La sindaca Terrosi risponde alle critiche della minoranza: “A volte il silenzio è auspicabile, se si parla solo per accendere la polemica”
In merito alla questione dei disagi dovuti al centro storico ghiacciato ad Acquapendente il 1° gennaio 2026, sollevata dalle consigliere di minoranza Agostini e Friggi, la sindaca Alessandra Terrosi, esprimendo rammarico per le persone che scivolando si sono fatte male e per le quali l’amministrazione comunale resta a disposizione, precisa che “il fenomeno a cui si fa riferimento nell’intervento delle consigliere non era assolutamente prevedibile, in quanto si verifica raramente e in zone circoscritte. Si è trattato, infatti, di pioggia che gelava cadendo. La mattina presto, nonostante le basse temperature notturne, le vie erano praticabili. La Protezione civile, che ringrazio per la pronta e costante attività, è stata allertata quando il problema, inaspettato, si è reso evidente“.
La preallerta non era avvenuta, anche perché non esistevano comunicazioni di allerta meteo da parte della Protezione civile regionale, l’ultima delle quali è quella emessa il 24 dicembre 2025 relativa ai giorni del 24 e 25 dicembre. “Inoltre gli operai comunali – prosegue Terrosi – che ringrazio per il lavoro svolto sempre con il massimo impegno, nelle mattine precedenti avevano già provveduto, coordinati dall’ufficio tecnico e in stretto contatto con me, a spargere il sale nei punti del centro storico più impervi e soggetti a potenziali gelate“. Per quanto riguarda lo spargisale del Comune, “non era stato montato, perché solitamente lo si fa soltanto in previsione di neve. Infatti già è stato predisposto in vista delle possibili nevicate del prossimo 7 gennaio mattina“.
“Di fronte a questa situazione non ho scelto la strada del silenzio – conclude – mi sono confrontata con la Polizia locale, l’unico personale comunale in servizio, che già aveva allertato in autonomia la Protezione civile“.
“L’amministrazione comunale è presente e responsabile – aggiunge Terrosi – cosa che i cittadini possono apprezzare giornalmente e anche, ad esempio, nella capacità di aver approvato, per il terzo anno consecutivo, il bilancio di previsione entro i termini previsti per legge, cioè il 31 dicembre a tutela di tutta la collettività. Seduta alla quale le consigliere hanno deciso di non partecipare. La scelta del silenzio, a volte, può essere auspicabile, soprattutto se si sceglie di riferire fatti che non si conoscono bene e situazioni ricostruite parzialmente e artatamente: è questo ciò che certamente i cittadini aquesiani non meritano“.
