Giordano Bruno, il filosofo dell’infinito Universo e degli infiniti Mondi, è stato celebrato ieri mattina a Viterbo in occasione dell’anniversario del suo martirio avvenuto il 17 febbraio del 1600 in Campo de’ Fiori (Roma) attraverso la deposizione di una corona di fiori ai piedi della lapide commemorativa situata in piazza Mario Fani, un tempo a lui dedicata.


A promuovere la cerimonia, l’Associazione Viterbese per la Cremazione che ha riproposto un evento tanto caro al suo ex presidente onorario Osvaldo Ercoli. Alla manifestazione hanno preso parte gli alunni delle classi 3BE e 4BU del Liceo delle Scienze Umane Santa Rosa da Viterbo, accompagnati dai docenti Maura Oroni, Rachele Desideri e Luca Schiavo.
Nato a Nola nel 1548, Giordano Bruno accettò il martirio come prezzo della fedeltà alle sue idee, diventando un simbolo di resistenza contro l’oppressione intellettuale. La sua visione che l’universo fosse infinito, popolato da innumerevoli mondi, sfidava le concezioni geocentriche e antropocentriche del suo tempo ed era destinata a rappresentare una pietra miliare del successivo sviluppo del pensiero critico e di quello scientifico.
La breve commemorazione è stata introdotta dal presidente della Socrem Vincenzo Guerra. E’ stato poi il turno della vicepresidente Linda Natalini che ha, tra l’altro, ricordato la figura del professor Osvaldo Ercoli, grazie al quale fu apposta la lapide.
In chiusura, la lettura da parte di Piero Arcangeli, di alcuni passi de “L’infinito, Universo e Mondi” del filosofo e predicatore rinascimentale accompagnata dalle note del “Dies Irae” dal Requiem di Giuseppe Verdi.
La cerimonia si è conclusa con la deposizione della corona di fiori da parte dell’ex presidente e co-fondatore della SoCrem Rolando Ciucciarelli.
Giancarlo Guerra
