“Il Berretto a sonagli” di Pirandello in scena al Teatro di Vejano

Domenica 7 dicembre alle ore 17.30, il Teatro di Vejano ospiterà lo spettacolo “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, uno dei testi più potenti e attuali della drammaturgia italiana del Novecento. In scena la compagnia Artenova, candidata a restituire al capolavoro pirandelliano una lettura contemporanea e penetrante sotto la regia di Gino Auriuso.
Sul palco si alterneranno Irma Ciaramella, Ivano Falco, Gino Auriuso, Marina Zanchi, Ottavia Orticello e Gioele Rotini, con scene e costumi curati da Francesca Serpe e disegno luci firmato da Roberto Di Lorenzo.
Scritto originariamente in dialetto catanese nel 1916 con il titolo “‘A birritta cu ‘i ciancianeddi”, e riscritto in italiano nel 1918, Il berretto a sonagli affonda le sue radici nelle novelle La verità e Certi obblighi, esplorando con feroce lucidità il conflitto tra verità individuale, convenzioni sociali e ipocrisia collettiva.
La storia ruota attorno alla figura di Beatrice Fiorica, una donna che scopre il tradimento del marito con la moglie di Ciampa, suo scrivano. Ferita e determinata, Beatrice cerca giustizia chiedendo l’intervento delle autorità, nel tentativo di smascherare i due amanti. Ma il sistema sociale in cui vive si rivela impermeabile alla verità e totalmente devoto all’apparenza. Non emergono prove, lo scandalo non esplode e la donna si ritrova prigioniera di una realtà che la delegittima e la isola.
Ciampa, a sua volta marchiato come “becco”, sarebbe socialmente autorizzato a vendicare il proprio onore attraverso la violenza. Tuttavia, propone una soluzione ben più sottile e drammatica: Beatrice dovrà fingersi pazza. Solo così l’equilibrio sociale potrà essere ristabilito. La follia, da condanna, diventa così rifugio obbligato e paradossale forma di salvezza.
La messa in scena firmata da Gino Auriuso abbandona ogni convenzionalità scenografica per collocare l’azione in uno spazio simbolico e astratto, una sorta di gabbia esistenziale in cui i personaggi si muovono come figure imprigionate in un rituale sociale disumanizzante. L’ambiente domestico viene smaterializzato, gli oggetti assumono un ruolo dominante rispetto agli individui, che appaiono sempre più simili a “pupi” senza volontà propria, vittime di una morale che soffoca piuttosto che proteggere.
Il regista sottolinea quanto Pirandello parli ancora con impressionante precisione al nostro presente:
“Pirandello e soprattutto Il berretto a sonagli sono spaventosamente vicini a noi. Sono passati oltre 100 anni, ma l’attualità di questo testo è ancora più forte; in una società – quella d’oggi – che si confonde e si nasconde tra il reale e il virtuale, tutto viene deformato dalla tecnologia e il confine tra pubblico e privato è azzerato. In questo scenario distopico si muovono i pupi-personaggi alla ricerca di una via d’uscita, di una soluzione salvifica.”
La casa, in questa visione, è prigione. Il matrimonio è catena. L’onore diventa una trappola. E in questo mondo congelato dall’apparire, l’unico calore possibile è quello della ribellione, della follia, del gesto estremo. Beatrice emerge come una figura tragica e moderna, una Medea dei nostri giorni, costretta a scegliere tra il silenzio che annienta e la pazzia che libera.
Lo spettacolo si colloca così come un affondo lucido e disturbante nella società contemporanea, portando in scena una riflessione senza tempo sul prezzo della verità e sul diritto di essere se stessi.
Informazioni utili
Teatro di Vejano – Villa Comunale di Vejano (VT)
Domenica 7 dicembre, ore 17.30
Biglietti e informazioni:
333.8537695
teatrovejano@gmail.com
www.teatrovejano.it
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