Dopo oltre 20 anni di trattative sembra che l’accordo di libero scambio tra i paesi dell’America Latina e l’Europa sia arrivato al traguardo.
Questo comporterà l’abbattimento dei dazi su molte tipologie di prodotto, tra cui quelli agricoli.
Al di là delle considerazioni di politica macroeconomica che poco interessano i piccoli produttori e le piccole aziende, la domanda è: ma alle imprese agricole della Tuscia, di dimensioni medio-piccole, conviene?
Probabilmente no. Quale sarebbe la differenza con la concorrenza sleale della Cina, che inonda i nostri mercati di prodotti a basso costo e poco salutari?
Quello che la politica non vuole capire è che questo tipo di accordi fanno la fortuna solo delle multinazionali, che adesso potranno far arrivare e vendere in Italia prodotti dell’America Latina che costano meno. E questo accadrà finché le stesse merci agricole per cui si azzerano i dazi non saranno prodotte a parità di condizioni salariali, di tutela sul lavoro, di trattamenti fitosanitari e veterinari.
Solo in questo modo il made in Italy avrà la possibilità di essere competitivo, oltre che per la qualità, anche per il prezzo.
Luca Torelli

