it Feed RSS di OcchioViterbese http://www.occhioviterbese.it Occhioviterbese Un nuovo ponte sul sentiero del torrente Rio. Valorizzazione del percorso da Calcata a Narce /occhioviterbese/index.php?option=com_content&task=view&id=25851 www.occhioviterbese.it 2014-09-15 19:24:45 Da qualche mese nel Parco Valle del Treja sono in corso i lavori le la “Sistemazione e valorizzazione del sentiero Rio, da Calcata a Narce”. Si sono messi in sicurezza interi tratti del percorso che dalla strada provinciale Calcata-Mazzano arriva al torrente Rio; successivamente ci saranno interventi nelle aree archeologiche di Narce e Monte Li Santi, nel territorio di Mazzano Romano. L’obiettivo è l’incremento della rete sentieristica, il suo miglioramento e la conservazione e protezione dei luoghi, per la sicurezza della loro percorribilità. Lungo il tracciato del sentiero, in molti punti sono state collocate delle palizzate, interventi di ingegneria naturalistica che, con materiali del tutto naturali, hanno consentito di adeguare la larghezza del percorso (circa due metri), rinforzare le opere di contenimento dei versanti a monte e a valle. Gli interventi, oggi appena visibili, saranno completamente riassorbiti, per così dire, dalla vegetazione nell’arco di una stagione, riconsegnando il sentiero alla sua originaria naturalità. La scorsa settimana è stato eseguito il lavoro di maggiore portata dal punto di vista costruttivo: il varo delle travi del ponte pedonale sul sentiero Rio. Due travi in legno lamellare di dieci metri di lunghezza e pesanti ciascuna circa una tonnellata sono state trasportate lungo lo stretto e sinuoso sentiero pedonale, dalla strada provinciale fino a sotto Calcata. Arrivate nel punto di attraversamento del torrente Rio sono state posate sulle gabbionate appositamente predisposte. Per quanto le travi non siano smisurate, il loro trasporto e collocazione è stato affrontato con molta cautela, viste le difficoltà di movimento negli angusti spazi del bosco. Il ponte si presenta molto alto sul livello del torrente, perché per motivi di sicurezza la sua altezza deve superare di un paio di metri il livello della massima piena che si è verificata negli ultimi duecento anni. “La Regione Lazio ha finanziato il nostro programma di adeguamento della sentieristica, premiando le capacità progettuali del Parco – sottolinea il direttore Gianni Guaita, che aggiunge – nelle prossime settimane saranno collocati pannelli informativi per dare le maggiori informazioni agli escursionisti, saranno realizzate le ultime sistemazioni e si potrà andare comodamente a piedi, attraversando il bosco e superando il torrente, da Calcata a Narce.]]> Università Agraria di Tarquinia, numeri in crescita per il centro aziendale della Roccaccia /occhioviterbese/index.php?option=com_content&task=view&id=25850 www.occhioviterbese.it 2014-09-15 19:22:53 La visita della delegazione del Governo della Romania al centro aziendale della Roccaccia è stata l’occasione per fare il punto sulla situazione. «Un’azienda a gestione pubblica che procede in attivo – spiega l'assessore Renzo Bonelli – Siamo un esempio apprezzato soprattutto da fuori. I numeri parlano da soli. Primo dato di interesse l’incremento nelle nascite dei capi bovini. Il risultato segnala l’ottimo lavoro svolto nella lotta contro l’IBR e nel miglioramento delle linee di sangue, pur nelle difficoltà di un allevamento allo stato brado e in regime biologico. La produzione è in aumento anche nel comparto foraggi ed è ottima dal punto di vista qualitativo. Note dolenti nel settore cereali. Nonostante i buoni esiti delle sperimentazioni e la qualità del prodotto, i raccolti sono stati funestati e martoriati dai cinghiali e dai daini, riducendo la produzione. Un flagello che anno dopo anno rende sempre più difficile ottimizzare i raccolti. I danni riconosciuti sono ingenti e liquidati con tempi troppo lenti. Urgono misure per la limitazione dei numeri dei capi presenti. Ottime notizie per l’allevamento delle lepri. Siamo oltre le aspettative. Nel recinto a terra oltre 20 capi già liberi, mentre altri 35 sono ormai prossimi allo svezzamento. In primavera la prima vendita. Risultati importanti conseguiti in regime rigorosamente biologico. In tal senso, per massimizzare i contributi comunitari, è necessaria una rotazione colturale triennale. Quella in atto prevede grano – foraggio – orzo. Grazie alla collaborazione con la Confagricoltura, viste le difficoltà di collocazione sul mercato dell’orzo biologico, sono al vaglio diverse altre soluzioni come per esempio il farro con contratti di vendita anticipati e risultati economici più vantaggiosi. Nel complesso sono dati incoraggianti, che inducono all’ottimismo per il futuro, oltre a dimostrare l’alto livello professionale raggiunto dai dipendenti dell’Ente cui vanno i nostri complimenti».]]> Acquapendente. Vincono il bianco di Bonamici e il rosso di Colonnelli Concorso ''I vini caserecci aquesiani'' /occhioviterbese/index.php?option=com_content&task=view&id=25849 www.occhioviterbese.it 2014-09-15 19:20:28 La prima edizione del concorso “I vini caserecci aquesiani” è stata vinta per il bianco da Mario Bonamici e per il rosso da Andrea Colonnelli. La gara si è svolta ieri, lunedì 18 agosto, al Chiostro di San Francesco durante l’ultima giornata di “Vino e Acqua… pendente”, la manifestazione che si è tenuta ad Acquapendente dal 16 al 18 agosto e che quest’anno è stata inserita nel coordinamento delle Feste del Vino, promosse dalla Camera di Commercio di Viterbo e dalla Provincia di Viterbo. Al concorso “I vini caserecci aquesiani” hanno partecipato tre vini bianchi (Pinot) con i produttori Leandri, Bonamici e Sartucci, e sette vini rossi (Montepulciano, Cabernet e Sauvignon) con i produttori Bonamici (2 vini), Sartucci, Colonnelli (2 vini), Campana e Samoie. A decretare i migliori nettari aquesiani è stata una giuria composta dai quattro sommelier Carlo Zucchetti, anche organizzatore della manifestazione, Fabio Sabatini, Patrizia Proietti, Fiorenzo Basili guidati dal sommelier Claudio Sarti che, al termine, del concorso ha voluto aggiungere ai quattro esperti anche il parere di alcuni giovani aquesiani presenti all’evento, per avere un giudizio non professionale ma solo da consumatori. Il pomeriggio è proseguito con lo show cooking del Ristorante Il Borgo di Acquapendente condotto dalla “Zia Maria”, cuoca esperta che proviene da una lunga tradizione casereccia, che ha preparato un’ottima zuppa di funghi servita poi ai presenti insieme ai vini vincitori del concorso. Il giorno prima, la domenica, lo show cooking ha visto protagonista Iside De Cesare del Ristorante La Parolina di Trevinano che ha preparato la pastiera di orzo e frutto della passione in frolla di semi di papavero, dolce con cui ha vinto l’Imaf Chef’s Cup 2014 lo scorso giugno a New York. La manifestazione di “Vino e Acqua… pendente” quest’anno si è svolta lungo un percorso itinerante che ha toccato i punti più suggestivi del centro storico di Acquapendente: Fonte del Rigombo, Piazza G. Fabrizio sotto i Portici Comunali, Galleria Falzacappa Benci in Via Roma 6, Palazzo Viscontini in Via Cesare Battisti e il Chiostro di San Francesco. In questi cinque punti erano allestiti i banchi delle 21 cantine che hanno partecipato; i visitatori potevano scegliere di acquistare tre tipologie diverse di coupon da tre, sette o dodici assaggi. Molto apprezzate e frequentate anche le degustazioni guidate organizzate ogni sera della festa, nel dopocena, al Chiostro di San Francesco con Paolo Zaccaria giornalista enogastronomo co-fondatore di www.viadeigourmet.it, Sandro Sangiorgi scrittore giornalista enogastronomo e direttore della rivista “Porthos” e Stefano Asaro giornalista enogastronomo guida “Slow Wine” e presidente Slow Food Lazio.“Siamo molto contenti e soddisfatti per la riuscita di questa manifestazione – ha dichiarato il Vice sindaco Maicco Pifferi ieri a chiusura di serata –, il pubblico ha risposto positivamente alla scelta che abbiamo fatto di creare un percorso itinerante per le degustazioni. Certamente possiamo migliorare, e per l’anno prossimo ci auguriamo di poter organizzare la seconda edizione sempre con lo stesso entusiasmo. Voglio ringraziare Carlo Zucchetti per l’organizzazione dell’evento, Claudio Sarti per la sua preziosa collaborazione, i produttori vinicoli, Cesare Goretti per le riprese video e le fotografie, la Coop. L’Ape Regina e tutti i volontari che hanno messo a disposizione il loro tempo credendo in questo progetto. Sono stati tre giorni di festa per Acquapendente con il vino protagonista e le eccellenze di un settore produttivo che dopo anni sta ritrovando una certa vivacità”. La manifestazione è stata realizzata dal Comune di Acquapendente in collaborazione con la Pro Loco di Acquapendente, la Riserva Naturale Monte Rufeno, la Camera di Commercio di Viterbo e la Provincia di Viterbo.]]