Firmato da te racconta il progetto della Caritas diocesana di Civita Castellana che sostiene le famiglie degli ospiti nei fine settimana

Arrivano sorridenti, di prima mattina, pronti a trascorrere una giornata all’insegna della condivisione, tra laboratori di pittura e momenti di svago, in un ambiente familiare e protetto. Sono le persone con disabilità, giovani ed adulte che, ogni sabato, sono accolte con affetto da don Piero, dai volontari della parrocchia di Santa Maria Assunta di Trevignano Romano e da quelli dell’Unitalsi Diocesana di Civita Castellana.
“Il progetto è nato circa quattro anni fa – spiega il parroco don Piero Rongoni, Assistente Regionale Unitalsi – grazie ai fondi 8xmille della Chiesa cattolica che ci hanno consentito di organizzare attività diurne, nella giornata di sabato, per i ragazzi portatori di handicap con l’intento di alleggerire il carico familiare nella gestione dei propri cari nel weekend”.
Attivato dalla Caritas di Civita Castellana, il progetto “Insieme si può” non solo regala sorrisi ai suoi ospiti, ma promuove anche la piena inclusione sociale, mettendo a stretto contatto persone con disabilità e non, con l’obiettivo di instaurare legami durevoli nel tempo. Ciò è possibile attraverso un sinergico lavoro di rete, che coinvolge diversi gruppi e realtà del volontariato.
“Non diamo mai più di quanto riceviamo – confida il sacerdote – il nostro impegno è sicuramente tanto ma il ritorno in termini di gratificazione e crescita è decisamente maggiore”.
Il segno tangibile del grande ruolo svolto da questo progetto nella comunità si percepisce dalle parole di Ornella, mamma di un ospite. “Gianluca, dopo la scuola, si era chiuso in sé stesso. Grazie a questa iniziativa ha ritrovato motivazione e serenità. Qui si respira gioia, condivisione e complicità. Quando vediamo i nostri figli felici, lo siamo anche noi”.
Il progetto non sarebbe possibile senza l’impegno e il supporto di tanti volontari che con passione ed entusiasmo mettono a disposizione il proprio tempo. “Le mie compagne mi chiedono sempre come faccio – spiega Noemi, giovane volontaria – Io rispondo che qui mi sento libera”. “Un ragazzo – aggiunge la collega Maria Giovanna – un giorno mi ha detto lo sai che ti voglio bene? Mi ha toccato il cuore! Sono queste conferme che mi danno la spinta per continuare”.
Insieme si può è una palestra di volontariato, un’occasione privilegiata per formare le giovani generazioni sui temi della diversità, della solidarietà, dell’impegno civile e cristiano. L’incontro tra volontari di età diverse arricchisce il progetto che, nei piani di don Piero, potrebbe presto ampliarsi.
“L’obiettivo ultimo è più complesso ed oneroso – spiega – ma è quello che più ci interessa: realizzare una struttura di tipo residenziale. Una dimensione abitativa che accolga, in avvenire, queste persone con disabilità, quando da adulti resteranno privi di supporto familiare”.
Le basi di questa iniziativa sono state sperimentate con successo nelle scorse estati, quando don Piero ha organizzato settimane di vacanza per le persone con disabilità coinvolte nel progetto. Tra gite, laboratori e momenti di preghiera, il sostegno della comunità ha reso possibile un’esperienza unica di partecipazione e crescita.
“Lago, battello, piscina, agriturismo e tante altre iniziative, che hanno coinvolto i partecipanti in diverse attività ricreative – conclude il parroco – Come nelle precedenti annualità, il progetto residenziale ha coinvolto un numero di volontari che, dalla parrocchia e dalla città di Trevignano, non sono mancati garantendo il supporto nella pulizia degli ambienti, preparazione dei pasti, sostegno nella realizzazione dei laboratori. La prima colazione e la preghiera delle lodi del mattino aprivano le nostre giornate tipo, scandite poi da attività all’interno della ‘casa del fanciullo’, quindi il pranzo e dopo un momento di riposo pomeridiano, seguivano le attività laboratoriali nel pomeriggio. La giornata terminava con la celebrazione dell’eucarestia prima della cena, seguita sempre da un momento di festa”.
Insieme si può dimostra che, con impegno e solidarietà, è possibile costruire una realtà accogliente per tutti.
Le testimonianze di don Piero, Ornella, Noemi e Maria Giovanna sono al centro di un nuovo filmato della serie Firmato da te, che racconta, attraverso la voce dei protagonisti, cosa si fa concretamente con l’8xmille destinato alla Chiesa cattolica e segue le ricadute di un piccolo gesto nel vissuto di persone e luoghi. Un racconto in prima persona, senza filtri, con un montaggio serrato e cinematografico, che coinvolge lo spettatore nelle pieghe delle tante esperienze sostenute dalla carità cristiana.
Il programma, realizzato in collaborazione con il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, mette in luce il valore della gratuità, comprende gli sforzi di una Chiesa in uscita, che si prende cura dei più deboli. I video della serie tv evidenziano i mille intrecci che la Chiesa cattolica è in grado di creare, donando possibilità e speranza, intervenendo con discrezione e rispetto, operando con creatività e positività.
Ogni anno, grazie alle firme dei contribuenti, si realizzano, in Italia e nei Paesi più poveri del mondo, migliaia di progetti che vedono impegnati sacerdoti, suore e i tantissimi operatori e volontari che quotidianamente rendono migliore un Paese reale, fatto di belle azioni, di belle notizie.
Destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica equivale, quindi, ad assicurare conforto, assistenza e carità grazie ad una firma che si traduce in servizio al prossimo attraverso iniziative, come “Insieme si può”, che migliorano la vita di tante persone.
La Chiesa cattolica si affida alla libertà e alla corresponsabilità dei fedeli e dei contribuenti italiani per rinnovarla, a sostegno della sua missione.
Sono tanti i progetti documentati nella serie in onda su Tv2000 e disponibili online sul canale YouTube 8xmille.
Il video può essere condiviso al seguente link: https://youtu.be/zeGq00T9WEQ?si=AS052NqZ_MhdFCpN
