31 Agosto 2025

Occhioviterbese

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Quotidiano digitale dedicato agli Eventi e alle Notizie della Provincia di Viterbo

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Febbraio

La danza della neve di Ada Negri

Sui campi e sulle strade
silenziosa e lieva
volteggiando, la neve
cade.
Danza la falda bianca
nell’ampio ciel scherzosa,
Poi sul terren si posa
stanca.
In mille immote forme
sui tetti e sui camini,
sui cippi e sui giardini
dorme.
Tutto d’intorno è pace;
chiuso in oblio profondo,
indifferente il mondo
tace.

Agenda di Gennaio e Febbraio

Agenda

La danza della neve di Ada Negri

Sui campi e sulle strade
silenziosa e lieva
volteggiando, la neve
cade.
Danza la falda bianca
nell’ampio ciel scherzosa,
Poi sul terren si posa
stanca.
In mille immote forme
sui tetti e sui camini,
sui cippi e sui giardini
dorme.
Tutto d’intorno è pace;
chiuso in oblio profondo,
indifferente il mondo
tace.

Nei primi due mesi dell’anno le giornate sono corte e giardini, orti e frutteti riposano quieti, addormentati tra pioggia, vento, neve e gelo e visto che le attività sono rallentate è possibile dedicare più tempo alla progettazione del verde per la prossima stagione.
A Febbraio inizia la potatura delle pomacee come peri e meli e delle drupacee come peschi, albicocchi e susine, evitando però le giornate in cui potrebbe gelare.
Ogni operazione compiuta in giardino, nell’orto e in ogni altro luogo, deve essere volta al rispetto per la natura, se l’ambiente che ci circonda verrà salvaguardato migliore sarà  la qualità della nostra vita.
Anche il rispetto per gli animali è sintomo di grande civiltà  e sensibilità, per questo facciamo tutto ciò che è in nostro potere per risparmiare a tutte le creature viventi qualsiasi sofferenza.

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Lunario di Gennaio e Febbraio

Lunario

LUNARIO di GENNAIO 2025
7 Primo quarto
13 Luna piena
21 Ultimo quarto
29 Luna nuova

FESTIVITA’ e RICORRENZE di GENNAIO
1 Maria Madre di Dio – Capodanno
6 Epifania di Nostro Signore

LUNARIO di FEBBRAIO 2025
5 Primo quarto
12 Luna piena
20 Ultimo quarto
28 Luna nuova

FESTIVITA’ e RICORRENZE di FEBBRAIO
14 S. Valentino festa degli innamorati

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Giardino e terrazzo di Gennaio e Febbraio

Giardino e Terrazzo

Osservando il giardino in inverno si possono notare i punti dove intervenire la prossima primavera impiantando arbusti o siepi isolate per ottenere un tocco di colore in più.
E’ importante proteggere dal gelo le piante più delicate e i soggetti più giovani, sia sulle radici con opportune pacciamature che sulle chiome avvolgendole con tessuto non tessuto che andrà aperto nelle giornate di bel tempo per arieggiare e controllare la presenza di eventuali parassiti o muffe, osservando anche la pagina inferiore delle foglie.
Accertarsi che le specie rampicanti siano ben assicurate a sostegni e tutori in buono stato e assicurati ad essi con buone legature.
Gli alberi e agli arbusti che per natura o per nostra volontà  hanno un portamento a piramide (es. cipresso) o conico (es. bosso e tasso da arte topiaria), vanno legati opportunamente, cingendoli, in modo da impedire alle chiome di scomporsi.
Con le belle giornate, è bene ripulire il giardino da foglie, rami e pigne, controllare pergolati, panchine, recinzioni e cancelletti e dove necessario intervenire con riparazioni e verniciature, approfittando della minore presenza di vegetazione.
Prevenire per quanto possibile i danni derivanti da eventuali nevicate: tagliare in tempo alberi o rami secchi, nelle ore calde “spolverare” con un piumino la neve dalle piante più piccole e scrollare quelle grandi per farne cadere una maggior quantità evitando che di notte ghiacci ad esse.
Se il vento ha spezzato rami ad arbusti e ad alberi, intervenire con un segaccio ben affilato, con un taglio netto, in una giornata senza gelo, questa semplice operazione limiterà  la comparsa di insetti all’interno della corteccia.
Quando le condizioni climatiche lo consentono, preparare il terreno per le nuove piantagioni di arbusti, alberi e rosai che si effettueranno solo quando il terreno non sarà più gelato.
In questo periodo sono importanti le potature per rinvigorire e modellare dando una forma più armonica, per ripulire le piante da parti di secco e per ottenere fioriture più abbondanti su esemplari spoglianti che fioriscono in tarda primavera-inizio estate, sia ornamentali che da frutto, sia arbustivi che arborei.
I fruttiferi da fiore si potano sia in Gennaio, Febbraio che alla fine dell’inverno, le regole da seguire sono poche ma importanti: usate cesoie ben affilate e pulite, così come il segaccio perché i tagli devono essere netti, disinfettate ad ogni cambio di pianta le cesoie.
Non potare quando gela.
Se non si conosce bene una pianta occorre informarsi prima di procedere con una potatura eccessiva,  nell’indecisione è meglio effettuare una potatura leggera in particolare se l’inverno è mite.
I tagli importanti devono essere tamponati con il mastice o prodotti simili.
Forsythia, Kerria japonica, Cotogno giapponese, Syringa vulgaris (Lillà comune), sono cespugli che fioriscono ad inizio primavera, verranno potate alla sfioritura, per dare dare alla pianta il tempo di far crescere i giovani rami che daranno i fiori la stagione prossima.
Con luna crescente è possibile iniziare la semina di margheritine pratoline, bocca di leone, convolvolo, piselli odorosi, agerato, celosia, dianthus, coreopsis, petunia, papavero, verbena, che devono restare comunque in un ambiente con temperatura costante di circa 16° C.
Le concimazioni organiche che si effettuano in questo periodo riguardano la gran parte delle piante, degli arbusti e delle aiuole.

Rose di Gennaio e Febbraio

Rose

-E’ il momento giusto per potare le rose.

RAMPICANTI
I gruppo: a questo gruppo appartengono i veri rosai sarmentosi che fioriscono in giungo-luglio sui getti ramificati laterali degli anni precedenti . Quando si pongono a dimora occorre ridurre i rami a circa 1/3 della loro lunghezza e si tolgono i laterali. Gli anni successivi si potano le ramificazioni a 2-3 gemme dall’attaccatura e si eliminano i rami vecchi e quelli secchi che verranno così sostituiti da nuovi getti allevati dal basso.

II gruppo: appartengono a questo gruppo le varietà  non rifiorenti a grande fioritura estiva. Si potano subito dopo la fioritura eliminando i rami vecchi. Per i nuovi impianti come per il primo gruppo. Da adulti per mantenere la forma, si possono accorciare di qualche centimetro i rami già tagliati.

III gruppo: sono tutte le varietà  rampicanti e sarmentose moderne che fioriscono sui rami dell’anno, sono rifiorenti e sviluppano lunghi sarmenti. Dopo la messa a dimora e si accorciano tutti i rami tranne un paio più vigorosi. Il secondo anno si devono accorciare tutti i germogli e le branche che verranno cimate dopo la fioritura in modo da sollecitarne la rifioritura. In seguito cimare sempre i fiori appassiti.