> AgriDog – Si conclude il Corso per Operatore Cinofilo 2013/2014 /occhioviterbese/index.php?option=com_content&task=view&id=25848 www.occhioviterbese.it 2014-09-15 19:16:45 La fine di un corso, l’inizio di un sogno: essere Operatore Cinofilo di Eleonora Peracchini AgriDog EducataMente asd, Centro di Educazione Cinofila, s.s. Cassia km 110,6 Bolsena (VT) “Così mi si presentò l’opportunità di frequentare il Corso per Operatore Cinofilo, c’ho pensato, c’ho pensato a lungo, ne ero quasi intimorita: Cosa troverò? Sarò all’altezza? Chi ci sarà? Poi ho guardato quegli occhioni neri ed ho pensato: Cosa voglio IO da questo corso?... e quella domenica mattina di inizio ottobre mi son ritrovata in aula con tutta la mia timidezza, il mio imbarazzo ma anche con tanta curiosità, voglia di capire, imparare, osservare, mettere in pratica… Senza rendermene conto, lezione dopo lezione, mi sono messa in gioco un po’ di più”. Queste le parole di Barbara Cummaudo che ripercorre dagli inizi il suo percorso per diventare Operatore Cinofilo, appena concluso. Il corso tenutosi in AgriDog è giunto al termine con una giornata di festeggiamenti e di consegna dei diplomi di Operatore Cinofilo CSEN a tutti gli iscritti. La figura dell’Operatore Cinofilo riveste mansioni organizzative e di affiancamento agli educatori-istruttori. Il corso teorico-pratico durato cento ore tra ottobre 2013 e giugno 2014, suddiviso in dodici moduli, ha fornito le conoscenze tecniche di base per interagire con il cane con competenza, e si è concluso con tutta una serie di esami scritti, orali e pratici. Il programma del corso è stato vasto ma dettagliato, passando dalle nozioni teoriche agli esercizi pratici. Dalle lezioni di Fulvia Leoncini sull’educazione, la comunicazione e la socializzazione del cane con l’uomo e con i suoi simili, allo studio delle razze canine, le loro attitudini, la loro storia, e quindi le fasi evolutive e la formazione del carattere, con Roberto Sciorilli. Dalla nutrizione del cane con Luigi Gualterio, dalle lezioni base di veterinaria e primo soccorso nell’ambito della Medicina Comportamentale di Simona Spinelli, alla Medicina Omeopatica con Claudio Fratangeli. E ancora, dalla trattazione delle normative Benessere Animale con Antonella Bruni, l’apprendimento del cane con Claudia Strinati e il Clicker Training con Stefano Cola, passando per il tema dell’Obbedienza e della Rally ‘O, trattati da Lorenzo Breveglieri, fino ad arrivare agli sport cinofili come  l’ Agility con Fabrizio Carpentieri, Disc Dog con Carlo Ceccarelli e Salvataggio Nautico Sportivo con Claudio Cazzaniga. “… una carrellata in cui rimanevo sempre più stupita di quanto un cane con un grande affiatamento con il suo conduttore, tanto tanto lavoro e gioco potesse imparare e fare. E poi la pratica … lavorare con il proprio cane, con i cani dei compagni, con cani sconosciuti, mettere in pratica, scoprire che basta poco delle volte per farci capire, osservare, osservare tanto e osservare ancora. Commuoversi quando il proprio cane riesce, imparare a rimanere calmi, sereni perché il cane con cui lavori senta la tua calma … inspirare espirare e ricominciare”. Così continua Barbara Cummaudo, lasciando trapelare dalle sue parole tutta l’eccitazione e l’emozione dovute alla straordinaria bellezza di avvicinarsi al mondo cinofilo. Infine, ricorda le lezioni stimolanti e rivelatrici de Il Sogno di Te con il Life Coach Sergio Rampielli. “Ad ogni lezione lo spiraglio di curiosità, conoscenza, passione si apriva sempre più. Quelle domeniche volavano e i quindici giorni che mi separavano dalla domenica non passavano mai” … Senza dubbio un corso per Operatore Cinofilo ad elevata specializzazione ed altamente qualificante, ma forse non solo … “Ti rivedi lezione dopo lezione, rivedi il rapporto con i tuoi colleghi, con lo staff, con i docenti, con i cani e finalmente TI VEDI” … anche un percorso che va ad intaccare l’interiorità di una persona, che nasconde tutto un lavoro fatto sulla personalità e che porta ad un processo di scoperta di Sé. Si potrebbe quasi dire un corso di vita! Si ringrazia Barbara Cummaudo.                     E.P.]]> Vi.Va. calcio: buona anche la seconda A Santa Severa segno X in inferiorità numerica /occhioviterbese/index.php?option=com_content&task=view&id=25847 www.occhioviterbese.it 2014-09-15 19:13:03 SANTA SEVERA - Nonostante la doppia inferiorità numerica il Vi.Va. calcio pareggia a Santa Severa, 0-0, e si porta a 4 punti in classifica, frutto del successo interno di sette giorni fa e del pareggio a reti bianche sul terreno di gioco di una formazione che a sua volta, nella prima giornata, aveva impattato nel domicilio della favorita per la vittoria del campionato, il Ronciglione United. Primo tempo equilibrato, col portiere del Vi.Va. Sbarra comunque sugli scudi e pronto a svettare da un palo all'altro, e con un paio di sortite offensive della squadra allenata da Gianni Patrizi. Nella ripresa la formazione ospite ha però dato l'impressione d'esser rimasta negli spogliatoi, ha sofferto le azioni su palla inattiva e ha pagato le due espulsioni: prima quella di Paolo Ceglia per doppia ammonizione, poi quella di Alessandro Mastrangeli, costretto al fallo da ultimo uomo nel finale di gara. Rosso diretto e rigore per i padroni di casa, con l'eroe di giornata Giorgio Sbarra capace di sventare il pericolo dagli undici metri. “E' un punto da trasferta che vale quasi come una vittoria” ha commentato a fine gara l'allenatore del Vi.Va., consapevole del fatto che nel prossimo match di campionato, terza giornata in casa contro il Pianoscarano 1949 (fischio d'inizio ore 11), dovrà fare a meno di tre quarti della difesa titolare: le certe squalifiche di Ceglia e Mastrangeli vanno ad aggiungersi all'infortunio di Luigi Stefanucci, fermo ai box per l'infortunio al ginocchio patito in coppa Italia. Santa Severa-Vi.Va. Calcio 0-0 Santa Severa: Boriello, Conte, Brusselles, Bionci (43' st Gabelli), D'Ercole, Zeoli, Abis, Adornato, Catracchia (20' st Filippi), Trebisondi (37' st Esposito), Del Monte. A disp.: Sannino, Coletti, Di Natale, Ibba. All. Masini Vi.Va. Calcio: Sbarra, Accettone, Ceglia, Mastrangeli, Dimitri, Moroni, Cioccolini, Mandro (33' st. Santucci), Ercolini (38' st. Santoro), Cavalieri, Minella (43' st. Maccioni). A disp.:Fallini, Gallicani, Rignanesi, Mestini. All.: Patrizi Espulsi: al 27' st Ceglia (V.) per proteste, al 42' st. Mastrangeli (V.) per fallo da ultimo uomo. Note: Al 43' st. Sbarra (V.) para un rigore a Brusselles]]> A.S.D. Atletica Alto Lazio. L.Schertel ed E.Luchetti Campioni Regionali a Rieti nell’Alto e nel Martello /occhioviterbese/index.php?option=com_content&task=view&id=25846 www.occhioviterbese.it 2014-09-15 17:53:31 Si sono svolti a Rieti sabato 13 e domenica 14 nello splendido impianto del R. Giudobaldi, i Campionati regionali di Atletica riservati alle categorie Allievi/e. A difendere i colori della tuscia i due portacolori dell’Atletica Alto Lazio Ludwig Schertel ed Elisabetta Luchetti, che impegnati nelle prove dell’Alto e del Martello hanno riconfermato la loro leadership in ambito regionale dopo essere stati tra i protagonisti nelle loro specialità anche in ambito nazionale. Buone le loro gare dove hanno sfiorato i loro limiti personali, con il risultato avvalorato dal fatto che entrambi sono sono solo al primo anno di appartenenza della loro categoria e quindi con grandi possibilità di miglioramento nella prossima stagione agonistica 2015. Più che soddisfatti dei risultati i loro allenatori, Monica Condurelli e Sergio Burratti, che continuano a seguirli con passione e competenza, portando avanti la tradizione della scuola viterbese di atletica, che senza soste continua a sfornare giovani talenti in tutte le specialità del programma olimpico.]]