Al via Orizzonti d’Etruria 2026 con la direzione artistica di Loredana Parrella a Canino

Prosegue la stagione del Teatro Comunale “Luciano Bonaparte” di Canino a cura di Twain Centro Produzione Danza, con la direzione artistica di Loredana Parrella, con il Progetto Orizzonti d’Etruria, presentato da Twain Centro Produzione Danza in collaborazione con il Comune di Canino e finanziato dalla Regione Lazio, che fino a maggio 2026 animerà il territorio con 11 appuntamenti di spettacolo dal vivo tra teatro, danza, performance immersive, teatro ragazzi e nuovo circo. Una linea immaginaria che si fa luogo d’incontro e opportunità per valorizzare i beni culturali locali.
L’iniziativa rilancia attraverso lo spettacolo dal vivo, il patrimonio culturale e turistico del territorio della Tuscia caninese, come il Parco Archeologico di Vulci, con il Castello dell’Abbadia, conosciuto come la “Porta del Lazio” e situato tra il mare e le colline, dall’enorme potenziale e valore storico, il centro storico di Canino, Porta del Parco Archeologico di Vulci, con il Teatro Comunale “Luciano Bonaparte” e l’antistante Piazza Valentini.
L’ 11 aprile (h 21:00) al Teatro Comunale L. Bonaparte appuntamento con M’illumino d’immenso spettacolo di danza a cura di EgriBiancoDanza
“M’ illumino di immenso” è uno dei versi più conosciuti dell’ermetismo e di Ungaretti. Lo spettacolo è la raccolta quasi antologica di frammenti coreografici, evocativi e misteriosi. Un lavoro sulla pienezza dell’essere nelle sue varie accezioni, brevi eventi coreografici dove la contemplazione e l’esplorazione attiva di dimensioni della realtà fisica e metafisica, rivelano differenti percezioni ed interpretazioni del concetto di illuminazione e del suo produrre armonia di corpo e spirito.
A seguire il 19 aprile (h 17:00) al Teatro Comunale L. Bonaparte va in scena In volo con Peter di Nogu teatro, uno spettacolo PARTECIPATIVO in cui i bambini, guidati dagli attori, diventano protagonisti della storia. Pirati, bambini sperduti o indiani, c’è bisogno della collaborazione di tutti per combattere la paura di crescere. Sembra che Peter e i bambini sperduti abbiano proprio bisogno di una mamma. Non diventare grandi può essere divertente, ma come si fa quando nessuno sa cucinare o leggere? Riuscirà Wendy ad occuparsi di tutti e di tutto? E Capitan Uncino? Come accoglierà i nuovi arrivati sull’Isola Che Non C’è?
Il 25 aprile (h 18:00) in Piazza Valentini appuntamento con Le Vie di Carta_sulla leggerezza – Twain physical dance theatre.
Un filo sottile attraversa il tempo: è la traccia delle parole che viaggiano, delle voci che cercano altre voci. Le vie di carta sulla leggerezza racconta il bisogno umano di comunicare, di lasciare segni, di dire “ti penso”, “ci sono”, superando distanze e silenzi.
Tutto nasce dalla lettera: gesto lento, intimo, che profuma d’inchiostro e attesa. Strumento di amori, di guerre, di sogni. Dalle lettere dal fronte alla prima spedita nello spazio, ogni messaggio è un frammento di umanità, un atto di fiducia. Poi arrivano le cartoline: brevi, leggere, illustrate. Piccoli viaggi di carta che portano immagini e saluti, simbolo di un mondo che si apre al turismo, alla curiosità, alla condivisione. Dalla carta al digitale, dalle lettere alle chat, Le vie di carta sulla leggerezza è un viaggio poetico nella storia della comunicazione: un omaggio al desiderio eterno dell’uomo di raggiungere l’altro, di farsi sentire, di lasciare traccia di sé — che sia su una pagina, in un messaggio, o in un lampo di luce.
