“Oltre l’arco c’è un paese”: a Pianiano una passeggiata-racconto tra storie, arrivi e restanze

Sabato 5 settembre, alle ore 17.30, il borgo di Pianiano ospita “Oltre l’arco c’è un paese. Storie di arrivi, restanze e altre presenze a Pianiano”, una nuova passeggiata-racconto promossa dal Museo del brigantaggio di Cellere e curata dall’Associazione culturale Comunità Narranti, con il contributo della Regione Lazio, L.R. 24/2019, Piano annuale 2025, e del Comune di Cellere.




Una porta, poche case raccolte lungo le vie del borgo, una piccola comunità. Pianiano può essere attraversato in pochi minuti. Eppure, dietro la sua dimensione raccolta si nasconde una storia fatta di abbandoni e ripopolamenti, partenze e ritorni, persone che qui sono nate e altre che, arrivando da luoghi anche molto lontani, hanno scelto di farne la propria casa.
È da questa trama che nasce Oltre l’arco c’è un paese, una performance narrativa itinerante che accompagnerà il pubblico attraverso Pianiano intrecciando ricerca storica e antropologica, testimonianze degli abitanti, memorie, letteratura e narrazione.
Il punto di partenza è proprio il significato della parola paese: non soltanto un insieme di case, strade e architetture, ma uno spazio costruito dalle relazioni, dalle pratiche quotidiane, dalle memorie e dai significati che una comunità attribuisce ai luoghi che abita. Una prospettiva che attraversa l’intero percorso e che permette di osservare Pianiano evitando l’immagine, spesso attribuita ai piccoli centri, di un luogo immobile o “fuori dal tempo”. Nel copione, Pianiano emerge invece come un paese vivo, trasformato continuamente dalle persone che lo hanno abitato e che continuano ad abitarlo.
La passeggiata attraverserà epoche e storie differenti. Dalla leggenda della principessa Diana alle vicende della colonia albanese giunta a Pianiano nel Settecento, fino alle esperienze degli abitanti di oggi, il racconto seguirà le molte forme assunte nel tempo dall’arrivare, dal partire, dal tornare e dal restare. Gli Albanesi che nel XVIII secolo contribuirono a ripopolare il borgo, ad esempio, dopo aver tentato una nuova partenza verso Poggio Imperiale scelsero di fare ritorno a Pianiano: una vicenda nella quale il copione riconosce già quella continua tensione fra movimento e permanenza che attraversa la storia del paese.
Accanto alla ricostruzione storica troveranno spazio soprattutto le voci raccolte durante la ricerca sul campo. Vittoria, Tiziana, Amelio, Angela, Werner, Annarita, Gigi, Tahir e Valeria hanno affidato ricordi, esperienze e punti di vista che entreranno nella narrazione, restituendo differenti modi di guardare e vivere Pianiano.
Sono testimonianze che raccontano anche l’incontro fra chi nel paese è nato e chi vi è arrivato successivamente, contribuendo a trasformarlo. «Siamo tutti diversi, abbiamo tutti storie diverse», racconta una delle voci raccolte durante la ricerca, descrivendo una comunità nella quale la convivenza si è costruita nel tempo attraverso un equilibrio tra vicinanza e distanza.
Ed è qui che entra in gioco una delle parole scelte per il sottotitolo della passeggiata: restanza. Non il semplice rimanere in un luogo, ma una forma attiva dell’abitare, capace di costruire nuove relazioni e nuovi significati. Nel percorso il concetto, elaborato dall’antropologo Vito Teti, diventa una delle chiavi attraverso cui leggere tanto chi a Pianiano è rimasto quanto chi ha deciso di arrivarvi e farne, temporaneamente o definitivamente, il proprio luogo di vita.
Ma il sottotitolo contiene anche un’espressione volutamente più enigmatica: “altre presenze”. Sono quelle della colonia felina di Pianiano, i cui gatti sono oggi quasi più numerosi degli abitanti umani e fanno parte, a loro modo, della vita del paese. Da qui il racconto si allargherà alla presenza del gatto nella letteratura e nell’immaginario, attraversando autori e opere differenti e tornando continuamente alle storie dei gatti che abitano realmente Pianiano.
A condurre la passeggiata-racconto saranno Marco D’Aureli, Maura Lotti e Simona Soprano, autori anche della scrittura e della regia del percorso. Tiziana Ceccarelli, Narratrice di comunità, darà voce alle testimonianze e alle pagine letterarie che accompagnano il racconto, mentre gli interventi musicali saranno affidati alla fisarmonica di Gaia Ceraudo.
“Oltre l’arco c’è un paese. Storie di arrivi, restanze e altre presenze a Pianiano” si svolgerà sabato 5 settembre 2026 alle ore 17.30, con appuntamento nel Borgo di Pianiano, Cellere (VT).
La partecipazione è libera.
Per informazioni:
391 3103629
info@museobrigantaggiocellere.org
L’iniziativa è promossa dal Museo del brigantaggio di Cellere, a cura dell’Associazione culturale Comunità Narranti, con il contributo della Regione Lazio – L.R. 24/2019 – Piano annuale 2025 e del Comune di Cellere.