> AK Informa notizie meteo - climatiche /occhioviterbese/index.php?option=com_content&task=view&id=25845 www.occhioviterbese.it 2014-09-15 17:51:39                       AK Informa notizie meteo - climatiche del 14.9.14 n. 37 con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare   **********************   SOMMARIO - Meteoclima settimanale - Previsioni; - S.O.S. O N U : I gas serra sono arrivati a livelli molto allarmanti; - La nuvola marrone asiatica: l’inizio di una catastrofe climatica planetaria; - Al via un progetto AK, Regione Lazio e Università della Tuscia sul clima; - Approvato dall’Università Bicocca di Milano un progetto formativo di AK; - Il comune di Malles ha detto no ai pesticidi, l’appoggio di AK; - La pesca come la conosciamo oggi è partita da innesti fatti dai cinesi 7500 anni fa; - Dossier animali: L’uccisione di due orsi; - Orsi e lupi, in Italia non c’è spazio per la natura. Riflessioni dello scienziato Boero; - Spiaggiamento di 7 capodogli sulle spiagge di Vasto; - Incontro tra tutti gli operatori dell’ambiente il 20 e 21 al lago di Vico (VT); - Rubrica “SOPRAVVIVERE” uno spazio per prepararsi al peggio;   **********************   METEOCLIMA DEL 14 SETTEMBRE 2014 Analisi sulla settimana appena trascorsa Finalmente una settimana più tranquilla delle precedenti. Nessuna “bomba d’acqua”, nessun allagamento, né frana, a parte qualche acquazzone di fine estate soprattutto al nord e al centro. Il mare generalmente è rimasto da mosso a poco mosso quasi ovunque e le temperature al nord sono tornate leggermente a salire, così al centro. In linea con le medie stagionali le temperature al sud. Tuttavia da lunedì a venerdì la variabilità è stata la padrona di gran parte delle regioni centro nord. Nel week end il Sole è tornato padrone dei cieli quasi ovunque. Sarà così anche la prossima settimana?   PREVISIONI dal 14 al 21 settembre 2014 Per la settimana entrante è previsto un leggero miglioramento del tempo soprattutto al centro sud, dove si potranno ancora godere belle giornate al mare. Tuttavia ad iniziare da lunedì il settore nord occidentale sarà interessato ancora una volta da una certa variabilità, mentre il settore nord orientale da una nuvolosità più consistente con possibili piogge a ridosso delle Prealpi. Variabile sereno al centro, decisamente sereno con temperature estive al sud. I mari da poco mossi a localmente mossi. Martedì: è previsto al nord  un nuovo impulso fresco che interesserà maggiormente  il Triveneto, con piogge locali e qualche temporale pomeridiano anche sui rilievi dell’Appennino settentrionale. Temporali pomeridiani tuttavia si prevedono lungo tutta la dorsale appenninica fino all’Aspromonte. Le temperature quasi ovunque resteranno stazionarie. Mercoledì: ancora tempo instabile sulle regioni settentrionali. Piogge  sulle Alpi, e le Prealpi occidentali, meglio la situazione meteo sul settore nord orientale. Le regioni centrali, a partire dalla Sardegna, saranno interessate dal passaggio di corpi nuvolosi che potranno innescare qualche temporale sull’Appennino. Anche il Sud sarà interessato da questa nuvolosità ma in termini molto leggeri.   Temperature stazionarie. Giovedì: Al nord ancora nuvolosità estesa, con temperature in leggero calo e piogge sul settore occidentale in particolare su: Piemonte e parte della Lombardia. Da poco nuvoloso a variabile invece sulla Liguria. Durante la giornata il tempo andrà guastandosi anche sul settore nord orientale in particolare sul Veneto e sull’Emilia Romagna. Al centro qualche pioggia nelle zone più interne, variabile sereno lungo le coste tirreniche. Anche al Sud prevarrà la variabilità con qualche fenomeno temporalesco sui rilievi. Le temperature al nord previste in leggero calo, stazionarie altrove. I mari sempre da poco mossi a mossi. ATTENDIBILITA’ AL 70 %   Venerdì: finalmente tempo bello e stabile al centro e al sud, ancora variabile al nord, ma anche qui in miglioramento. Durante la serata tuttavia nubi e piogge sulla Liguria e alta Toscana. Qualche pioggia anche nelle Marche, Umbria e Abruzzo. Meglio la situazione nelle altre regioni centro meridionali. Al Sud le temperature massime dovrebbero superare i 33°C.  Per il week end si prevede che un campo di alta pressione africana  possa stabilizzare il bel tempo, con qualche variabile locale, dalla Bassa Toscana fino alla Sicilia. In particolare in Sicilia le temperature sono previste in ulteriore aumento sui valori massimi. Le rimanenti regioni settentrionali invece saranno interessate ancora una volta da un’accentuata instabilità, anche se lungo le coste della Liguria dovrebbero prevalere ampi spazi di sereno.                 S.O.S.  O N U I gas serra sono arrivati a livelli insostenibili: a rischio il futuro dell’umanità UNA MARCIA PER IL CLIMA IL 21 A ROMA pubblicato il: 09/09/2014 E' record per le emissioni di gas serra che nel 2013 hanno raggiunto livelli più alti dal 1984. A lanciare l'allarme la Wmo (World Meteorological Organization), l'Organizzazione meteorologica mondiale che chiede un'azione urgente contro il cambiamento climatico. L'agenzia dell'Onu ha registrato il maggior incremento, tra 1984 e 2013, di CO2 in un anno. La concentrazione di CO2 in atmosfera è stata, nel 2013, superiore del 42% rispetto alla metà del XVIII secolo, prima della rivoluzione industriale. Da allora, i livelli di metano sono aumentati del 153%, e il protossido di azoto del 21%. Dobbiamo invertire questa tendenza riducendo le emissioni di CO2 e di altri gas ad effetto serra su tutta la linea. Stiamo esaurendo il tempo a nostra disposizione , dichiara il segretario generale della Wmo, Michel Jarraud. Sul banco degli imputati, la combustione di carbone e petrolio, così come la produzione intensiva ed energivora di cemento, colpevoli di aver spinto l'acceleratore sulle emissioni di CO2. Anche se, sottolinea la Wmo, i livelli raggiunti nel 2013 non si spiegano con i soli combustibili fossili. Sebbene la maggior parte della CO2 finisca in atmosfera, un quarto finisce stoccato negli oceani, causando l'acidificazione delle acque con effetti negativi su coralli, alghe e altri organismi marini. Galletti: su emissioni speriamo in accordo virtuoso Ue - Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti è intervenuto sulla questione spiegando che il tema del riscaldamento globale è una priorità dell'agenda del settore ambiente del semestre italiano . Galletti ha spiegato che il 6 ottobre avremo una riunione informale con i ministri Ue dell'Energia e un consiglio formale a metà ottobre per preparare il documento da mandare al vertice dei capi di Stato e di governo , previsto per fine ottobre. Al Consiglio europeo, ha continuato, ci sarà una decisione formale su questo tema e speriamo per un accordo virtuoso di tutta l'Europa per la riduzione delle emissioni di CO2 da portare prima alla conferenza di Lima di dicembre e poi speriamo nella conferenza decisiva di Parigi 2015 dove dovrebbe essere sottoscritto un documento da tutti i Paesi del mondo . Per Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, oltre ad essere una priorità, contrastare i mutamenti climatici è un'occasione per creare lavoro e nuova economia. Non a caso proprio le aziende che hanno investito sulla green economy sono quelle che esportano di più e assumono di più . Il 21 settembre giornata mondiale di mobilitazione - Domenica 21 settembre sarà la giornata mondiale di mobilitazione contro i cambiamenti climatici. In occasione del vertice dei capi di Stato che si svolgerà a New York per discutere della questione, la società civile si incontrerà in centinaia di piazze di tutto il mondo, nella più grande manifestazione globale per il clima mai organizzata, la People's Climate March. Tra le piazze previste in tutto il mondo, Roma non manca. Molte associazioni ambientaliste, tra cui Accademia Kronos, hanno risposto all'appello per la mobilitazione e danno appuntamento a tutti coloro che vorranno partecipare alle 17 in via dei Fori Imperiali, per unire simbolicamente il Colosseo a New York e dare voce alla società civile che chiede interventi urgenti e concreti contro i cambiamenti climatici. Tutela ambiente importante per il 95% dei cittadini europei - A tre anni dall'ultimo sondaggio Eurobarometro, nonostante la crisi economica la preoccupazione dei cittadini europei nei confronti dell'ambiente non si è affievolita. Il consenso è pressoché unanime: il 95% dei 28.000 intervistati ha dichiarato di ritenere la tutela dell'ambiente importante a livello personale e molti pensano che si possa fare di più. ************************************* LA NUVOLA MARRONE ASIATICA Lo smog in una città del Sudest Asiatico -  Credit: Getty Images L’inizio di una catastrofe climatica di proporzioni planetarie Alcuni ricercatori in Svezia, India e nella Repubblica delle Maldive, hanno scoperto che la nube fuligginosa di inquinamento che ricopre l'Asia meridionale ogni anno tra gennaio e marzo, è creata da una combinazione della combustione di carburanti fossili e di biomassa. La scoperta, per la quale sono state usate le prime misurazioni