 Grande partecipazione di appassionati al raduno di “Vespe” d’epoca “Piaggio” che ha animato il centro storico di Viterbo la scorsa domenica. La prima edizione del raduno nazionale di scooter “Vespa” organizzato dal “Veteran Car Club” di Viterbo, rappresentato dal Sig. Gherardo Spicciani e dal neonato gruppo di vespisti viterbesi “Svalvolati in Vespa”, è stata una straordinaria occasione di sana aggregazione ma anche di intelligente promozione della nostra città. Il programma ha avuto inizio alle ore 8 in piazza del Plebiscito dove, dopo l’iscrizione dei partecipanti al raduno ed una colazione presso il bar della piazza, il sindaco Giulio Marini ha salutato gli intervenuti. Tra le parole del Sindaco, particolarmente gradite ai radunisti, un accenno alla stessa passione che ha animato, da ragazzo, il primo cittadino di Viterbo ed il suo apprezzamento per l’organizzazione dell’evento motociclistico voluto proprio in concomitanza delle innumerevoli manifestazioni di “Caffeina”. Ma “Vespa”, si sa, è un magico nome che richiama subito alla mente il marchio italiano della “Piaggio” diffuso in tutto il mondo e proiettato sui grandi schermi cinematografici come una icona degli anni della spensieratezza, dei primi viaggi e dei primi amori. Immagini che, incorrotte, si sono potute osservare anche domenica scorsa nella immutata gioia e nei volti solari dei giovani e meno giovani vespisti accorsi a Viterbo. Tra i partecipanti, oltre al nutrito gruppo dei viterbesi “Svalvolati in Vespa”, sono intervenuti equipaggi dei gruppi costituiti a Montefiascone, Vetralla, Civitavecchia, Sutri e Montalto di Castro per un totale di cinquanta storici mezzi. Per amore delle peculiarità che fanno onore a Viterbo ed ai viterbesi, dopo un giro turistico attraverso le vie del centro storico iniziato alle 11 con le consuete foto di rito, i radunisti sono stati attesi per una lunga sosta presso l’antico frantoio di Mario Matteucci, nel quartiere di Pianoscarano, per una degustazione della bruschetta condita con un prezioso olio extra vergine d’oliva ancora prodotto a freddo con metodo tradizionale direttamente dal titolare dell’azienda. La nota ospitalità e disponibilità del signor Mario Matteucci, inoltre, ha permesso ai partecipanti di visitare il “Museo storico oleario” allestito nei locali e nelle grotte dove, da tre generazioni, la famiglia Matteucci ha utilizzato e salvaguardato l’attrezzatura che ha scritto un meraviglioso capitolo di storia tutta viterbese, ad iniziare dal 1825. In quell’anno, infatti, prendevano forma i primi cordami in cocco prodotti dalla famiglia Matteucci. Un festoso pranzo rigorosamente a base di piatti tipici viterbesi, organizzato all’aperto presso un noto ristorante di piazza del Gesù, ha concluso la manifestazione. |