IV gruppo: sono tutte le rampicanti che a differenza dei tre gruppi precedenti non possono essere allevati a spalliera e a ventaglio perché producono sarmenti meno lunghi, al massimo 2 metri e poco flessibili. Si impiegano quindi per siepi a bassa manutenzione e rifiorenti. Per la messa a dimora come per il terzo gruppo, in seguito decisa l’altezza della siepe, il sarmento più forte verrà reciso, ottenendo così numerosi  germogli  dal piede che formeranno una siepe fitta, naturalmente affiancando diverse piante.

ROSAI AD ALBERELLO: per ottenere una bella “chioma” i rami devono essere accorciati della metà della lunghezza sempre al di sopra di una gemma rivolta lateralmente, avendo cura di seguire con le potature la forma desiderata.

ROSAI IN VASO: la rosa non ama il vaso ma la piena terra. Se però il contenitore è abbastanza capiente, il terriccio è ben equilibrato con un buon drenaggio e si espone a levante pacciamando bene d’estate e proteggendo con tessuto non tessuto d’inverno la parte aerea e coprendo la terra con trucioli e fogliame, si avranno buone possibilità  di successo. Procedere alla potatura  a seconda del gruppo d’appartenenza.

ROSAI TAPPEZZANTI: sono i rosai rifiorenti fino all’autunno con branche di circa 130 – 150 cm. Per l’impianto seguire le regole del III gruppo. In seguito dopo la fioritura si devono piegare verso il basso i giovani polloni. Le vecchie branche si accorciano fino a metà, mentre lateralmente si pota alla III gemma. Poi si avrà cura di ringiovanire la pianta accorciando il vecchio ed eliminandolo l’anno successivo.

ROSAI A CESPUGLIO: la regola principale è quella di potare corto il rosaio debole e lungo quello forte e vigoroso. Alcuni sostengono che le rose devono essere potate solo eliminano i rami secchi, deboli, storti ed intricati ma, di sicuro la potatura deve essere eseguita almeno due mesi prima della ripresa della fioritura.

Le forbici devono essere ben affilate per non slabbrate la corteccia, eseguite dei tagli netti; l’inclinazione del taglio non deve essere verso la gemma ma opposto, il taglio deve essere non troppo vicino e non troppo lontano dalla gemma e neanche troppo inclinato.
Riassumendo per una buona potatura in generale basta seguire regole molto semplici:
-se la pianta è in buona salute potare i rami a 2/3 o 1/2 della lunghezza
-eliminare i rami deboli e interni per dare aria
-eliminare il vecchio, il secco e lo storto
-i rosai che fioriscono a mazzetto si potano più “a lungo”.
-le rose a cespuglio si potano a fine febbraio.
I nuovi impianti devono essere effettuati entro Febbraio e dopo la messa a dimora potare “a corto” per permettere alla pianta un buono sviluppo alla ripresa vegetativa.

Calendario delle concimazioni:
-primo impianto: apportare nelle buche una giusta quantità di stallatico ricoperto da uno strato torboso evitando il contatto diretto con le radici della rosa, fatto ciò le rose per un anno non necessitano di altre concimazioni.
-gennaio non concimare
-da fine febbraio a fine marzo effettuare la prima concimazione a base di azoto e fosforo
-da metà maggio a metà giugno occorre somministrare la seconda concimazione con concime organico, meglio se a base vegetale, specifico e ben equilibrato (es. NPK 10.5.5) le rose hanno bisogno di macroelementi quali: azoto (N) che serve a far vegetare bene, fosforo (P) per  e una migliore qualità delle fioriture e potassio (K) per irrobustire fiori, radici e rami e di microelementi quali: boro, ferro, rame, zinco, manganese, magnesio.
-luglio e agosto non concimare
-da settembre e ottobre concimare come in marzo
-novembre effettuare l’ultima concimazione dell’anno per concedere alle piante il giusto riposo
distribuire superficialmente letame secco e maturo ovino o bovino per una lunga cessione, interrando con una zappettatura molto leggera senza intaccare le radici, ma in modo che le piogge possano far penetrare i nutrienti nel terreno e sufficienti fino a marzo
-dicembre non concimare
Le concimazioni devono essere seguite da innaffiature, meglio ancora se da piogge.

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Piante di casa Gennaio e Febbraio

Piante di casa

Tutte le piante di casa in inverno patiscono il caldo delle nostre case spesso eccessivamente riscaldate! Occorre quindi dare loro un po’ di “ossigeno” arieggiando le stanze senza provocare correnti d’aria. Concimare leggermente le piante ma solo da fine Febbraio. In primavera rinvasare o almeno smuovere il terriccio superficiale, toglierlo e aggiungerne di nuovo. Se necessario fare la doccia alle piante, con acqua appena leggermente tiepida, ma non calda.
Tenere sotto controllo gli afidi e evitando di usare prodotti chimici preparare un rimedio casalingo grattugiando la quarta parte di un pezzo di sapone di Marsiglia e metterlo in un litro di acqua, volendo potenziare l’effetto aggiungere un pizzico di peperoncino in polvere e due spicchi di aglio schiacciati. Lasciare in immersione per una notte, filtrare e somministrare tramite uno “spruzzino” usando uno vuoto del prodotto che si usa per pulire i vetri.
In alternativa al sapone grattugiato si può usare un bicchierino di quello liquido.
Non irrorare su piante illuminate dal sole ed usare tutte le precauzioni del caso maneggiando il peperoncino!

Ecco un breve elenco di piante e fiori adatti a rallegrare la casa nel periodo invernale:
1) Anthurium pianta longeva che non richiede troppe cure, dal fogliame splendente e lucido e i fiori cuoriformi accesi da un rosso brillante, rallegra la casa adattandosi agli ambienti caldi con luce diffusa, va annaffiata una volta alla settimana. Teme l’acqua calcarea, il freddo e le correnti d’aria. Le foglie si puliscono delicatamente con un panno morbido e umido. Dispone di filtri naturali capaci di purificare l’aria degli ambienti in cui si trova.
Tenere l’Anthurium nello stesso vaso non oltre i due anni, effettuare il rinvaso in primavera avendo cura di predisporre sul fondo del nuovo contenitore un buon drenaggio di argilla espansa e utilizzare un buon terriccio.

2) Spathiphyllum wallisi o Giglio della pace, è una pianta dall’aspetto elegante dai fiori a forma di spata di colore bianco, è utile per purificare ed umidificare l’aria intorno a sé. Ha bisogno di luce e di essere annaffiata ogni cinque o sei giorni previo controllo del terriccio per evitare marciumi, le concimazioni devono essere ristrette al minimo a partire da fine febbraio.

3) Euphorbia pulcherrima o Stella di Natale
(vedere numero di Dicembre)

4) Dieffenbachia
Probabilmente tutti prima o poi ospiteremo una dieffenbachia a casa. Resta comunque una pianta classica, elegante e decorativa, grazie alle varie cultivar.
Ha bisogno di luce ma non diretta, quando arriva il bel tempo si può spostare in giardino all’ombra, per ottenere una crescita equilibrata della pianta è utile effettuare l’operazione di rotazione del vaso in modo di esporre ogni lato alle diverse intensità di luce.
Predilige un terriccio torboso, ama il caldo ma a temperature elevate deve essere vaporizzata.
Innaffiature ogni tre giorni, dimezzare d’inverno, previo controllo del terriccio per evitare marciumi o carenze idriche. Fornire concime liquido, una volta al mese, evitando i mesi troppo freddi e quelli troppo caldi. Una volta al mese pulire le grandi foglie con una spugna umida.
La dieffenbachia perde le foglie quando è denutrita o troppo in ombra. Riequilibrando le concimazioni e l’esposizione, riprenderà  a gettare. fare attenzione agli attacchi di acari, afidi e cocciniglia.