in assoluto su micro scala di C-14 naturale (un metodo di datazione del carbonio), dà il via alle azioni da intraprendere per ridurre gli effetti insidiosi della nube, tra cui le migliaia di morti che essa causa ogni anno. La nuvola marrone che copre l'Asia del Sud per la maggior parte di ogni inverno è responsabile della morte di circa 400.000 persone in India ed in Cina ogni anno, a causa di malattie cardiovascolari e problemi respiratori. Alcuni studi hanno dato valori molto più alti a tali cifre, anche nell'ordine dei milioni. La nuvola contribuisce inoltre ai cambiamenti climatici in Asia e condiziona il clima di questa regione tanto (se non di più) quanto il biossido di carbonio, poiché le particelle di fuliggine della nuvola assorbono la luce del sole, il che contribuisce ad aumentare la temperatura. Fino a questo momento non era stata trovata una spiegazione adeguata sulle origini della nube. Ma i nuovi risultati della ricerca pubblicati sulla rivista Science mostrano che i due terzi della nube sono costituiti da particelle di fuliggine provenienti dai metodi di combustione compresa la cosiddetta addebbiatura, l'industria, il traffico e i fuochi per il riscaldamento o la cucina che usano una serie di materiali tra cui sterco, legno e residui dei raccolti. In precedenza la ricerca non era sicura se le origini della nuvola fossero da attribuire alla combustione di carburanti fossili o alla biomassa. Per analizzare l'età e le origini delle particelle di fuliggine, un team di ricercatori svedesi ed indiani ha usato le prime misurazioni in assoluto su micro scala di C-14 naturale (datazione del carbonio) su particelle di fuliggine raccolte in diverse regioni dell'Asia del Sud. I risultati hanno mostrato che due terzi della nuvola sono composti da particelle provenienti dalla combustione di biomassa ed un terzo dalla combustione di carburanti fossili. L'autore principale dello studio, Örjan Gustafsson, professore di biogeochimica presso l'università di Stoccolma, ha detto che i risultati mostrano che gli sforzi per ridurre l'inquinamento non dovrebbero limitarsi al traffico e alle centrali elettriche a carbone, ma devono comprendere l'eliminazione della povertà e la diffusione di tecnologia verde nell'Asia del Sud. «Bisogna dare la possibilità a più famiglie dell'Asia del Sud di cucinare e riscaldarsi senza usare fuochi all'aperto di legno e sterco,» ha spiegato. La riduzione delle emissioni di fuliggine provenienti da biomassa potrebbe avere un effetto positivo sull'ambiente molto velocemente. La fuliggine è responsabile di circa la metà del potenziale riscaldante del biossido di carbonio, ma le particelle di fuliggine rimangono nell'atmosfera solo per qualche settimana, il che significa che una riduzione della fuliggine nell'atmosfera potrebbe avere un effetto evidente in tempi molto brevi. Henning Rodhe, professore di meteorologia chimica presso l'università di Stoccolma, ha detto che la notizia di 400.000 morti ogni anno dovute alla nuvola dovrebbero spingere a prendere provvedimenti. «L'impatto sulla salute è già una ragione valida per ridurre la nuvola marrone,» ha dichiarato. ************************************* ALLO STUDIO PROGETTO D’INFORMAZIONE AMBIENTALE DI ACCADEMIA KRONOS E UNIVERSITA’ DELLA TUSCIA   A seguito di un recente incontro alla Regione Lazio, l’Assessorato Ambiente ha proposto ad AK di sviluppare un progetto insieme all’Università di Viterbo per sensibilizzare studenti e cittadini sul problema dei cambiamenti climatici. Questo che segue il progetto di massima che dovrebbe partire all’inizio del 2015. Cambiamenti climatici CAPIRE IL FENOMENO PER DIFENDERSI L’Università degli Studi della Tuscia organizza un seminario per i comuni e per chi opera nella protezione civile, nonché per chiunque interessato direttamente o indirettamente al problema. SETTORI DI ANALISI:   SNA e PNA - Protezione Civile – Agricoltura – Maricoltura e pesca                                              Sanità –Turismo. Il seminario sarà organizzato a dicembre prossimo presso l’Università si Viterbo. Durata 3 giorni. Il seminario prevede incontri con esperti al fine di capire il fenomeno dei cambiamenti climatici in atto, valutare le conseguenze per l’ambiente e le persone e, infine, trovare strategie idonee per l’adattamento al clima che cambia. Rilascio attestati Coordinamento scientifico e docenza: Anna Maria Fausto, Vincenzo Ferrara, Ennio La Malfa, Roberto Minervini e Riccardo Valentini. INTERVENTO INFORMATIVO ED EDUCATIVO PRESSO LE SCUOLE MEDIE INFERIORI E SUPERIORI DELLA PROVINCIA (allargate ad altre province) Attività diretta nelle scuole attraverso il programma di Accademia Kronos  “La Giornata del Clima” di cui allegato. Gli operatori per le scuole sono soci ed esperti dell’associazione. LA SEGRETERIA ORGANIZZATIVA affidata ad Accademia Kronos. ********************** PROGRAMMA LA GIORNATA DEL CLIMA NELLE SCUOLE PREMESSA Il progetto che presentiamo è stato già sperimentato in 125 scuole del Lazio, Umbria e Calabria con esito positivo. Visti i risultati, proponiamo di allargarlo a livello nazionale e poi europeo. Lo scopo è quello di poter raggiungere un buon livello di  partecipazione dei giovani alla Giornata del Clima , coinvolgendoli direttamente in esperimenti sul global warming. Tutto questo sarà realizzato dagli operatori di Accademia Kronos in una sola ora scolastica. Parlare dei danni ambientali prodotti da un incendio di foresta, per nostra esperienza diretta, colpisce poco la sensibilità degli studenti. Più incisivo e partecipativo invece è il percorso che fa comprendere l'utilità delle foreste nella mitigazione climatica. In un incendio di bosco non è solo il danno alle cose, ma una paurosa accelerazione verso l'effetto serra a causa della liberazione nell'atmosfera della CO2 imprigionata dagli alberi in decenni e secoli. In questo modo abbiamo avuto motivo di verificare un diverso atteggiamento dei giovani al problema del degrado e della distruzione dei nostri boschi. ARTICOLAZIONE DELLA GIORNATA DEL CLIMA FASE 1 L'Operatore entrando in classe o in un'aula magna, in pochissimi minuti presenta il percorso sperimentale sul clima da fare insieme con studenti e  insegnanti. Nel frattempo si fanno aprire per pochi minuti le finestre per un cambio d'aria, poi si chiudono e si inizia la misurazione della temperatura interna, del grado di attenzione dei presenti e della concentrazione dalla CO2. FASE 2 Si proietta il nostro ormai collaudatissimo documentario di 20 minuti Il Bosco e il Fuoco il quale traccia un quadro generale delle foreste sul pianeta e di quelle italiane. Il breve documentario poi affronta il problema dei cambiamenti climatici e della funzione degli alberi per la mitigazione climatica. Passando agli incendi il filmato fa notare i danni che essi comportano dal punto di vista ecologico, paesaggistico, economico e infine climatico. Si spiega come si può sviluppare un incendio, le cause e come prevenirlo e combatterlo. Infine si invitano i giovani a diventare, nel periodo estivo, Sentinelle dei Boschi offrendo loro informazioni capaci di renderli attivi, anche divertendoli, nel periodo delle vacanze scolastiche. FASE 3 Terminata la proiezione e aperto un breve dibattito, si passa subito alla rilettura dei valori relativi alla temperatura ( che inevitabilmente aumenta sempre di 3 o 4 gradi) e della concentrazione dalla CO2 che solitamente da 400 ppm arriva a superare i 2.000 ppm. Si fa notare che la diminuzione di ossigeno nell'ambiente determina anche un accentuato affaticamento mentale ( minor ossigeno trasportato dall'emoglobina verso il cervello ). Questi dati e i sintomi di affaticamento mentale vengono fortemente notati dagli studenti. A quel punto l'operatore spiega che si è sperimentato direttamente il fenomeno dell'effetto serra. Il risultato è sempre soddisfacente. Alla fine vengono rilasciati dei brevi questionari che gli studenti dovranno utilizzare per avviare un sondaggio sul grado di sensibilità dei genitori sul problema che hanno sperimentato in aula. Tali questionari, una volta compilati, verranno consegnati agli insegnanti che a loro volta li consegneranno agli operatori di Accademia Kronos. APPROVATO DALL’UNIVERSITA’ “BICOCCA” DI MILANO IL CORSO PER PROMOTER DELLA GREEN ECONOMY DI ACCADEMIA KRONOS   Un bel successo di AK lombardia che è riuscita a dimostrare alla nuova università milanese “Bicocca” la validità educativa e formativa del nostro corso sulla Green Economy che sperimentammo con successo lo scorso anno con l’Università della Tuscia e gli amici della città