RUSSIAMERICA – Dostoevskij e Scott Fitzgerald: poetiche in miniatura

Domani, venerdì 6 marzo, alle 17.30, si terrà il primo appuntamento della nuova serie “RUSSIAMERICA – Letture parallele” dedicata al confronto tra letteratura russa e angloamericana a cura di Luca Briasco e Mario Caramitti.
Il primo incontro si intitola “Poetiche in miniatura” e propone la lettura parallela di Fëdor Dostoevskij e Francis Scott Fitzgerald.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la sede della Biblioteca Consorziale nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
I CURATORI
Luca Briasco
Editor e traduttore, ha scritto saggi monografici su Moby-Dick di Melville (La ricerca di Ishmael, 1993), Addio alle armi di Hemingway (Retoriche del conflitto, 2001) e sull’opera di Stephen King (Il re di tutti, 2023), nonché Americana, una panoramica sulla narrativa contemporanea negli Stati Uniti (2016; 2020). Con Mattia Carratello, per Einaudi, ha curato il volume La letteratura americana dal 1900 a oggi: Dizionario per autori (2011).
È stato editor di narrativa straniera per Fanucci ed Einaudi Stile libero, ed è direttore editoriale di minimum fax.
Ha tradotto quasi cento tra romanzi e raccolte di racconti di autori inglesi e americani (Ballard, Caldwell, Harding, Lansdale, ‘Nguyen, Yanagihara, tra gli altri), e dal 2018 è la voce italiana di Stephen King.
Mario Caramitti
Professore associato, insegna letteratura russa alla Sapienza. Divide le sue forze tra la ricerca (Letteratura russa contemporanea. La scrittura come resistenza, 2010, Classici alla finestra. Sei testi quasi indispensabili della letteratura russa, 2020) e la traduzione (oltre venti libri, da Puškin a Sokolov, da Tolstoj a Venedikt Erofeev), che considera il più prezioso strumento ermeneutico.
Scrive regolarmente di letteratura russa su “Alias” e ha curato antologie sulle avanguardie nuove (Schegge di Russia) e storiche (Fuoco e Sogni), fino alla recente Voci russe contro la guerra (con Massimo Maurizio, open access).
POETICHE IN MINIATURA
Approcciarsi a due classici per eccellenza partendo da opere più brevi e relativamente meno note permette di evidenziare in modo particolarmente nitido alcuni dei tratti più connotanti delle loro poetiche: il piacere masochistico per l’umiliazione e il cortocircuito vittima-carnefice per Dostoevskij, il gioco della seduzione e dell’inganno per Fitzgerald.
Fëdor Dostoevskij, L’eterno marito
Dov’è il fascino più recondito dell’arte di Dostoevskij? Cosa si nasconde dietro il suo incessante scavo della psicologia umana?
L’eterno marito (Večnyj muž), vibrante quanto sfibrante romanzo breve della maturità dello scrittore (1870), è vocato a disilludere definitivamente chiunque abbia l’oltranza di proporre risposte univoche a dilemmi concepiti per lasciare eternamente interdetto il lettore. Ne è un dedalico concentrato il pavido Trusockij (la viltà nel cognome parlante), che appunto in eterno aspira al ruolo di marito cornuto, crogiolandosi nell’umiliazione ma al contempo sfruttando la sua posizione per un sottile gioco di rivalsa, dialettico e fisico, che impone ai rivali una sorta di tormentoso ma a lui molto congeniale ménage à trois. Su piani temporali scissi l’ombra di una delle tipiche donne infernali dostoevskiane, pur ormai defunta, si proietta sull’aristocratico e aitante co-protagonista Vel’čaninov sotto forma di occultata e poi sciorinata a arte paternità segreta, travolgendo, nel bene e nel male, la sua ipocondrica passività. La menzogna, rivolta reciprocamente, verso se stessi e, più subdolamente ancora, al lettore, innesca un gioco delle parti di straordinaria modernità, a ogni effetto pirandelliano, mentre la vistosamente inattendibile autoanalisi di Vel’čaninov nel prefinale prefigura le più celebri pagine di Svevo.
Francis Scott Fitzgerald, Tutti i giovani tristi
In tutto il corso della sua carriera di scrittore, Francis Scott Fitzgerald ha sempre dichiarato che scrivere racconti e venderli alle tante riviste popolari che – nei suoi anni d’oro – facevano a gara per accaparrarseli, pagandoli spesso a peso d’oro, non era per lui molto più di un compromesso: un modo per fare quattrini e potersi concedere lo stile di vita dispendioso che ha scandito gli anni della sua giovinezza, tra feste, viaggi e alcol a fiumi.
I racconti, però, rappresentano anche un’occasione preziosa per studiare, con la facilità assicurata dalla forma breve, i grandi temi che scandiscono il percorso letterario e umano di un mito del Novecento americano. Pubblicata subito dopo quello che rimane il capolavoro riconosciuto di Fitzgerald, Il grande Gatsby, Tutti i giovani tristi è forse la sua raccolta più poetica e incisiva, nella quale lo scavo psicologico, l’ironia spietata, l’eleganza della scrittura lasciano emergere l’anima profonda di uno scrittore ossessionato dal sogno americano, dal suo inevitabile fallimento, dalla spietatezza di un mondo nel quale il mito dell’ascesa sociale è minato dall’indifferenza, dalla crudeltà e dall’egoismo di chi è già arrivato in cima. E dove le relazioni di genere e i rapporti di coppia sono compromessi sul nascere dall’inganno, dalla messa in scena, dal gioco disturbante della seduzione.
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L’incontro sarà anche trasmesso in diretta sul canale YouTube della Biblioteca:
https://www.youtube.com/@bibliotecaconsorzialeviterbo