6) Azalea con i suoi colori allegri, è una bella pianta acidofila sensibile al calcare, quindi occorre decalcificare per una notte l’acqua utilizzata per le innaffiature che eccezionalmente preferisce ricevere dal sottovaso, si adatta bene con temperature intorno ai 10 gradi, ma teme i luoghi ventosi e secchi, i raggi diretti del sole e le fonti di calore.

BALCONI
Eliminare il primo strato di terriccio dalle fioriere e sostituirlo miscelandolo con concime granulare a lenta cessione. Sarebbe opportuno aspettare ancora fino alla fine di febbraio prima di decorare il balcone, ma volendo anticipare è possibile riempire le fioriere con un ottimo terriccio da giardino con fondo drenante di argilla espansa e posizionare bulbi di muscari e crochi fioriti. Attenzione alle gelate, anche per quanto riguarda i ciclamini che posti sul davanzale o sul balcone ravvivano i grigiori invernali con i loro colori vivaci.

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I colori del giardino Gennaio e Febbraio

I colori del giardino

Gennaio e Febbraio sono mesi freddi con poche fioriture ma di incantevole bellezza.
Tra le bulbacee messe a dimora in autunno, si scorgono i timidi Crochi (Crocus L.) della famiglia delle Iridacee, dalle infinite combinazioni cromatiche: violaceo striato porpora, bianco, giallo, rosa, lillà, azzurro e crema, marrone e celeste e i Muscari una piccola bulbosa perenne della famiglia delle Asparagaceae, noto come Giacinto d’uva nelle sfumature blu intenso, azzurro carico, bianco, rosa e bicolore.
Volendo ottenere una fioritura eccezionale in questo periodo, occorre acquistare nei mesi di settembre-ottobre dei bulbi di Crocus tommasinianum e piantarli a circa due cm di profondità  distanti 13 cm l’uno dall’altro, in gruppi fitti, e lasciandoli interrati a dimora dopo la fioritura  si spanderanno con estrema facilità, questo processo prende il nome di naturalizzazione e oltre che  che vedrà rifiorire per molti anni . Nel mese di Agosto, quando risulteranno troppo fitti si potrà procedere al diradamento e al riposizionamento in aree libere. La fioritura precoce, con la base di foglie verde brillante, sarà  di un viola carico con interno bianco, negli anni diventerà  sempre più scenografica.
Cornus alba ‘Sibirica’ con il rosso deciso e vivace dei suoi fitti rami.
Ilex verticillata, con i rami riccamente coperti di bacche rosse, essendo una pianta dioica si deve avere l’accorgimento di piantare arbusti “maschi” e “femmine”, altrimenti non produrranno bacche.
Nandina comune, con il freddo si accende di rosso: davvero belle le sue foglie e le bacche.
Mahonia x ‘Charity’ dalla stupenda fioritura alla quale seguono bacche blu, è una pianta a bassa manutenzione, specialmente da adulta.
Camelia Japonica con i suoi fiori grandi dai 4 ai 6 cm, in genere semplici, che vanno dal rosa al bianco.
Violetta africana “Saintapulia Jonathan” dai colori viola, bianchi, blu e rosa.
Primula appartiene alla famiglia delle Primulaceae con la tavolozza variopinta dei suoi colori brillanti con corolle dal centro giallo e colorate violetto, bianco, rosso e rosa.
Un valore aggiunto è dato dalle piante fiorite nel periodo invernale che rendono il giardino colorato, profumato ed ospitale per gli insetti utili, in particolare per le api, contribuendo a sfamarli quando timidamente escono in cerca di cibo.

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Il Fiore del mese Gennaio e Febbraio

Il Fiore del mese

Erba della Pampas (Cortaderia selloana), è una pianta longeva, rustica che non richiede troppe cure, cresce bene in terreni drenati, posizione soleggiata o a mezz’ombra. Può essere utilizzata come pianta solitaria o da siepe allineando diversi elementi.
Potatura: non occorre farla annualmente, ma è indispensabile munirsi di un paio di guanti abbastanza robusti, perché le foglie sono taglienti. Usare forbici da potatura a lama lunga, tagliando gli steli quasi raso terra e se la pianta è adulta pulire l’interno del cespo accuratamente per eliminare marciume, gusci di noci, rametti, ghiande, ecc. E’ una pianta a cui non deve mancare un’adeguata irrigazione.
Concimazione: non occorre una concimazione particolare, è sufficiente formare uno strato con del buon compost in primavera, ma una buona pacciamatura invernale aiuterà la pianta a mantenersi in forma.
Crisantemi: quelli sfioriti in vaso devono essere potati alla base, rinnovate il terriccio, innaffiate e ponete i vasi in un luogo riparato non riscaldato fino alla comparsa della nuova vegetazione. Poi all’inizio di marzo staccherete i germogli giovani dalla madre e li sistemerete in vasetti singoli dove radicheranno per circa un mese. Trascorso questo tempo troverete loro la destinazione definitiva in vaso o in piena terra.
Le Camelie appartengono alla famiglia delle Theacee le piante del tè. Camelia japonica fiorita da fine gennaio a metà aprile, Camelia sasanqua fiorita da fine ottobre a febbraio, fornite un concime granulare specifico per acidofile e zappettate intorno al piede della pianta per interrare. Sono piante acidofile ideali per fioriere o aiuole, temono la carenza di ferro. Innaffiare un paio di volte alla settimana nella stagione calda e due volte al mese d’inverno, usando acqua piovana o decalcificata.
Skimmia Japonica è un sempreverde veramente poco esigente, non ha bisogno di cure particolari ed è quasi immune da malattie. Si coltiva bene in vaso da porre in pieno sole durante la primavera, in semi ombra in estate e in una zona riparata in inverno perché il gelo le rovina le foglie.
Scegliete la varietà  “Rubella” se desiderate la skimmia classica con i fiori rossi o la “Fragrans” con fiori bianchi dal delizioso profumo.
Azalea appartiene alla famiglia delle Ericacee rientra nel genere Rhododendrum, infatti osservando bene l’azalea sembra un piccolo Rododendro dai fiori con un solo bocciolo per stelo invece di fiori riuniti in grappolo. La fioritura appariscente di queste piante permette di creare apprezzabili chiazze di colore.
Pratoline (Bellis perennis) prediligono terreno sciolto non troppo fertile, ben drenato che non asciughi eccessivamente con il caldo.  Sono tra le prime piantine a disposizione nei garden per creare delle fantasiose cassettine da balcone o ciotole da posizionare in giardino, riparandole in casa quando potrebbe gelare. Le sfumature di colore variano dal rosa al bianco.
Glicine ( Wisteria), è una pianta rampicante, molto ornamentale appartenente alla famiglia delle Fabacee, resistente al freddo, dalla crescita vigorosa adatta per pergole e muretti, con eccezionali fioriture profumate.
Potare in inverno, fin dove possibile tutti i rami e accorciare le radici con una vanga fatta penetrare profondamente nel terreno, operare intorno alla pianta di glicine conficcando la vanga perpendicolarmente nel suolo intorno alla pianta ad una distanza di 50-60 cm. Queste semplici cure dovrebbero stimolare la pianta, ricordando di potare i rami appena i fiori appassiscono e aiutare le piante giovani concimando con minerali poveri di azoto. Occorre tenere presente che il primo anno la pianta è occupata ad emettere le radici, solo in seguito inizierà  l’accrescimento.
Le varietà:
Glicine cinese-Wisteria sinensis: caratterizzato da una crescita veloce e fioriture generose dai colori e profumi intensi, è una delle scelte più praticate.
Glicine giapponese-Wisteria floribunda: conosciuto per la lunghezza dei suoi grappoli e una varietà di colori che vanno dal bianco, al viola e al rosa.
Glicine americano-Wisteria frutescens: dai grappoli più corti e in generale più gestibile per quanto riguarda la crescita e quindi scelta da chi desidera la bellezza del glicine in uno spazio ridotto.