tedesca di Wildpoldsried in Baviera, nonché con l’università di Kempten. Il corso prevede il rilascio di un attestato internazionale come Promoter della Blue e Green Economy. Si inizia con un seminario presso l’università milanese che può essere, secondo la preparazione scientifica dell’allievo, di un solo giorno o di 3 giorni full immersion. Questo breve seminario è propedeutico al conseguimento dell’attestato internazionale che può essere conseguito dopo un’esperienza diretta a Wildpoldsried ( la cittadina più ecologica d’Europa che ha applicato in pieno le regole della green economy). Questa esperienza è aperta  a tutti gli studenti o laureati in discipline scientifiche. I corsi potrebbero iniziare già a novembre prossimo. Le quote d’iscrizione vanno da 87 a 210 euro. Per informazioni specifiche telefonare all’ing. Giorgio Meroni al tel. 380.7225128     Gli studenti del primo corso in Germania nell’estate del 2013       Bravo il comune di Malles che ha detto no ai pesticidi  di Augusto Baldini 13 settembre, 2014 Il paese di Malles Venosta nella provincia autonoma di Bolzano è il primo comune italiano che, finalmente, ha detto no ai veleni in agricoltura. Il referendum indetto dal comune su sollecitazione degli ambientalisti locali e dal comitato “ Malles, Comune libero da pesticidi” per bandire dal proprio territorio l'uso dei fitofarmaci chimici, ha avuto un risultato strepitoso, oltre il 70 % dei voti dei 5.000 abitanti hanno detto no ai pesticidi.  L’iniziativa è partita dal farmacista del Paese, il dottor Johannes Fragner Unterpertinger, che aveva notato da tempo danni alla salute che certe sostanze chimiche irrorate nei campi, in particolare nei meleti, arrecavano alle persone e agli animali. Da qui ha preso il via il comitato di salvaguardia della salute dei cittadini di Malles. Questo risultato fa tremare tutta la filiera europea dei veleni in agricoltura, dalla produzione alla distribuzione; tremano perché se l’esempio di Malles prendesse piede in altre località italiane ed europee, addio ai grandi profitti. Accademia Kronos pertanto ha inoltrato alla commissione del premio internazionale “Un Bosco per Kyoto” la candidatura del comune di Malles per ottenere nell’edizione 2015 l’ambito riconoscimento.  C’è da dire, con molta soddisfazione da parte degli ambientalisti, che, vista l’elevata presenza di agricoltori fra la popolazione di Malles al centro di uno dei bacini produttivi frutticoli più importanti in Europa, si può affermare che anche la sensibilità degli agricoltori sta cambiando, a favore di un’agricoltura sostenibile per l’ambiente e attenta al benessere dell’uomo. Un cambiamento che deriva certo da una sempre più elevata attenzione e richiesta da parte dei consumatori di prodotti di qualità, sani e sicuri', commenta Paolo Carnemolla, presidente di FederBio.  E continua: “L’impiego di pesticidi e diserbanti in agricoltura nuoce all’ambiente, alle falde acquifere, all’uomo in generale. I produttori vivono nei campi e sono i primi a vivere gli effetti dei pesticidi e i cittadini italiani già negli anni ’90 si pronunciarono a larghissima maggioranza per vietarne l'uso in risposta a un referendum nazionale. Inoltre gli agricoltori sono consapevoli che la scelta della sostenibilità e del biologico è anche quella che tutela meglio la sopravvivenza economica futura delle loro aziende e del loro territorio. Ricordo che in Francia sulla base del decreto 665/2012, il morbo di Parkinson è stato inserito tra le patologie professionali agricole, sulla base di alcune ricerche che hanno messo in evidenza come l'effetto di alcuni pesticidi concorrano all'incremento di rischio di insorgenza di questa patologia”. Questa la conclusione dei sostenitori del Bio a seguito di questo storico evento: “'Ci si augura che il risultato del referendum diventi effettivo e che questa esperienza sia da esempio a molti altri comuni e non solo, alle istituzioni anche a livelli più elevati, per la crescita di un’ agricoltura davvero sostenibile. Purtroppo i primi segnali che arrivano dal Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei pesticidi approvato nei mesi scorsi non vanno in questa direzione, a conferma che la lobby dei produttori di veleni è forte anche perché gode  di ottimi appoggi anche fra le organizzazioni sindacali agricole”. Noi di Accademia Kronos, nel nostro piccolo, ci proponiamo di sostenere tutti quei comuni sensibili al problema e intenzionati a seguire l’esempio di Malles. ************************************ la pagina di:  Amate le pesche? Dovete ringraziare un contadino cinese di 7500 anni fa Viene dalla Cina il primo esempio di domesticazione di un’albero da frutto. La datazione al radiocarbonio di antichi noccioli dimostra che la pesca che conosciamo oggi si sia discostata dai suoi antenati selvatici 7500 anni fa.  Una ricerca archeologia e antropologia guidata da ricercatori cinesi in collaborazione con colleghi canadesi hanno scoperto che il progenitore della pesca, così come la conosciamo oggi, risale a 7500 anni fa.  “Tutti pensavano che la prima domesticazione fosse avvenuta in Cina – ha dichiarato Crowford, professore di antropologia all'Università di Toronto – ma non si sapeva né dove né esattamente quando.” Oggi, con la datazione al carbonio di alcuni noccioli di pesca si può rispondere a entrambe le domande. I noccioli sono stati rinvenuti nella valle bassa del fiume Yangtze e le analisi sembrano indicare che la pesca si sia discostata dai suoi antenati selvatici 7500 anni fa. Il problema del team di ricerca è stato cogliere i segni e i segnali della selezione umana sul ritrovamento.  Il confronto è potuto avvenire perché i reperti erano ben conservati. Così i noccioli sono stati confrontati, per dimensioni e struttura, con quelli di altre pesche selvatiche datate 5000 anni fa.  Si è potuto così scoprire che nella valle dello  Yangtze vi era una fiorente agricoltura già in tempi molto remoti. D'altronde va segnalato che i primi noccioli di pesca, assolutamente confrontabili con quelli moderni, sono stati datati nel periodo della cultura Liangzhu, che fiorì tra i 4.300 e i 5300 anni fa. “La tesi che vorremmo dimostrare – ha dichiarato Crawford – è che già a quell'epoca conoscessero l'innesto, permettendo un’accelerazione della selezione.”  Ci sono voluti circa 3.000 anni prima che la pesca somigliasse quindi al frutto che conosciamo oggi. “In generale si crede che l'umanità, in passato, non fosse così intelligente quanto lo siamo noi oggi – ha concluso Crawford – in realtà all'epoca della domesticazione della pesca l'uomo disponeva già dell'intelligenza e del talento di cui siamo dotati oggi.” ************************************ DOSSIER ANIMALI CACCIA ALLE STREGHE, OVVERO AGLI ORSI di Ennio La Malfa In meno di una settimana sono due gli orsi che sono stati uccisi, l’ultimo è di pochi giorni fa sulle montagne abruzzesi nei pressi del comune di Pettorano, ai margini del Parco Nazionale d’Abruzzo, trovato morto da un escursionista. Si pensa sia stato vittima di un boccone avvelenato. L’altro plantigrado o meglio un’orsa con due cuccioli è quello che ha fatto parlare di più di sé. Si tratta dell’orsa Daniza di cui i mass media hanno dedicato ampi spazi e, soprattutto, alle polemiche scaturite dagli animalisti e zoologi sul comportamento dei funzionari della provincia autonoma di Trento che alla fine l’anno uccisa. Prima d’entrare nel merito di questo triste evento dobbiamo sapere che gli orsi in Italia distribuiti sui parchi e riserve naturali dal Nord Italia al centro, vedi i monti d’Abruzzo, non sono migliaia, né centinaia, ma solo 88, anzi ora solo 86. Un numero esiguo che certo non può fare concorrenza ai lupi che invece dal 1980 ad oggi in Italia si sono distribuiti su tutti i monti dal nord al sud raggiungendo migliaia di individui. Per i lupi in Italia non c’è più rischio d’estinzione, che invece resta per gli orsi, soprattutto quelli marsicani.  