Un convegno del Tavolo per la pace per gli 80 anni della nostra Repubblica

Quest’anno si celebra l’80° della nostra Repubblica, fondata sulla miglior Costituzione al mondo.
Ma oggi a che punto è il divario tra Costituzione formale e Costituzione reale? In particolare, che valore ha quell’art. 11 che parla di ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali?
Ce lo chiederemo al convegno che si terrà Venerdì prossimo 29 maggio, con inizio alle 17,00 presso il Teatro della parrocchia del Murialdo, e, insieme a noi, per i successivi 4 giorni, la domanda verrà posta all’interno delle iniziative che organizzeranno in tutt’Italia le centinaia di associazioni della Rete Pace e Disarmo che aderiranno alla mobilitazione nazionale “La nostra Repubblica della pace”
(https://retepacedisarmo.org/2026/la-nostra-repubblica-della-pace/ ).
Al convegno di venerdì interverranno esperti di geopolitica e di problemi socio-economici (Alessandro Ricci di IRIAD-Archivio Disarmo e Mario Sanguinetti di Sindacato Sociale di Base), un filosofo già ordinario di filosofia morale presso l’università di Perugia (il prof. Aurelio Rizzacasa), attivisti della società civile (Francesco Delli Santi di ARCI che ha vissuto l’ultima esperienza della Global Sumud Flotilla), 2 volontarie di Operazione Colomba, il corpo nonviolento della Comunità Papa Giovanni XXIII, che si collegheranno dalla Siria, e il pubblico, che potrà intervenire nel dibattito finale.
In questi giorni ONU, UE e Banca Mondiale stimano in 71,4 miliardi il costo della ricostruzione di Gaza, in
aprile l’Europa ha deliberato un prestito da 90 miliardi all’Ucraina, che consentirà di proseguire una guerra
sanguinosa di cui si nascondono le molte centinaia di migliaia di soldati uccisi da entrambe le parti; guerra contro una potenza, la Russia, che, proprio in questi giorni, ha nuovamente dimostrato di poter colpire ovunque con missili balistici non intercettabili e capaci di portare testate nucleari.
A ciò si aggiunge un folle piano di riarmo che dovrebbe portare la spesa militare al 5% del PIL di ogni stato, mentre l’Europa sta vivendo una gravissima crisi economica, a causa della guerra all’IRAN, innescata da uno stato, Israele, che, come dimostra anche il famoso video del ministro Ben Gvir, calpesta i diritti umani di tutti e intanto prosegue nel suo disegno di allargamento dei propri confini in Cisgiordania, Gerusalemme, Gaza, Libano e Siria.
E’ allora urgente che si cambi direzione, che le risorse vengano impiegate per raggiungere accordi di pace e ricostruire territori e coscienze, secondo lo spirito della nostra Costituzione e del Diritto internazionale; ma ciò sarà possibile solo se sarà sempre più chiara la voglia di pace dei popoli.
Il Tavolo per la pace di Viterbo