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Tappeto erboso di Gennaio e Febbraio

Tappeto Erboso

La stagione fredda è molto critica per il tappeto erboso, ghiaccio, umidità, temperature basse , di seguito alcuni accorgimenti da seguire per non stressare il manto verde:
-evitare di calpestare il prato quando l’erba è ghiacciata
-non effettuare tosature con temperature troppo basse o quando l’erba è bagnata, ma non lasciare che l’erba superi i 10 cm. di altezza perchè questo potrebbe portare ad un indebolimento che renderebbe il prato più vulnerabile ad eventuali attacchi di ruggine
-l’altezza ideale del prato in questo periodo va dai 5 ai 7 cm. di altezza
-per quanto possibile sarebbe opportuno tramite soffiature, mantenere il prato libero da foglie, rami e da tutti gli accumuli che non lasciando passare aria e luce porterebbero ingiallimento e diradamenti.
-irrorare le macchie gialle con prodotti fungicidi
-a fine febbraio, solo quando tutte le condizioni metereologiche lo permettono e se il prato ha almeno tre anni di vita, arieggiare per rimuovere il feltro, altrimenti attendere il miglioramento del tempo
-la concimazione granulare azotata indispensabile a primavera, nel mese di Febbraio è prematura.

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Le siepi di Gennaio e Febbraio

Le siepi

In questo periodo usando un taglia siepi si livellano le siepi di tasso, tuia, cipresso, evonimo, bosso, ma alloro, lauro e lauroceraso andrebbero potate sempre a mano perchè il taglio delle foglie grandi resta esteticamente poco gradevole, i due periodi in cui intervenire sono all’inizio della primavera e metà  estate. E’ importante scegliere specie che si adeguano allo spazio a loro destinato invece di dover ricorrere a continue potature.
Pyracantha o Agazzino: arbusto sempreverde perenne, decorativo della famiglia delle Rosaceae, ricco di spine e bacche colorate rosse, gialle e arancioni.
Bosso: risulta molto compatto, si può potare anche più volte all’anno.
Elaeagnus ebbingei o olivagno: dal portamento vigoroso, robusto ma anche elegante e ornamentale dalla fioritura profumata.
Tuia (Thuja, L. 1753) appartiene alla famiglia delle Cupressacee, è una conifera ornamentale, adatta per creare siepi in giardini a bassa manutenzione a crescita lenta, adatta a creare una densa barriera. Sensibile ad una irrigazione non appropriata reagisce con il disseccamento.
Carpino: spesso impiegato per formare siepi a crescita veloce.
Conifere: quando diventano adulte non necessitano di potature importanti, ma solo di mantenimento della forma.
Le siepi a foglia caduca, ossia quelle che perdono le foglie in inverno vanno potate dopo la fioritura.
Il miglior periodo per impiantare una nuova siepe è il mese di ottobre in modo che le piante abbiano il tempo sufficiente per ben radicare adattandosi al terreno e poter dare il loro meglio la primavera successiva. In alternativa si può procedere al nuovo impianto ad inizio primavera.

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L’orto di Gennaio e Febbraio

L'orto

In questi mesi di freddo intenso le attività nell’orto si riducono alla pulizia delle varie parcelle liberandole dalle vecchie colture e dalle erbacce e alla preparazione e al miglioramento del terreno che deve essere ricco di materia organica, ben drenato, privo di avvallamenti, concimato con stallatico che apporta Azoto, Fosforo e Potassio ossia i macroelementi necessari alla crescita delle piante e a strutturare il terreno rendendolo maggiormente lavorabile.
Per avere una resa ottimale dal proprio orto, occorre conoscere il PH del terreno con gli appositi test.
ph acido  0 1 2 3 4 neutro 5 6 7 8 9 10 alcalino11 12 13 14
I terreni argillosi, fertili ma pesanti che tendono a compattarsi e a formare ristagni idrici che provocano il marciume radicale, vanno lavorati con aggiunta di compost, letame ben maturo o acido fosforico per migliorarne il PH che tende ad essere alcalino, mentre i terreni sabbiosi hanno un PH basso ossia acido e occorre correggerlo con carbonato di calcio.
La cenere di legna contenendo molto calcio ha natura alcalina ed è quindi adatta a correggere terreni acidi, ma va distribuita moderatamente ossia in piccole quantità e solo su terreni acidi.
L’aggiunta di sabbia silicea nel terreno dell’orto serve per migliorare l’areazione delle radici, il drenaggio e l’assorbimento dell’acqua.
Un altro elemento fondamentale per una buona riuscita dell’orto è la sua esposizione al sole che non dovrebbe essere inferiore alle sette ore.
Si raccolgono: insalate invernali, radicchio, verze, indivie, finocchi, cavolfiori, porri, sedani, cavolini di Bruxelles e carciofi.
In ambienti protetti o riscaldati e in tunnel freddi ben esposti possono iniziare le semine di: porri, cavolfiori, finocchi, ravanelli, carote, rucola, barbabietole, sedani e scarola.
In piena terra si seminano: aglio, cipolla, scalogno, piselli, fave, radicchio, valeriana, asparagi e erba cipollina.

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La serra di Gennaio e Febbraio

La serra

Avere a disposizione una serra resa magari piacevole ed accogliente da un arredamento adatto, permette di trascorrere del tempo dedicandosi sia alle piante in vaso che alla coltivazione precoce di fiori e ortaggi.  Solo in caso di nevicate occorre prestare attenzione ai teli di copertura della serra e all’eventuale carico eccessivo che va tolto appena possibile dall’esterno scuotendo i teli per far scivolare via il manto nevoso.
Trascurare questa importantissima operazione potrebbe mettere a rischio l’intera stabilità  della struttura.
Appena possibile controllare lo stato della copertura.
Arieggiare la serra ogni volta che le condizioni metereologiche lo consentono, i ristagni di umidità  sono assolutamente da evitare come pure le correnti d’aria notoriamente pericolose per tutte le piante.
Le innaffiature dei vasi ospitati in serra vanno effettuate moderatamente quando non c’è il rischio di gelate.
Gli arbusti e i bulbi tenuti in luoghi poco luminosi possono essere spostati in serra verso la fine di Febbraio per ottenere delle “fioriture forzate” cioè precoci di: azalee, gigli, crochi, fresie, giacinti e tulipani.
In serra saranno presenti coltivazioni di cavoli e broccoli.
Possono iniziare le semine di: porri, cavolfiori, finocchi, ravanelli, carote, rucola, barbabietole, sedani e scarola.