C’è anche da dire che la metà di questi orsi è autoctona, ossia è proprio italiana, stiamo parlando dell’orso marsicano, mentre l’altra metà, come l’orsa Daniza è alloctona, trasferita dai parchi della Slovenia e della Bosnia alle nostre Alpi centro orientali. Parliamo ora della vicenda dell’orsa Daniza: Tutto è iniziato dalla leggera aggressione di questo plantigrado nei confronti di un cercatore di funghi che alla vista dei due orsacchiotti, invece di continuare a camminare, si è fermato dietro un albero ( così ha riferito alla stampa) per osservarli meglio. Questo suo comportamento è suonato per la mamma orso come un atteggiamento pre- aggressivo. Da qui l’intervento dell’orsa che ha ferito leggermente l’uomo. Ferito leggermente perché avrebbe potuto tranquillamente ucciderlo, vista la grande forza che caratterizza questi animali. A quel punto, salvati cielo!! I dirigenti della Provincia di Trento hanno dapprima decretato l’abbattimento dell’animale e poi, preoccupati dalle reazioni degli animalisti, hanno deciso di catturarla. Ma nel fare quest’operazione invece di addormentarla con il narcotico sono riusciti ad ucciderla. Se invece l’avessero lasciata in pace non sarebbe accaduto nulla e si sarebbero salvati anche i suoi due cuccioli, si perché questi orsacchiotti sono ancora troppo piccoli per cavarsela da soli. Gli animalisti e gli zoologi temono per il loro futuro, perché sono stati svezzati solo da pochissimo, quindi incapaci di procurarsi il cibo da soli e poi potrebbero essere uccisi da altri orsi o finire travolti da qualche auto. Insomma i signori che hanno deciso la cattura di Daniza hanno fatto un bel casino… Giusta a questo punto l’indagine della Forestale sui fatti che hanno portato alla morte l’orsa. Sempre la Forestale sta anche indagando sulla morte dell’orso marsicano. La colpa di tutto questo alla fine è di quel cercator di funghi che invece di continuare sui propri passi si è fermato a guardare gli orsacchiotti, atteggiamento questo che nel mondo animale è come un’aggressione; giusta quindi la reazione della mamma orso. Ma qui stampa e animalisti non hanno colto “la finezza” nell’atteggiamento aggressivo dell’orsa nei confronti dell’uomo. L’orsa Daniza ha solo avvertito l’uomo d’andarsene, non è andata oltre, l’ha solo graffiato. Questo comportamento naturale, ma calibrato dell’animale, avrebbe dovuto indurre gli addetti alla cattura dell’orsa a lasciar stare e, invece no! E così è morta. Questi signori avrebbero dovuto dotare le zone frequentate dai plantigradi di cartelli in varie lingue capaci di dare informazioni utili a chi deciso da avventurandosi nei boschi frequentati da grossi animali. Resta il fatto che l’introduzione di animali nuovi in ambienti con una biodiversità specifica e rigorosamente equilibrata, formatasi in decenni o in secoli, va realizzata “ cum grano salis”, ossia valutando che tale introduzione non comporti profondi squilibri tra gli animali autoctoni e l’ambiente in generale. La storia passata e recente dimostra che per la dabbenaggine degli uomini si sono avuti danni agli ecosistemi in alcuni casi irreversibili in molte aree del mondo, vedi i conigli in Australia, il pesce siluro nei nostri fiumi e i cinghiali e gli scoiattoli americani nei nostri boschi e riserve naturali. Se non si è all’altezza di comprendere questi delicati meccanismi naturali e se proprio, per fini turistici, si vogliono portare grossi animali all’interno di parchi e riserve naturali, consigliamo di rivolgersi ad una famosa azienda giapponese che costruisce animali esotici meccanici che fanno tanto rumore e impressione, ma che non arrecano danni. ********************** A questo punto Accademia Kronos fornisce alcuni elementi utili da utilizzare in eventuali tabellazioni o in opuscoli per escursionisti di boschi che ospitano orsi o altri animali selvatici di grossa taglia come: cinghiali, linci europee, lupi, ma soprattutto orsi. Va subito detto che questi animali hanno una grande paura dell’uomo e lo aggrediscono solo se rappresenta un pericolo soprattutto per la loro prole. Difficilmente comunque si potranno incontrare linci e lupi, è più facile imbattersi in qualche orso. Ecco quindi alcuni consigli: Per prima cosa se incontrate un plantigrado, ma anche una lince, un lupo o un cinghiale, non  perdete la calma. Non scappate, non correte, ma continuate senza fissare l’animale ( guardare direttamente un animale selvatico è un segno di sfida ) per il vostro sentiero. Se l’animale è sul vostro sentiero noterete che questo se ne andrà via, importante non perdere la calma e dimostrare decisione nel continuare a camminare come prima dell’incontro. Gli orsi in particolare sono animali curiosi e quindi potrebbero alzarsi sulle zampe per osservarvi meglio, in questo caso controllate il movimento dell’orso con la coda degli occhi e continuate a camminare allontanandovi. Soprattutto gli orsi maschi giovani, come gli umani, sono più esuberanti, quindi potrebbero fingere un attacco e fermarsi a pochi metri da voi. Se in quel momento, presi dalla paura, cominciate a scappare, a correre, allora invogliate il plantigrado ad attaccarvi veramente, se invece continuate sui vostri passi con calma, vedrete che l’orso se ne andrà via. Attenzione però se vedete dei cuccioli, in quel caso la madre vi sta osservando e se vi fermate a guardarli, a toccarli o a scacciarli, per voi sono guai. L’orsa vi aggredirà, ma questo accade anche per le linci e i cinghiali. Quindi continuare a camminare fingendo di non esservi accorto dei piccoli. Se i cuccioli stanno proprio sul vostro sentiero e non se ne vanno via cercate di prendere un’altra via, senza correre. Se invece l’orso ha deciso di aggredirvi, perché avete commesso qualche azione mal interpretata dall’animale, raggomitolatevi, proteggetevi e riparatevi con quello che avete ( zaino, bastoni, ecc.) e cercate di allontanarti senza correre. Prudenza estrema se invece si incontra un animale ferito, in questo caso sarà bene cambiare sentiero ed allontanarsi il più lontano possibile. L’animale ferito diventa automaticamente aggressivo. Consiglio finale molto utile è quello di non andare mai da soli nei boschi, ma almeno in compagnia di un'altra persona. ************************************ Orse e lupi, in Italia non c’è spazio per la natura di Ferdinando Boero* ( pubblicato su “La Zampa”) Il caso dell’orsa uccisa con una eccessiva dose di narcotico sta ricevendo grandissima attenzione. Si arriva a chiedere le dimissioni del ministro dell’Ambiente per l’assassinio (sic) dell’orsa. Mi viene in mente la storia di King Kong, come la dipinse Frank Zappa. Riassumo: c’era uno scimmione che viveva tranquillo e beato sulla sua isola, arrivarono degli uomini e lo presero, portandolo a casa propria, per farlo vedere a tutti. E poi lo uccisero. L’orsa è stata presa dalla Slovenia e portata in Italia, in modo che anche noi potessimo dire: ci sono gli orsi nei nostri boschi. Ma poi si è comportata da orsa, e questo non va bene. La natura ci piace tanto, ma deve stare al suo posto, non deve disturbare. Se disturba diventiamo letali. Lo stesso succede con i lupi. Da una parte siamo contenti che tornino, dall’altra pretendiamo che «stiano al loro posto». L’atteggiamento è identico nei confronti degli squali. Ci commuoviamo quando vediamo che vengono sterminati per prendere le pinne, ma poi esigiamo che non ce ne siano nelle acque in cui facciamo il bagno. Tutto questo la dice lunga sulla cultura che abbiamo sviluppato, soprattutto in Italia. Non c’è spazio per la Natura in quella che chiamiamo Cultura. La Natura trova spazio solo sotto forma di edulcorate storielle che i giornali amano pubblicare, soprattutto in estate quando si devono riempire le pagine e i commentatori di cose serie sono in vacanza. Ci sono fior di programmi sulla natura, in tutte le reti. Ma anche in questo caso, di solito, si raccontano edulcorate storielle. Non parliamo della scuola. La Natura proprio non esiste. Magari è stata messa nei programmi, ma il massimo rilievo viene dato alle discipline umanistiche e alla matematica, ritenuta sufficiente per avere un solido substrato culturale in campo scientifico. Ma la matematica non ci insegna come funziona un ecosistema, o quale è il ruolo dei predatori apicali nelle reti trofiche. Ruolo dei predatori apicali nelle reti trofiche… chissà se tutti capiscono. La matematica ci può aiutare a esprimere con rigore questi concetti, ma non ci dà i concetti. Un percorso educativo che dà così scarso rilievo alla Natura non può che dare questo risultato: il nostro Paese sta distruggendo il proprio patrimonio naturale senza porsi tanti problemi. Ci creiamo qualche alibi introducendo qualche specie carismatica, ma poi non siamo in grado di convivere con queste specie semplicemente perché non abbiamo la cultura per farlo. A livello individuale questi errori di valutazione sono diffusissimi. Gli amanti dei cani, nel nostro Paese, spesso indirizzano le proprie scelte su razze selezionate per aggredire, per difendere il territorio, per combattere. Si compra un bel cucciolotto di rottweiler e poi ci si accorge che non è molto gestibile. In Italia i cani aggressivi di solito se la prendono con i padroni, con i loro figli o con i