Sempre nella stessa giornata, alle 21:00 al Teatro Comunale L. Bonaparte va in scena Ve ne dico quattro con Pino Strabioli. Ripartendo da Paolo Poli, in un flusso di emozioni, risate, aneddoti e biografie in cartolina, racconta le frequentazioni e gli incontri con altri giganti del nostro 900, serate con Franca Valeri, colazioni da Valentina Cortese, pomeriggi in compagnia di Dario Fo fino alle passeggiate romane con Gabriella Ferri. “Perseguitare con leggerezza la bistrattata memoria per me è un’urgenza. Non salgo in cattedra, non ne sarei capace. Condividere i piccoli ricordi e la grande fortuna di aver incrociato personalità che con rigore, impegno, coerenza e passione ci hanno lasciato un’eredità enorme, lo sento come un dono da difendere e preservare. Con questa semplice serata provo a non accettare l’imperante invito alla dimenticanza”
Il 26 aprile (h 12:00) in Piazza Valentini la magia di Colpi di toss con Alessio Paolelli.
Uno spettacolo in continua evoluzione, che racchiude principalmente la disciplina della giocoleria classica, palloncini, tante gag, interazione col pubblico e un finale con tre torce infuocate a 3 metri d’altezza su un instabile monociclo. Il tutto contornato da un tema swing e rock ‘n roll. Adatto ad adulti e bambini di tutte le età.
Il 26 aprile (h 18:00) al Teatro Comunale L. Bonaparte è la volta di Alice al contrario di Twain physical dance theatre
“Alice nel paese delle meraviglie” è una delle più belle e più lette favole della letteratura inglese. E se immaginassimo Alice da grande? Come è diventata ora che è una donna adulta? Il suo cuore è ancora affettuoso come nell’infanzia? Forse crescendo è divenuta altro, forse ci sono centinaia di Alice che non hanno disatteso le aspettative e i sogni dell’infanzia, forse, tutte noi potremmo essere una di loro.
Ancora, si prosegue il 17 maggio (h 18:00) al Castello dell’Abbadia –con La sposa del vento a cura di Settimo Cielo.
Circondati da una galleria digitale di opere di Oskar Kokoschka da fruire attraverso i codici QR, gli spettatori ascolteranno la storia dietro la più importante opera del pittore austriaco: La sposa del vento. Dietro a questo quadro, che lo rese famoso in tutta Europa, c’è la tormentata storia d’amore con Alma, compositrice e vedova del compositore Mahler. I due si trovano in un momento difficilissimo delle loro vite, dove tutte le cose non possono che andare male. Oskar e Alma scatenano l’uno il peggio dell’altra, lo scultore immagina addirittura che l’amata lo tradisca con il fantasma dell’ex marito. Alma lo lascerà, per salvarsi la vita. Da questa separazione nasce il quadro al centro della storia.
Alle 18:30, sempre al Castello dell’Abbadia la scena accoglie Uomini e Dei di Twain physical dance theatre, un progetto che indaga il rapporto tra le storie degli esseri umani e gli Dei. Danza, Teatro e Musica per una serata unica ed itinerante. Il progetto, concepito in più tappe che agiscono in diverse postazioni, accompagnerà lo spettatore in un viaggio che parte dal concetto di divinità e arriva fino al corpo. Una performance unica che legherà arte, archeologia, musica live e danza.
Infine, il 23 maggio (h 21:00) al Teatro Comunale L. Bonaparte appuntamento con Sogno di Twain physical dance theatre .
Lo spettacolo è un viaggio nell’inconscio, liberamente tratto da Sogno di una notte di mezza estate, il primo capolavoro comico di W. Shakespeare. In questa cornice teatrale, la più magica delle sue commedie si trasforma in una raffinata scatola dei desideri, una miscela di avventure amorose romantiche, sentimentalismo patetico e fantasie erotiche capziose. Tra le pareti del teatro, il folklore e la letteratura classica si intersecano con precisione chirurgica, portando in scena il mito e la favola attraverso il gioco delle luci e delle ombre.
Incontreremo Teseo e Ippolita, la cui corte offre il setting ideale per l’intreccio, i Quattro Amanti in fuga da Atene, e le creature magiche come Oberon, Titania e il folletto Puck. In questo spazio protetto e sospeso, la domanda centrale diventa un’esperienza psicologica: possiamo volgere il significato di “sogno” verso quello di “visione”? Il teatro ci permette di isolare il “momento dell’amore”, quel frammento di tempo in cui non vediamo più la realtà per quello che è. Qui, l’amore e il sogno modellano lo spazio scenico proprio perché è ciò che accade dentro ognuno di noi: la regia trasforma cose volgari in forme sublimi, portando lo spettatore a dubitare dei propri sensi mentre assiste alla trasformazione visionaria di Bottom e alla burla sapida degli inganni fiabeschi.