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Le aromatiche di Gennaio e Febbraio

Le aromatiche

Le ERBE AROMATICHE
rappresentano un capitolo a parte sia nel giardino, nell’orto, sul terrazzo e nell’allestimento del giardino roccioso. Sono caratterizzate dal profumo derivante dagli olii essenziali in esse contenuti.
UTILIZZO delle aromatiche:
-per il loro aspetto decorativo
-in cucina, spesso anche a crudo, per arricchire di gusto le pietanze
-in erboristeria per ottenere:  tisane, decotti, unguenti compresse e tinture che vanno usati con cautela facendosi consigliare da esperti in quanto le caratteristiche officinali e quindi terapeutiche di alcune piante possono risultare molto potenti
-nella cosmesi naturale per la realizzazione di prodotti di bellezza in particolare per la cura di pelle e capelli
-per la produzione di olii essenziali impiegati in aromaterapia: ad esempio salvia e rosmarino diffondono uniformemente gli “oli essenziali” che contengono, altre piante conservano le proprietà officinali nei semi o solo nelle foglie e a volte nelle radici.
-per realizzare pot-pourri adatti a profumare gli ambienti della casa e gli armadi.
SEMINA è preferibile seminare le aromatiche con Luna calante e trapiantarle con Luna crescente.
a marzo può iniziare la semina di: basilico, prezzemolo, erba cipollina, melissa, origano, erba pepe, incenso, aneto, rucola, senape, borragine, santoreggia, maggiorana, cedrina, cerfoglio, rafano, levistico, erba aglina, dragoncello, menta, coriandolo.
a settembre melissa e basilico potranno ancora essere seminate.
GERMINAZIONE dei semi inizia ad avvenire quando la temperatura del terreno raggiunge almeno 10°C
TERRENO preferiscono un terreno drenato e molto sciolto.
COLTIVAZIONE IN VASO si possono avere piante aromatiche anche senza possedere un orto o un giardino perché la loro coltivazione in vaso è sempre soddisfacente, anzi è consigliata nelle zone con inverni rigidi, per poterle portare in luogo riparato prima delle gelate.
A novembre proteggere tutti i vasi di piante aromatiche, in particolare il timo, avvolgendoli con tessuto non tessuto per superare i rigori dell’inverno, meglio ancora se portati sotto un portico o all’interno di un garage esposti ad est.
RACCOLTA ed ESSICCAZIONE il mese di giugno è il periodo migliore per essiccare le piante aromatiche più comuni, per averle a disposizione durante l’inverno Le aromatiche da essiccare vanno raccolte perfettamente asciutte prima della loro fioritura, legate in mazzi e appese a testa in giù in luogo abbastanza buio, fresco, asciutto e ventilato. Di tanto in tanto vanno controllati e dopo circa quindici giorni saranno pronte per essere poste in sacchetti di carta ed etichettati ed essere mantenuti in luogo asciutto.
Invece le foglie di menta e di salvia vanno essiccate al sole.
A fine giugno le aromatiche non raccolte vanno cimate.
MOLTIPLICAZIONE è tempo di moltiplicare e rinnovare le aromatiche sia in piena terra che in vaso per: menta, timo, salvia, maggiorana, origano, melissa e altre, attraverso la divisione dei cespi, operazione da effettuare usando una paletta da giardinaggio o una vanga a seconda delle dimensioni della pianta originaria. Scavare delle buchette adatte nel terreno adagiare le nuove piantine coprendo bene le radici con terriccio adatto, pressando leggermente e annaffiando moderatamente.
TALEE a settembre è il momento di moltiplicare alcune aromatiche come : salvia, lavanda, rosmarino e timo.
In INVERNO alcune piante aromatiche spariscono per riemergere in primavera, come ad esempio l’erba cipollina.
In caso di NEVE avere cura delle aromatiche a portamento arbustivo perché con il suo peso rovinerebbe l’estetica oltre a gelare i rami.
La DISTINZIONE delle erbe aromatiche può avvenire per coltivazione in perenni o annuali. Per parti utilizzabili della pianta: intera, foglie, fiori, radici, bulbi, rizomi, frutti, bacche o semi. Per sapori se delicati per uso a crudo in cucina oppure decisi per la cottura. Per dimensione da piantina, a cespuglio ad albero.

DESCRIZIONE DELLE PRINCIPALI ERBE AROMATICHE
acetosa, aglio orsino, aloe vera, alloro, aneto, artemisia, assenzio, basilico, camomilla, cappero, coriandolo, dragoncello, elicriso, erba cipollina, cumino finocchio, issopo, lavanda, melissa, maggiorana, menta, origano, peperoncino, prezzemolo, rosmarino, ruta, santoreggia, salvia, timo sono le piante aromatiche che appassionano maggiormente chi le coltiva a fronte di pochissime esigenze:

SALVIA (Salvia officinalis L., 1753)
FAMIGLIA Lamiaceae (Labiatae)
ORIGINE bacino del Mediterraneo, spontanea in Italia.
DEFINIZIONE piccolo arbusto erbaceo perenne, dai rami a sezione quadrangolare del genere spermatofite dicotiledoni, suffrutticosa ossia con base del fusto legnoso e il resto erbaceo, può vivere allo stato spontaneo oltre 15 anni e circa la metà se coltivata.
UTILIZZO probabilmente è la più famosa delle aromatiche, da sempre conosciuta ed utilizzata in cucina per salse, carne, pesce e pastellate. In medicina viene usata per le sue proprietà antisettiche ed astringenti. In cosmesi si ottengono prodotti per capelli, denti e gengive e per il corpo.
MESSA A DIMORA da effettuarsi in primavera fino ad inizio estate. D’inverno la salvia coltivata in vaso va riparata dal gelo e dall’umidità e posta in un luogo luminoso.
ESPOSIZIONE predilige i climi miti, il caldo e il sole, in luoghi più rigidi occorre coltivarla in vaso e ripararla dal gelo e dall’umidità  in un luogo luminoso.
In piena terra scegliere un posto soleggiato, ben drenato e riparato.
Se collocata in posizione soleggiata e protetta sopporta anche gli inverni moderatamente freddi.
ALTEZZA anche fino a 1 m. larghezza la stessa dell’altezza.
FIORE le infiorescenze dal profumo delicato compaiono verso giugno-luglio sono bilabiati, tubolari, sono riuniti in verticillastri (i fiori sono disposti in verticillo ossia il raggruppamento degli elementi è ordinato circolarmente donando l’aspetto della spiga). La fioritura avviene in estate giugno e luglio, è di colore azzurro-violetto. I fiori della salvia sottraggono energia alla pianta e quindi il consiglio è di toglierli appena compaiono.
FOGLIE opposte di dimensione variabile, finemente dentate vellutate, picciolate, ovali lanceolate, disponibili fresche per gran parte dell’anno ossia da marzo a ottobre. Per essere essiccate vanno raccolte prima della fioritura.
MOLTIPLICAZIONE in primavera attraverso la divisione dei cespi, per seme e per margotta. Si moltiplica per talea apicale a fine primavera o a fine estate periodo fine agosto inizio di settembre semplicemente preparando dei piccoli vasi con terra da orto, torba e sabbia in parti uguali e inserendo un rametto semi legnoso di 15015 cm. di lunghezza prelevato da una pianta sana, incidendo la base del rametto per un cm e togliendo le foglie lasciando solo le prime tre o quattro in cima. Coprire con plastica e mantenere umidità moderata ma costante. Porre all’ombra e quando le radici saranno ben formate trapiantare il nuovo esemplare in un vasetto più ampio per poi mettere definitivamente a dimora quando la piantina sarà ben sviluppata. Ottobre è il momento ideale per piantare la Salvia che è una specie perenne sempreverde
INNAFFIATURA solo con terreno decisamente asciutto, in maniera moderata senza ristagni.
POTATURA se invecchia senza essere potata diventa legnosa, quindi in primavera apportare potature decise, anche per contenere e mantenere una forma definita.
CONCIMAZIONE usare un concime organico a lenta cessione una volta all’anno, per le piante in vaso usare un concime liquido da primavera ad inizio estate.
RINVASO ogni due o tre anni sostituire il vaso con uno leggermente più grande nel periodo primaverile, preparando un fondo che dreni e usando un terriccio leggero calcareo-sabbioso.
TERRENO calcareo-sabbioso leggermente alcalino ben drenato
TRATTAMENTI mantenendo la giusta irrigazione e areazione la salvia non ha grossi problemi. Eventuale oidio si combatte con fungicida specifici o vaporizzazione di macerato d’ortica. Mentre per debellare insetti come afidi, cocciniglie, cicaline ecc. è sufficiente effettuare spruzzature con una soluzione di sapone di Marsiglia.

