“Talvolta non si riescono a raccogliere le idee per trovare parole efficaci ad esprimere il vuoto lasciato da una perdita, di certo le emozioni che suscita in me il ricordo della figura di Marcello Silvestri sono molteplici. Se da un lato era un artista, pittore e scultore di respiro internazionale, dall’altro seppur formato su una solida base culturale, era nel suo intimo una personalità umile, non macchiata da futili virtuosismi, nonostante avrebbe potuto vantare riconoscimenti, convegni ed esposizioni sia in Italia che nel resto del mondo. Questo è il Marcello Silvestri con cui ho avuto la fortuna di imbattermi nel 2023, quando ci incontrammo per tramite di sua figlia Sara, oggi tra i consiglieri più apprezzati a capo della nostra associazione, per concertare la presentazione del libro “Sapienza antica. Arte contemporanea”, che raccoglie un ciclo di opere espressione della contemporaneità della Parola attraverso il linguaggio ecumenico dell’arte.
Marcello cercava da Tarquinia, dove lascia testimonianze indelebili del suo passaggio terreno, non un ulteriore riconoscimento di cui certo non necessitava, bensì molto più banalmente un aiuto alla divulgazione, che nel mio piccolo sono stata ben felice di offrirgli nella consapevolezza che la sua autorevole presenza avrebbe offerto un indubbio ritorno di immagine per l’associazione. Accanto a lui da sempre Margherita, donna instancabile e forte, di innata intelligenza, capace di stargli vicino e seguirlo passo passo, pur lasciandogli percepire quella libertà di pensiero e di azione che tanto anelava. Con Marcello e Margherita, abbiamo trascorso pomeriggi piacevolissimi, discorrendo di progetti passati e futuri, davanti al fuoco del cammino nella loro splendida casa, immersa nel verde della campagna maremmana, terra che tanto lo ha ispirato: lì, sul ciglio di una collina che da un lato guarda a Tarquinia e dall’altro si apre sul litorale, sono nate le sue opere ricche di luce e di colori, che accentuano la sacralità delle emozioni ispirate dalla natura. E anche in queste occasioni non mancavano mai le sue riflessioni su quel concetto di bellezza e di ritorno alla purezza che trasferiva visivamente nel suo lavoro, frutto di una sensibilità capace di vedere oltre la materia.
Autentico cantore in arte dei testi sacri, tanto da essere apprezzato sia negli ambienti alti del mondo cattolico ma anche di quello protestante, le sue opere sono la trascrizione della Parola di Dio, resa vitale dalla sua stessa vitalità, con la quale negli ultimi anni ha affrontato la malattia, che non gli ha comunque impedito di sottrarsi all’impegno nel sociale, condiviso con Margherita, a fianco della Comunità Mondo Nuovo e dei detenuti del Carcere di Civitavecchia. Ispirato dal cantico delle Creature di Francesco d’Assisi, si è battuto per la causa ecologica, contro la globalizzazione e i cambiamenti climatici, tematiche con cui Marcello si è confrontato fin da tempi non sospetti, affrontate lo scorso anno in ricorrenza del Giubileo e dei suoi 80 anni, nella mostra “Sacra. Ecologia dentro” con cui ha inteso irradiare svariati messaggi, tra i quali la tutela dell’ecologia integrale, la riscoperta della sacralità del vivere e del valore dei sentimenti. Quest’ultimo invito rivolto ai giovani, ai quali ha sempre prestato particolare attenzione.
Con questi principi ha cresciuto, hanno cresciuto, le loro figlie, Paola e Sara, oggi donne e madri con ruoli di prestigio in importanti istituzioni europee. L’abbraccio della STAS va a loro, ai loro figli e ai loro coniugi, ma soprattutto a Margherita, colonna portante della famiglia, a cui spetta ora il compito più arduo di mantenere vivo l’operato del nostro amato Maestro, veronese di nascita, tarquiniese nell’anima, a cui siamo grati per aver voluto condividere con noi gli ultimi intensi esiti del suo percorso artistico”.
Alessandra Sileoni
Presidente della Società Tarquiniense d’Arte e Storia
