Bandiera a scacchi per il progetto “Scuola e artigianato”


Bandiera a scacchi per “Scuola e artigianato“, il progetto della Cna di Viterbo e Civitavecchia finanziato dalla Camera di Commercio Rieti-Viterbo e da quella di Roma. Dopo le lezioni in laboratorio sulle caratteristiche e il funzionamento del motore, dopo quella sull’hackeraggio dei veicoli, dopo la simulazione di guida, per 40 studenti dell’Istituto tecnico tecnologico statale “Leonardo da Vinci” di Viterbo stamattina è stato il momento di passare dalla teoria alla pratica. E quindi tutti in pista al Leopard Circuit, il circuito internazionale che ospita gare di livello non solo europeo ma anche mondiale.
I ragazzi hanno potuto prima visitare la struttura sulla Cassia nord, poi salire sui kart. Partenza in pullman dall’istituto guidato dal dirigente Luca Damiani, accompagnati da Luca Fanelli, responsabile della categoria dei meccatronici, Alessandro Fieno, responsabile area amministrazione Cna Viterbo e Civitavecchia, Andrea Cutigni, titolare nel capoluogo dell’omonima autofficina e presidente del mestiere Meccatronici di Cna Viterbo e Civitavecchia, Luciano Ronca, già presidente della categoria, anche formatore e titolare dell’autofficina Autogas di Montefiascone, la professoressa Fabiana Sappino e i professori Alessandro Guarducci e Paolo Fiorentini. Ad attenderli Alessandro Labate e Barbara Moreschini, responsabili rispettivamente di pista e amministrativo della struttura.
“Arrivati a destinazione – dice Fanelli – ai ragazzi è stato spiegato il funzionamento dei kart, la differenza tra quelli di maggiore cilindrata rispetto agli altri sui quali avrebbero girato di lì a poco, poi una ulteriore illustrazione delle due potenti moto in esposizione che hanno preso parte al motomondiale di Moto3. E poi tutti in pista, dopo il breafing e le raccomandazioni del caso”.
Casco in testa, sono saliti sui kart in tre gruppi distinti e alla fine della prova tutti a guardare il tabellone con i tempi sui vari giri effettuati, per vedere chi fosse stato il migliore. “Al richiamo della pista – conclude Fanelli – alla fine hanno risposto anche professori e accompagnatori. Non era facile mettere insieme ore e ore di lezione e divertimento, ma le risposte degli studenti e del corpo docente sono state la dimostrazione che il progetto ha fatto centro. E di questo siamo molto soddisfatti”.