-ROSMARINO (Rosmarinus officinalis L.)
FAMIGLIA Lamiaceae.
ORIGINE bacino del Mediterraneo, spontaneo in Italia lungo le coste.
DEFINIZIONE arbusto perenne cespuglioso sempreverde semirustico, fusto legnoso e ramificato.
UTILIZZO praticamente è sempre possibile raccogliere il rosmarino perché sempreverde e il suo uso in cucina per aromatizzare le pietanze è risaputo. In medicina vengono usate sia le foglie che l’olio essenziale usati per le proprietà antisettiche, tonificanti e diuretiche oltre che antinevralgiche. Il rosmarino si usa in cosmesi per prodotti specifici per capelli. In casa si può unire ad altre erbe per creare pot-pourri o semplicemente come profuma-biancheria o appeso in mazzi nelle cucine delle taverne. Può essere essiccato al sole o nell’essiccatore.
MESSA A DIMORA preferibilmente in primavera.
ESPOSIZIONE soleggiata
ALTEZZA circa 80-90 cm ma può raggiungere anche il metro e mezzo, la larghezza è pari all’altezza.
FIORE piccoli fiori di colore azzurro pallido aspetto bilabiato-tubolari, racemi apicali corti nel periodo che va da piena primavera a inizio estate. Piante poste in zone molto riparate possono rifiorire più volte nel corso dell’anno. I frutti sono tetracheni (quattro acheni) di colore bruno da maturi.
FOGLIE sono la parte interessante della pianta, hanno forma aghiforme e revoluta, di colore verde scuro sulla pagina superiore e argentee sulla pagina inferiore.
MOLTIPLICAZIONE nei mesi estivi quindi luglio-agosto si prendono da una pianta adulta delle talee semi legnose di una decina di cm e si infilano in un composto di torba al 50% e sabbia al 50%, si lasciano radicare per tutto l’inverno in un posto riparato. La primavera successiva si potrà procedere con la messa a dimora. In zone particolarmente riparate si può effettuare la messa a dimora diretta delle talee in autunno. La messa a dimora da vasetti acquistati nei vivai può avvenire in primavera o inizio autunno.
INNAFFIATURA solo con terreno decisamente asciutto, in maniera moderata senza ristagni.
POTATURA per ottenere un cespuglio più fitto, in primavera quando sfiorito o in autunno, è sufficiente cimare i getti principali, avendo cura di non accorciare i rami di quattro o cinque cm. dalla sommità. Asportare i rami secchi o storti.
CONCIMAZIONE usare un concime organico a lenta cessione da primavera ad inizio estate ogni due settimane. Per il rosmarino in vaso usare un concime liquido.
RINVASO ogni due o tre anni sostituire il vaso con uno leggermente più grande nel periodo primaverile, preparando un fondo che dreni e usando un terriccio leggero calcareo-sabbioso.
TERRENO calcareo-sabbioso leggermente alcalino ben drenato e leggero.
TRATTAMENTI contro attacchi fungini o parassitari con prodotti specifici a base naturale.

-TIMO (Thymus vulgaris L., 1753)

FAMIGLIA Lamiaceae.
ORIGINE Mediterraneo orientale
DEFINIZIONE sub-arbusto perenne, di cui esistono più di 300 specie, caratterizzato dalla profumazione intensa.
UTILIZZO in cucina, in aromaterapia e come pianta medicinale grazie alle sue proprietà balsamiche, antisettiche e antiinfiammatorie.
MESSA A DIMORA si effettua in primavera o autunno.
ESPOSIZIONE privilegiare una posizione soleggiata. E’ una pianta che sopporta il freddo, ma non il gelo prolungato.
ALTEZZA da 10 a 50 cm la larghezza.
FIORE di color bianco-rosa-lillà in maggio a luglio raggruppati in spighe.
FOGLIE di colore verde-grigio, opposte punteggiate molto piccole, lanceolate e aromatiche.
MOLTIPLICAZIONE da seme o in estate da talea prelevando da un esemplare adulto rametti semi-legnosi lunghi circa 10 cm privati dalle foglie per 3-4 cm dal punto del taglio e interrare in vasetti con substrato sabbioso mantenuto costantemente umido. Porre in luogo luminoso. La comparsa delle nuove foglioline evidenzierà l’inizio del radicamento. Le nuove pientine saranno pronte dopo alcuni mesi per essere poste a dimora o in vaso. La messa a dimora da vasetti acquistati nei vivai può avvenire in primavera o inizio autunno.
INNAFFIATURA solo a terreno decisamente asciutto.
POTATURA intervenire ad inizio primavera con un taglio moderato e togliendo tutte le parti secche. In inverno cimare con le forbici prelevando i getti apicali solo quando occorre.
CONCIMAZIONE ad inizio primavera distribuire un concime granulare bilanciato, oppure stallatico attorno alla base della pianta. Alle piante in vaso somministrare concime liquido specifico per piante aromatiche, due volte al mese. Evitare i concimi ad alto apporto di azoto.
RINVASO ogni due anni, in primavera, trasferire le piante in vasi di dimensione leggermente più grande.
TERRENO alcalino, anche pietroso e calcareo vista la sua natura rustica, ma sempre ben drenato.
TRATTAMENTI la pulizia delle piante aiuta a mantenere in salute le piante. Se si notano attacchi fungini ricorrere all’uso di prodotti fitosanitari specifici.

