 “Per mettere in rete agricoltura, turismo e cultura a Tuscania”
“Si respira un clima nuovo, sento tante persone che hanno voglia di cambiare, di fare una scelta per il futuro della città”. Serenella Pallottini, candidata a sindaco per “Tuscania partecipa”, negli ultimi giorni di campagna elettorale continua a fare incontri e spiegare i programmi, insieme a tutti i candidati. A sostenerla anche Giovanna Melandri, arrivata apposta da Roma. “Quando parlo di futuro - spiega Pallottini - ho in mente un’idea nuova per Tuscania, in ogni campo: turismo, cultura, agricoltura. E abbiamo una risorsa mai valorizzata, che unisce tutti e tre gli aspetti, questa risorsa si chiama Riserva naturale di Tuscania”.
Istituita nel 1997 con legge regionale, la Riserva naturale si estende per circa 1.900 ettari compresi interamente nel comune di Tuscania. L’ente gestore è la Provincia di Viterbo che, in collaborazione con il Comune di Tuscania, la gestisce con le finalità di garantire e promuovere la conservazione e la valorizzazione del territorio e delle risorse naturali e culturali dell'area, tutelare e recuperare gli habitat naturali, conservare le specie animali e vegetali, promuovere lo sviluppo economico e sociale delle comunità locali interessate e valorizzare le risorse naturali a fini educativi e ricreativi. “La Riserva - sostiene Pallottini - comporta ovviamente dei vincoli, ma infinitamente di più sono le opportunità che offre. Ci sono tantissime aziende che insistono sul terreno della Riserva e - pochi lo sanno - esistono fondi regionali stanziati appositamente per lo sviluppo e la promozione dei prodotti. Bisogna vedere l’azienda come entità multifunzionale, in modo da sviluppare altre fonti di reddito: alcune aziende già lo fanno, sono state capaci di accorciare la filiera e di creare, ad esempio, percorsi naturalistici a piedi o a cavallo”.
“Inoltre – spiega ancora la candidata di “Tuscania partecipa” – pensiamo ad un marchio per i prodotti della Riserva: si potrebbero spuntare prezzi più alti nei mercati e valorizzare le nostre produzioni. Creare una rete di questo tipo consentirebbe altresì di recuperare le tradizioni, nell’ottica di quel marketing territoriale sconosciuto a queste latitudini. Per fare ciò - conclude Pallottini - non c’è bisogno di grandi investimenti, serve soltanto saper cogliere le grandi opportunità che la legge dà e che la passata amministrazione Cappelli, come tutte quelle guidate da Brachetti, non hanno saputo fare”. {affiliatetextads 1,,_plugin}
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