figli dei loro amici. E ogni volta, dopo tragedie che a volte portano a esiti fatali, c’è sorpresa: era così buono. I cani abbandonati sono proprio come l’orsa uccisa. Prima si comprano, e poi ci si accorge che non fanno per noi. L’Italia è l’unico Paese europeo occidentale dove si può morire a causa dell’aggressione di branchi di cani. Per il momento di persone sbranate da lupi e orsi non se ne segnalano. Si parla tanto di riforma della scuola. Il problema viene affrontato da molti punti di vista, soprattutto riguardanti l’edilizia e il personale. Ma di adeguamento dei programmi non se ne parla. D’altronde, se si pensasse di modificare i programmi, nelle commissioni ministeriali non verrebbero certo chiamati i naturalisti. Se tutto questo avesse ripercussioni sulla gestione di una specie introdotta artificialmente (come l’orsa slovena deportata in Italia) non ci sarebbe molto da dire. Ma il nostro patrimonio naturale è stato devastato dovunque, e le conseguenze economiche di questa devastazione sono gravissime, per non parlare dei morti. L’unica grande opera veramente necessaria è la rinaturalizzazione del territorio, in modo che ricominci a funzionare per bene. Per farlo dobbiamo ritornare in armonia con la Natura. Ma la cultura dominante non comprende la Natura, a cui viene dato un valore eminentemente estetico mentre se ne ignora l’importanza sul nostro benessere e su quello della nostra economia. Parliamo sempre di capitale economico e non ci interessa il capitale naturale. Le decisioni sono prese dando priorità all’economia rispetto alla natura. Come se le leggi dell’economia fossero più forti delle leggi della natura. Ovviamente dopo ogni catastrofe naturale si dice che dobbiamo fare qualcosa per prevenire i disastri, ma poi non facciamo mai niente, fino all’emergenza successiva. Oppure risolviamo la questione coprendo di cemento qualche costone pericolante. Avremmo speso meno se avessimo fatto un buon uso dell’ambiente, invece spendiamo molto di più per far fronte alle emergenze causate dalla nostra ignoranza. E continuiamo a comportarci da ignoranti.   Mi spiace per l’orsa uccisa, mi spiace per i suoi cuccioli oramai orfani. Ma non poteva essere altrimenti in un Paese che ha espulso la Natura dalla propria cultura. * Professore di Zoologia  - Università del Salento ************************************ NUOVI SPIAGGIAMENTI DI CETACEI IN ADRIATICO Sette capodogli si sono arenati sulla spiaggia di Punta Penna a Vasto in provincia di Chieti, nella notte tra l’11 e il 12 settembre. Tre esemplari sono morti quasi subito, due sono stati liberati nel primo pomeriggio e gli ultimi due hanno preso il largo poche ore dopo. I sette cetacei sono stati scoperti da un gruppo di surfisti che ha dato immediatamente l’allarme. Vincenzo Olivieri, presidente del Centro Studi Cetacei Onlus avverte: “Non vuol dire che potranno essere salvi, perché bisogna vedere come si comporteranno nelle prossime ore. In particolare il secondo capodoglio presentava delle ferite ed aveva in bocca una rete da pesca”. Nelle prime ore del pomeriggio anche gli ultimi due esemplari arenati hanno preso il largo accompagnati simbolicamente da una ventina di volontari. ************************************ RADUNO NAZIONALE OPERATORI DEL CONTROLLO AMBIENTALE Riservato a  chiunque attivo nel controllo del territorio contro crimini e abusi ambientali Sabato prossimo, 20 settembre, ci si incontra tra ambientalisti, osservatori e guardie ambientali al lago di Vico presso il camping Natura. Un’occasione in cui oltre che a conoscerci tutti e apprendere le esperienze di ognuno, si potrà partecipare, soprattutto la mattina, agli incontri con scienziati che parleranno dei cambiamenti climatici e di come affrontarli, di norme giuridiche e di leggi esposte dal noto magistrato ambientalista Maurizio Santoloci e poi, nel pomeriggio, si parlerà di agricoltura e difesa dall’uso indiscriminato dei fitofarmaci chimici. La domenica successiva sarà dedicata a tematiche relative all’educazione scolastica e ad altre iniziative sul territorio.  Si parlerà anche di una proposta di legge che dovrebbe tendere a mettere un po’ d’ordine nel variegato mondo della vigilanza ambientale. Se il tempo sarà clemente è prevista anche un’escursione presso una grotta misteriosa e magica posta sopra un vicino vulcano spento.  Si mangerà cucina mediterranea nel camping, nonché, volendo, si potrà anche dormire nei bungalow. Si può arrivare anche il venerdì sera e trovare alloggio per la notte o al camping stesso o in alcuni alberghi vicini. Chi interessato anche solo a partecipare all'incontro di settembre al Lago di Vico telefoni alla Segreteria di AK oppure mandi una e mail. LUOGO     : LAGO DI VICO (VT) - VILLAGGIO NATURA ( www.camping-natura.com ) PERIODO  : 20/21 settembre 2014   SEGRETERIA DI AK AL N. 0761.093080 - 338.8513915 – e mail: ak@accademiakronos.it ************************************   SOPRAVVIVERE Molti nostri lettori da tempo ci rimproverano del fatto che riportiamo situazioni critiche che caratterizzano gli equilibri e la vita su questo pianeta, ma che poi diamo pochi consigli su come difendersi da tali situazioni. Grazie a questa legittima richiesta abbiamo deciso di aprire una nuova rubrica settimanale che chiameremo: “ SOPRAVVIVERE”. Questo è uno spazio in cui si accettano liberamente Vostri contributi. Ma quali sono i principali rischi che ci fanno temere per il nostro futuro? La prima paura è che si attui quel diabolico progetto di riduzione della popolazione mondiale ( vedi nostro servizio nel notiziario n. 33: “Per alcuni economisti solo una guerra mondiale risolverà i problemi attuali”) attraverso un conflitto planetario. Questo timore è avvalorato non tanto dalla nascita dei Califfati del terrore islamici, quanto dalla provocazione USA e Ue nei confronti della Russia, che la sta obbligando ad adottare contromisure che ogni giorno diventano sempre più pericolose. La seconda paura è che il disastro finanziario ed economico di tutta l’Europa e in primis d’Italia ci porti alla fine a situazioni di completa povertà, in cui  anche mangiare potrebbe diventare un lusso. E poi il rischio di nuove e sempre più minacciose epidemie che dall’Africa e dall’Asia potrebbero giungere anche da noi. Infine, non dimentichiamoci il repentino e irreversibile cambiamento in negativo del clima soprattutto in Europa. L’Estate appena trascorsa è un  indicatore da non sottovalutare. Queste ed altre paura ci obbligano a pensare ad un “piano B”, ad una sorta di uscita di sicurezza nel caso uno o più di questi timori possano trasformarsi in realtà. Come primo contributo a questa nuova rubrica riproponiamo parte di un servizio a firma di Filippo Mariani apparso sul nostro notiziario a dicembre del 2011 e che ancora può ritenersi attuale: I G S S (Gruppi di Solidarietà e di Sopravvivenza) di Filippo Mariani …..In tutto questo ( era stata fatta una profonda analisi dei rischi oggettivi sull’Europa del futuro) cosa centrano i Gruppi di Solidarietà e di Sopravvivenza (GSS) ? Centrano e come! Se crolla l'euro perché le manovre speculative e politiche internazionali avranno vinto,  oppure perché è scoppiata la guerra tra Paesi Arabi e l'Occidente ( e oggi tra Russia e USA ), il popolo europeo e in particolare il nostro, potrebbe trovare difficoltà nel continuare in una vita normale. Dove trovare da mangiare, dove curarsi, dove vestirsi, dove rifugiarsi? Forse Paesi più organizzati e seri del nostro, vedi quelli scandinavi, la Germania e la stessa Inghilterra, sicuramente riuscirebbero ad aiutare i propri cittadini nei momenti difficili, ma è legittimo nutrire forti dubbi sulla capacità di nazioni come la Grecia, L'Italia, la Spagna e il Portogallo. In questi ultimi Paesi ognuno dovrebbe arrangiarsi da solo. Regnerebbe così il caos, la violenza delle bande, l'inettitudine dei pochi politici sopravvissuti. E' allora?  