-LAVANDA (Lavandula L.,1753)
FAMIGLIA Lamiaceae
ORIGINE Mediterraneo occidentale
DEFINIZIONE arbusto mellifero, aromatico, officinale, sempreverde, semplice sia da coltivare che da mantenere. Durante la bella stagione è possibile imbattersi nel suo profumo inconfondibile e la fioritura romantica riporta nel giardino uno stile provenzale.
UTILIZZO, sia da fresca che da essiccata, in cucina, in cosmesi fin dai tempi più antichi veniva impiegata per profumare l’acqua dei bagni, nella medicina naturale, nell’aromaterapia e nei distillati da profumeria.
MESSA A DIMORA le piantine si pongono a dimora tra settembre ed ottobre se in luoghi miti oppure ad inizio primavera. Si può coltivare con successo anche in vaso, da sola o per composizioni, scegliendo varietà  rustiche, compatte per essere poi riparate d’inverno.
Indubbiamente coltivata in giardino raggiungerà il suo massimo splendore, sia sistemata come pianta solitaria, sia posta in fila per bordure o in aiuole miste per il suo fogliame argenteo.
Le varietà a disposizione non sono tutte uguali:
L. “Stoechas” molto profumata con fiori viola
L “Lanata” perchè ha fiori bianchi e da caratteristici steli lanuginosi e argentei. Arbusto alto e alto 1 metro.
L. “Hidcote” se si desidera una pianta compatta, alta fino a 50 cm con fiori blu-viola, questa scelta è ideale per formare siepi.
L. “Nana Alba” con fiori chiari
L. “Hidcote Pink” con fiori rosa
L. “Seal” o la L. “Hidcote Giant” se si desidera una pianta con chioma più aperta. Se si mettono a dimora più piantine disporle distanti 30-40 cm. l’una dall’altra.
L. Angustifolia Rosea cespugliosa compatta e profumata con fiori rosa e foglie verde-grigio e con un’altezza di 40-70 cm.
ESPOSIZIONE decisamente soleggiata.
ALTEZZA secondo la varietà può raggiungere anche il metro e mezzo, ma mediamente la sua altezza si aggira intorno agli 80 cm. così come la larghezza
FIORI di colore che varia dal viola all’azzurro, ma anche bianco e rosa. Sono raccolti in spighe lunghe dai 4 agli 8 cm. su steli lunghi in media 40 cm. La fioritura dura per l’intera stagione estiva.
FOGLIE di colore verde grigio, molto profumate.
MOLTIPLICAZIONE il metodo più adottata è di sicuro la talea: in estate si preleva un rametto semi-legnoso e si mette a radicare in un recipiente contenente terriccio misto di sabbia e torba
INNAFFIATURA moderata nelle prime fasi di attecchimento, poi solo in estate a terreno asciutto, senza provocare ristagni.
POTATURA a fine inverno accorciare tutti i rami massimo di un terzo, tagliare quelli cresciuti in maniera disordinata, quelli danneggiati e spezzati per mantenere la pianta in ordine e di bell’aspetto, evitando la formazione della parte legnosa che fa sembrare la pianta spoglia e secca. Dopo la fioritura a fine estate si possono eliminare tutti i fusti che hanno fiorito, tagliando sulla parte verde altrimenti la pianta non produrrà più nuovi getti.
CONCIMAZIONE ricordando che la lavanda è una pianta rustica che non richiede quindi una concimazione eccessiva e in particolare quella azotata, limitarsi ad un apporto granulare a lenta cessione ricco di potassio da fornire in primavera.
RINVASO circa ogni due anni sostituendo il vaso con uno più grande di due misure, ponendo sul fondo argilla o cocci per un buon drenaggio e una miscela formata da una parte di terriccio, una parte di sabbia e una parte di perlite che può essere sostituita con compost grossolano.
TERRENO mediamente ricco di sostanze organiche ma assolutamente ben drenato, i ristagni d’acqua sono dannosi.
TRATTAMENTI i ristagni e l’umidità sono i maggiori nemici della Lavanda, è opportuno quindi tenere d’occhio gli attacchi da malattie fungine, muffa grigia (Botrytis cinerea) e oidio e se necessario intervenire con olio di Neem o bicarbonato di potassio.
Afidi e cocciniglia si debellano con olio di Neem, sapone molle e irrorazioni con macerato di ortica.

ALLORO (Laurus nobilis L., 1753)
FAMIGLIA Lauracee
ORIGINE Asia minore
DEFINIZIONE arbusto dioico, aromatico ed officinale rustico, sempreverde o albero.
UTILIZZO in cucina per aromatizzare le pietanze e per marinature, tisane ed infusi. Ha anche proprietà antisettiche ed antiinfiammatorie.
MESSA A DIMORA in primavera o in autunno.
ESPOSIZIONE soleggiata o in semi-ombra
ALTEZZA dagli 80-100 cm da arbusto ai 10 m. e più da albero.
FIORE in marzo-maggio compaiono piccoli fiorellini giallastri riuniti in infiorescenze ad ombrello. Si distinguono piante maschio che producono stami, ma non frutti e piante femmine che producono fiori che in seguito ad impollinazione accresce nel periodo autunnale le classiche bacche dette “drupe” somiglianti a piccole e profumate olive dal colore nero-viola con proprietà antiossidanti ed antiinfiammatorie.
FOGLIE dal caratteristico profumo deciso, forma ellittica, colore verde scuro, glabre e lucide nella pagina superiore e opache nella pagina inferiore, coriacee, margine spesso ed ondulato, lunghe 10 cm., apice acuto.
MOLTIPLICAZIONE per talea semi-legnosa in autunno.
INNAFFIATURE regolari durante la bella stagione, ma senza ristagni.
POTATURA: non ha molti problemi; resiste bene alle potature che vanno eseguite quando non gela più. Le forme particolari come quelle tonde o a piramide, necessitano di potature di mantenimento da effettuare una volta al mese tranne che in inverno.
CONCIMAZIONI liquida azotata due volte al mese in primavera estate, sospendere in autunno-inverno.
RINVASO ogni due anni in primavera trasferendo la pianta in un vaso di due misure più grande.
TERRENO si adatta bene a qualsiasi tipo di terreno purché leggero e senza ristagni d’acqua.
TRATTAMENTI la cocciniglia va debellata con olii minerali, la psilla con olio di Neem o sapone molle. In presenza di afidi o di fumaggine trattare con sapone molle.

SI RACCOGLIE: crescione, borragine, coriandolo, zenzero, aneto, rosmarino, salvia e alloro.

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Il frutteto di Gennaio e Febbraio

Il frutteto

POTATURA
Non esiste una regola generale per potare gli alberi da frutto, ma solo una certezza: pochi fiori, pochi frutti e quindi la potatura si rende necessaria perchè costringe la pianta a produrre più gemme da frutto.
Dalla metà  di gennaio inizia la potatura di melo e pero sul ramo di un anno e termina con la pianta adulta che ormai necessita solo di potature di mantenimento.
Vanno sempre eliminati i rami spezzati, storti o secchi e tutte le parti che risultano affette da patologie.
Sarchiare sempre i polloni al piede delle piante.
Potare anche cotogno, albicocco, mandorlo, pesco.
Effettuare il secondo trattamento (il primo è stato effettuato a dicembre), su drupacee, pomacee, fragole e viti, contro funghi e insetti (forma svernante). Irrorare con prodotti rameici contro bolla, cancri e gommosi, con olii minerali contro psilla del pero, ragnetto rosso, afidi e cocciniglie e carpocapsa.
RACCOLTA
In questo periodo possiamo raccogliere solamente gli agrumi, avendo cura di raccogliere i limoni con il peduncolo. Disporremo però ancora della frutta secca, di mele tardive del tipo Golden e Annurca e pere del tipo Kaiser e Curato e forse di kiwi e di kaki se ben conservati.
PICCOLI FRUTTI:
da inizio ottobre a fine maggio si possono mettere a dimora i piccoli frutti. Si possono coltivare in vaso, profondo e largo dai 45 ai 50 cm.
MIRTILLO: richiede terriccio assolutamente acido, da adulto sarà  un arbusto alto circa 1 metro, che ama una posizione a mezz’ombra, ha una fioritura decorativa. I frutti si raccolgono in luglio/agosto. Se piantate a terra, su bordura, distanziare una pianta dall’altra di circa 80 cm.
LAMPONI: è il momento giusto per effettuare una potatura. Aspettare la fase calante e effettuare una potatura sui rami che hanno prodotto ad inizio e a fine estate, mentre i rami che hanno prodotto una volta devono essere solamente cimati. Accorciare decisamente anche i rami che appaiono deboli e storti.
Mentre a tutte le varietà  che hanno fruttificato solo ad inizio estate, dette varietà  non rifiorenti, devono essere tagliati i rami alla base e eliminati sfoltendoli i rami più deboli.
Si potano tutti i piccoli frutti.
AGRUMI
Verso metà  febbraio, provvederemo alla pulitura superficiale dello strato di terriccio di ogni vaso, ad una leggera zappettatura e al riempimento con nuovo terriccio specifico per agrumi che si può reperire tranquillamente in commercio.
Anche gli agrumi vanno trattati con olio vegetale facendo attenzione a distribuire bene il prodotto anche sul tronco.
NUOVI IMPIANTI
A febbraio si possono collocare a dimora diverse piante da frutto sia drupacee che pomacee a radice nuda, mentre le piante in vaso possono essere collocate a dimora in quasi tutti gli altri mesi dell’anno. Scegliere una zona ben soleggiata con terreno fertile dove scavare buche di dimensioni appropriate con un buon fondo drenante fatto di cocci di terracotta, piccoli sassi e quindi uno strato di argilla espansa grossolana, terra dello scavo mista a compost dove adagiare la pianta e con la stessa miscela fare uno strato sulle radici, infine riempire la buca con terra dello scavo mista a letame maturo, lasciando una fossetta di qualche centimetro, assestare la terra senza compattarla eccessivamente. Altro fattore importante è il calcolo della distanza tra le piante, tenendo presente la dimensione che raggiungeranno da adulte. Altro accorgimento è la sistemazione dei tutori che forniranno alla pianta un sostegno contro il vento e la faranno crescere diritta. Completare con un impianto di irrigazione a goccia che fornirà il giusto apporto idrico ad ogni pianta.

