pianta dall’altra di circa 80 cm.
LAMPONI: è il momento giusto per effettuare una potatura. Aspettare la fase calante e effettuare una potatura sui rami che hanno prodotto ad inizio e a fine estate, mentre i rami che hanno prodotto una volta devono essere solamente cimati. Accorciare decisamente anche i rami che appaiono deboli e storti.
Mentre a tutte le varietà che hanno fruttificato solo ad inizio estate, dette varietà non rifiorenti, devono essere tagliati i rami alla base e eliminati sfoltendoli i rami più deboli.
Si potano tutti i piccoli frutti.
AGRUMI
Verso metà febbraio, provvederemo alla pulitura superficiale dello strato di terriccio di ogni vaso, ad una leggera zappettatura e al riempimento con nuovo terriccio specifico per agrumi che si può reperire tranquillamente in commercio.
Anche gli agrumi vanno trattati con olio vegetale facendo attenzione a distribuire bene il prodotto anche sul tronco.
NUOVI IMPIANTI
A febbraio si possono collocare a dimora diverse piante da frutto sia drupacee che pomacee a radice nuda, mentre le piante in vaso possono essere collocate a dimora in quasi tutti gli altri mesi dell’anno. Scegliere una zona ben soleggiata con terreno fertile dove scavare buche di dimensioni appropriate con un buon fondo drenante fatto di cocci di terracotta, piccoli sassi e quindi uno strato di argilla espansa grossolana, terra dello scavo mista a compost dove adagiare la pianta e con la stessa miscela fare uno strato sulle radici, infine riempire la buca con terra dello scavo mista a letame maturo, lasciando una fossetta di qualche centimetro, assestare la terra senza compattarla eccessivamente. Altro fattore importante è il calcolo della distanza tra le piante, tenendo presente la dimensione che raggiungeranno da adulte. Altro accorgimento è la sistemazione dei tutori che forniranno alla pianta un sostegno contro il vento e la faranno crescere diritta. Completare con un impianto di irrigazione a goccia che fornirà il giusto apporto idrico ad ogni pianta.
Il PESCO e i suoi nemici:
Premessa: è opportuno astenersi dal trattare con qualsiasi prodotto durante il periodo della fioritura per non nuocere in primis alle api e poi a tutti gli insetti pronubi.
Afidi: (Hyalopterus amygdali-Myzus persicae)
Sono responsabili di gravi danni alla vegetazione
Trattare con prodotti biologici: sapone molle di potassio, olio di Neem, in inverno con olio bianco.
Bolla: (Taphrina deformans)
Determina un deperimento generale perchè riduce la fotosintesi.
Trattare a fine autunno e a fine inverno con prodotti rameici (poltiglia bordolese)
Nel periodo vegetativo intervenire ogni 15 giorni con una soluzione composta da un litro di acqua e 5 g. di bicarbonato di potassio.
Altri prodotti biologici utili a contrastare la bolla del pesco sono:
Estratto di equiseto (Equisetum arvense) ammesso in agricoltura biologica, ricco di silice, si diluisce secondo le istruzioni del produttore e si irrora la pianta ogni 10 giorni.
Propoli si usa nebulizzando su foglie e rami una soluzione composta da un litro di acqua e 3ml. di propoli ogni 15 giorni, questo oltre ad avere un’azione fungicida preventiva, rafforza le difese della pianta, stimola la cicatrizzazione e attira gli insetti impollinatori.
Clorosi si tratta della carenza di ferro e si manifesta con l’ingiallimento del fogliame e debolezza nella produzione”, ciò è dovuto ad uno squilibrio del terreno, talvolta calcareo o con elevato pH (>7.5) che a causa della conformazione non permettono al ferro di penetrare in profondità
Si tratta con chelati che devono essere apportati sia al terreno che all’apparato fogliare. E’ consigliabile tentare di acidificare il terreno con torba e concimi specifici.
Cocciniglia (Diaspis pentagona-Aspidiotus perniciosus) è un parassita che colpisce rami, foglie e frutti, nutrendosi della linfa della pianta. La sua attività provoca la produzione di melata che favorisce lo sviluppo della fumaggine causando un grave deperimento della pianta.
Trattamento invernale a base di olio bianco o minerale
trattamento estivo con sapone molle, oli e insetticidi specifici, intervenendo in particolare nella fase di mobilità delle neanidi ossia lo stadio giovanile della cocciniglia, la prima forma in cui si muove sulla pianta prima di fissarsi.
Forficula (Forficula auncularia), conosciuta come forbicina, anche se mangia gli afidi, rosicchia fiori e frutti, scava nei frutti maturi.
Porre dei vasi-trappola rovesciati con paglia, canne di bambù e tubetti di carta dove andrà a rifugiarsi di giorno in quanto è attiva soprattutto di notte. Quindi raccogliere e eliminarla dal frutteto.
Tenere pulita la base del tronco, eliminare pacciamature e cortecce staccate.
solo in caso di forte infestazione ricorrere all’uso di prodotti biologici da irrorare.
Marciume dei frutti (Rhizopus nigricans), è tra i problemi più comuni, di origine fungina, attacca soprattutto funghi danneggiati o dopo la raccolta. E’ favorito dalla pioggia prolungata, dall’umidità, dalla temperatura mite e dalla cattiva areazione della chioma.
Trattamento con prodotti fungini preventivi e olii.
Pulizia post-raccolta dei frutti caduti e mummificati.
Oidium (Sphaeroteca pannosa) detto anche mal bianco, è una malattia fungina che se trascurata può rovinare foglie e frutti. Vive sulla superficie di foglie, germogli e frutti, formando la tipica patina bianca farinosa, si sviluppa con clima caldo-umido in primavera e estate e su piante poco arieggiate.
Trattamento con zolfo bagnabile o ventilato ai primi sintomi o preventivamente.
Fungicidi specifici seguendo le indicazioni del produttore, da ripetere se necessario ogni 10 giorni.
In maniera preventiva intervenire alla ripresa vegetativa se l’oidio era presente la stagione precedente, perchè intervenire troppo tardi sarebbe inutile.
Aprire a vaso con potature mirate a far respirare la pianta.
Tignola (Cydia molesta-Anarsia lineatella) è un lepidottero con capacità di rovinare i frutti. Non è tanto l’adulto a preoccupare, quanto le larve che scavano in profondità causando enormi danni.
Trattamento con trappole a feromoni o Spinosad da usare la sera e durante la fioritura perchè tossico per gli insetti.
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