E allora perché non pensare di organizzarsi in gruppi di sopravvivenza; in gruppi di 10 o 20 famiglie al massimo in cui trovare la solidarietà necessaria per sopravvivere ad eventuali situazioni limite? Non è fantascienza è solo prevenzione. Perché non pensare di prevedere e prevenire quello che, ci auguriamo, non debba mai accadere? Se tutte queste fosche previsioni non dovessero avverarsi, sarà stato per molti un esercizio, quasi un gioco, senza arrecare danni a persone e cose, solo una esercitazione preventiva. Poi ognuno tornerà a fare quello che ha sempre fatto e i GSS potrebbero restare come un momento di aggregazione tra amici. Ma se invece le previsioni più nere dovessero avverarsi, il non essersi organizzati in tempo potrebbe rappresentare una catastrofe ulteriore per molte famiglie. Di come organizzare nel dettaglio i GSS, ne parleremo nel prossimo numero, al momento basta riflettere su quanto sin qui scritto e poi effettuare una scelta. All'inizio si possono consultare amici e parenti, esporre loro il progetto e valutare la fattibilità. Si può partire con un gruppo formato con almeno 10 famiglie e tra queste individuare chi possiede un pezzo di terra agricola fuori città. Serviranno anche persone competenti nell'utilizzo di energie caloriche ed elettriche ricavate dal fotovoltaico o dall'eolico e poi un medico, un paio di artigiani delle costruzioni in legno e, ovviamente, esperti in agricoltura e zootecnia. Tutte queste persone dovranno elaborare un piano di sostentamento alimentare in caso di crisi e, in caso di peggioramento della situazione, prevedere anche un eventuale trasferimento fuori città, sul terreno agricolo già inserito nel GSS. Cosa fare dopo è un passaggio più tecnico e articolato, di cui ne parleremo nel prossimo numero. Al momento basta valutare se la creazione dei GSS è un percorso fattibile, il resto verrà dopo. Qualcuno legittimamente potrebbe obiettare e chiederci: - La situazione è così drammatica come descritta fin qui, al punto di organizzarci in gruppi di sopravvivenza? Non è questa pura fantascienza? Forse si e forse no! Ma allora perché aspettare che gli eventi possano ulteriormente precipitare senza muovere un dito, senza almeno cercare un piano B per sé e per la propria famiglia? Dobbiamo ragionevolmente valutare tutto senza isterismi, esaltazioni o completo menefreghismo; valutare se è il caso oppure no di pensare a qualche scappatoia qualora la situazione già pesante dovesse ulteriormente precipitare. Ma intanto tra amici potremmo pensare non alla grande fuga dalle città, come si è visto in passato in molti film di fantascienza, ma ad organizzarci per costituire un semplice gruppo di acquisti di generi di prima necessità. In questo modo oltre al beneficio per l'abbattimento dei costi dei generi alimentari, si potrebbe sperimentare in maniera molto soft l'eventuale istituzione di un GSS. Aspettiamo comunque le risposte del pubblico; noi abbiamo lanciato l'idea ed abbiamo anche elaborato un percorso per far diventare operativo un GSS, sta ora a voi valutare e decidere.   ************************************ APPUNTAMENTI                 COME DIFENDERSI DALLE TASSE INIQUE, DALLE CARTELLE PAZZE, DALLE EVENTUALI USURE BANCARIE E DA TANTE ALTRE INGIUSTIZIE FISCALI IL GIORNO 18 SETTEMBRE - ALLE ORE 17, PRESSO L'AULA CONVEGNI DI ACCADEMIA KRONOS, L'ORGANIZZAZIONE IN TEMPO ROMA INCONTRERA' I CITTADINI DESIDEROSI DI RISPOSTE OPPORTUNITA' CONCRETE DI DIVENTARE SOGGETTI ATTIVI NEL AIUTARE SE STESSI E GLI ALTRI AD USCIRE DAL PANTANO DELLE USURE E DELLE TASSE INIQUE ACCADEMIA KRONOS - RONCIGLIONE - VIA CAPRANICA N.14/A - INGRESSO LIBERO - PER INFO: 389.8942915 - DIEGO ************************************     3198 Su Facebook, visita la nostra pagina ed entra nella community con un mi piace ! 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Presente a Villa Buon Respiro per la riscoperta delle tradizioni locali /occhioviterbese/index.php?option=com_content&task=view&id=25844 www.occhioviterbese.it 2014-09-15 17:46:24 “Quando la passione diventa spettacolo”: questo il nome della manifestazione che si è tenuta nel maneggio del Centro di Riabilitazione Equestre di Villa Buon Respiro. L'evento, organizzato dalla Fondazione Silvana Paolini Angelucci in collaborazione con il maneggio di Villa Buon Respiro e l'Associazione Passione Caitpr, con il patrocinio del Comune di Viterbo e grazie all'aiuto di Coldiretti Viterbo e del Gruppo Bernabei, azienda di riferimento nazionale per quanto riguarda il beverage specializzato, ha visto in campo una serie di appassionati e di artisti molto vicini alla struttura. «Come Coldiretti Viterbo – hanno sottolineato il presidente Mauro Pacifici ed il direttore Andrea Renna entrambi presente alla rassegna – abbiamo ritenuto di collaborare per questa iniziativa poiché la riteniamo perfettamente in linea con le attività di Agrimercato Tuscia e Campagna Amica. L’appuntamento ha permesso, tra l’altro, di presentare uno spaccato delle migliori produzioni della Tuscia grazie ai nostri imprenditori agricoli. Auspichiamo che anche in futuro si possano, in sinergia con l’importante struttura, concretizzare percorsi comuni tesi a porre in evidenza tradizioni che spesso, a torto, vengono, purtroppo trascurate».  Bello e accattivante, oltre che seguito ed apprezzato da oltre 300 persone, “Tutti in carrozza”, occasione per provare l’esperienza di essere trasportati in carrozza; e lo  show composto da varie esibizioni equestri di diversi gruppi, tra cui l’immancabile Carosello di Villa Buon Respiro. «L'intento», ha detto Annalisa Parisi, Presidente dell’Associazione Passione Caitpr, «è quello di portare in scena Cavallo e Territorio”, legando le numerose attività che impegnano tanti appassionati ed allevatori in un luogo simbolo come il Centro di riabilitazione equestre di Villa Buon Respiro che del cavallo ancor prima di un mezzo fa il proprio messaggio». «I valori fondanti della manifestazione, che poi sono gli stessi valori che caratterizzano il nostro lavoro di ogni giorno», spiega la Dott.ssa Daniela Zoppi, responsabile del Centro Equestre di Villa Buon Respiro, «sono la riscoperta e la tutela delle tradizioni del nostro territorio. Riportare alla luce queste tradizioni e celebrare questi valori sono la base su cui si regge l’evento».]]> Castiglione in Teverina - Festa della vendemmia 19 - 20 settembre /occhioviterbese/index.php?option=com_content&task=view&id=25843 www.occhioviterbese.it 2014-09-15 17:42:31 Settembre è il mese della vendemmia e a Castiglione in Teverina si festeggia il rito che, nella sua storia contadina e vitivinicola, ha sempre rappresentato, e lo è ancora oggi, il momento in cui il lavoro nella vigna, ma anche la creatività e l’ingegno, producono finalmente i propri frutti.   Sono i giorni in cui la Città del vino della Teverina è animata dal passaggio delle uve che dalle vigne giungono alle cantine, dove esperti cantinieri ed affermati enologi sono pronti ad accoglierle e ad esaltare le peculiarità offerte dal territorio dando vita ad un vino apprezzato ormai in tutto il mondo.   E se a Castiglione in Teverina la storia della vite, dell’uva e del vino si è sempre intrecciata con quella del cibo e della festa, non potevano mancare momenti di convivialità dedicati al rito della vendemmia.   Nelle serate di Venerdì 19 e Sabato 20 settembre il monumentale MUVIS – Museo del vino e delle Scienze agroalimentari aprirà le proprie porte con eventi culturali, musicali e gastronomici organizzati dal Comitato festeggiamenti con il patrocinio  dall’Amministrazione comunale.   Saranno proposte cene con piatti tipici, originali ed appetitosi abbinati ai vini del territorio; alla pigiatura con i piedi dell’uva si accompagneranno spettacoli itineranti e intrattenimenti musicali che faranno da cornice alle due serate in cui l’allegria e il divertimento immancabilmente animeranno lo spirito della festa.]]> Tarquinia, quintali di vegetazione abbandonanti in strada al Lido /occhioviterbese/index.php?option=com_content&task=view&id=25842 www.occhioviterbese.it 2014-09-15 17:38:42 L’assessore Celli: «Abbiamo già individuato i responsabili, che saranno sanzionati»   «È un peccato che di fronte a questi episodi eclatanti d’inciviltà non ci sia mai nessuno a riprendere di nascosto con cellulari e telecamere, come invece avviene sui social network per screditare il lavoro dei netturbini». Lo afferma l’assessore all’ambiente Sandro Celli, commentando l’abbandono, avvenuto questa mattina di una grande quantità di vegetazione all’incrocio tra via Scott e viale Cristoforo Colombo, al Lido. «La buona notizia è che, grazie all’impegno del personale della ditta, della Polizia Locale, nelle figure dei vigili urbani Vittorio Fratini e Paolo Monti, e di alcuni residenti, siamo già risaliti ai responsabili, che saranno sanzionati. - prosegue - È sconcertante quanto qualche cittadino non abbia il minimo rispetto per il decoro urbano e getti quintali di vegetazione nelle strade, addirittura a ridosso di uno stop. Per garantire un servizio efficiente di raccolta dei rifiuti è importante la collaborazione di tutti: dagli operai, ai cittadini, fino all’Amministrazione Comunale, consapevole che ci sono aspetti da migliorare e che occorra lavorare in questa direzione».]]>