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Laghetto e giardino roccioso di Gennaio e Febbraio

Laghetto e giardino roccioso

D’inverno si possono dedicare maggiori cure di manutenzione e riparazioni ai laghetti, agli stagni, alle statue, alle fontane, alle panchine, ai vialetti ed ai muretti.
Le principali insidie da combattere sono le foglie e il ghiaccio.
Quando parliamo di un laghetto di piccole dimensioni, basta ripulirlo accuratamente con un retino, mentre quando il laghetto è più esteso dopo la pulizia è consigliabile stendere una rete a maglia stretta che impedisca ad altre foglie di cadere nell’acqua alterandone il ph con il loro marciume.
Sistemare una bottiglia di plastica vuota o pezzi di plastica morbida per non far gelare la superficie.
GIARDINO ROCCIOSO
Continua la sistemazione delle rocce e la loro pulizia da eventuali muschi.
Iniziare a programmare i nuovi impianti prediligendo l’acquisto di specie sempreverdi o tappezzanti come eriche, timo e santolina e quelle ornamentali come aubrietia, bulbose nane, sedum, saxifraga, felci, ciclamini, phlox paniculata e Phlox subulata, alissum, campanule, mesembrianthemum stachys e semprevivi.

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Vigna e vino di Gennaio e Febbraio

Vigna e vino

A gennaio, avendo cura di osservare le previsioni del tempo, quando non sono previste gelate può iniziare la potatura, considerando che l’operazione deve terminare prima dell’inizio del fenomeno detto “pianto”.
L’ultima parte della giornata va dedicata alla raccolta dei tralci tagliati, che se non verranno trinciati, vanno subito rimossi in modo da lasciare i filari in ordine.
Vanno rimossi gli speroni e tutti i tralci storti, intrecciati e secchi.
A febbraio continua la potatura e a fine mese si iniziano a legare i tralci.

La Luna calante di Gennaio è detta “luna del vino”, si può travasare e imbottigliare il vino nuovo.

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I proverbi di Gennaio e Febbraio

I proverbi

A mezzo gennaio, mezzo pane e mezzo pagliaio.
Chi vuole un buon agliaio, lo ponga di gennaio.
Gennaio e febbraio mettiti il tabarro.
Gennaio e febbraio, empie o vuota il granaio.
Gennaio fa il ponte e febbraio lo rompe.
Gennaio ingenera, febbraio intenera (marzo imboccia).
Gennaio secco, lo villan ricco.
Gennaio zappatore, febbraio potatore, marzo amoroso, aprile carciofaio, maggio ciliegiaio, giugno fruttaio, luglio agrestaio, agosto pescaio, settembre ficaio, ottobbre mostaio, novembre vinaio, dicembre favaio.
Gennaio, ovaio.
Guardati dalla primavera del gennaio.
Il grano freddo di gennaio, il mal tempo di febbraio, il vento di marzo, le dolci acque di aprile, le guazze di maggio, il buon mieter di giugno, il buon batter di luglio, le tre acque d’agosto con la buona stagione, vagliono più che il tron di Salomone.
La neve di gennaio diventa sale, e quella d’aprile farina.
Ogni gatta ha il suo gennaio.
Per San Bastiano (20 gennaio), sali il monte e guarda il piano; se vedi molto, spera poco; se vedi poco, spera assai.
Quando canta il pigozzo (picchio) di gennaio, tieni a mano il pagliaio.
Sant’Agnese (21 gennaio), il freddo è per le siepi.
Sant’Antonio (17 gennaio), gran freddura, San Lorenzo gran caldura, l’uno e l’altro poco dura.
Chi vuole un buon agliaio, lo ponga di gennaio.
Guardati dalla primavera del gennaio.

La storia dei GIORNI DELLA MERLA.
Tanto tanto tempo fa i merli avevano le penne bianche, non nere e il becco e le zampe rosso ciliegia. A fine gennaio, alle prime luci dell’alba, una famigliola di merli uscirono dal loro riparo per andare a fare il nido nel bosco. Lungo la strada si imbatterono nel vecchio gennaio che se ne andava, e il merlo, sghignazzando, gli disse che oramai aveva le ore contate e che nessuno temeva più l’inverno… Il vecchio gennaio, si sentì offeso e deriso, invece di andare via, decise di restare nel bosco, e il giorno dopo, il 29, mandò un freddo che il piccolo merlo, per non morire, dovette rifugiarsi dentro ad un comignolo. Il giorno seguente, gennaio, fece ancora più freddo e anche mamma merla fu costretta a ripararsi nel comignolo.  Il merlo pensava che ormai il vecchio mese se ne sarebbe finalmente andato visto che non aveva più giorni a disposizione. Invece il permaloso gennaio, si fece prestare un giorno da febbraio, e il 31, il freddo fu ancora più forte dei giorni precedenti, costringendo anche papà  merlo a ripararsi nel comignolo al calduccio. Arrivò febbraio e la famigliola di merli, uscì fuori, ma le loro penne bianche si era talmente affumicate che erano diventate  tutte nere e così rimasero per sempre…

“I giorni della merla” cioè gli ultimi tre giorni di gennaio, sono notoriamente i più freddi dell’anno.

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PROVERBI DI FEBBRAIO     Se febbraio non febbreggia, marzo campeggia.
Sant’Agata (5 febbraio), conduce la festa a casa.
Chi vuol di vena un granajo lo semini di febbraio.
Se di febbraio corrono i viottoli, empie di vino e olio tutti i ciottoli.
Per San Valentino (14 febbraio), primavera sta vicino.
Se febbraio non isferra, marzo mal pensa.
Febbraio asciutto erba per tutto.
A San Mattia (24 febbraio) la neve per la via.
Febbraio febbraietto, mese corto e maledetto.
Febbraio corto (o Ferraiuzzo) peggior di tutti.