 “Ho ascoltato con estrema attenzione i vari passaggi degli amici del Popolo delle Libertà di lunedì sera come iscritto, davanti a parte dello stato maggiore del partito viterbese riunitosi. Il portarci a raccolta voluto dal coordinatore Giulio Marini è stato un segnale molto positivo che ha sancito l'apertura di un dibattito interno e la “riorganizzazione” del Pdl in vista del congresso. Penso che i giovani del Pdl presenti , compresi anche i 40enni come me, non siano più disposti a partecipare ai “giochini” romani e tantomeno continuare a far pagare al Pdl Provinciale un prezzo più alto di quello che stiamo già pagando nel vedere inutili diatribe per poltrone romane. Dobbiamo essere leali con chi vorrà e crederà nell’unità ed andrà avanti. E’ questa la condizione migliore per ricostruire un partito con la “P” maiuscola e renderlo meno “carismatico” ma più strutturato, pur riconoscendo a Berlusconi di essere stato il perno del partito che ha fondato, fatto crescere e consolidato. Nel Pdl si è coscienti che finora il partito e’ stato “trainato” da una persona con grande carisma che oggi esiste ancora, ma che si e’ molto “defilata” e ciò deve essere compensato con la costruzione di un partito degno di questo nome. Un partito essenzialmente composto da persone “perbene” che pretendano con forza la sua storia. Il Pdl è l’unico partito che ha fatto largo alla nuova generazione dei giovani. Alfano è nato nel 1970, come chi parla, mentre in tutti gli altri partiti imperano ancora “dinosauri” incapaci di staccarsi dallo stile politico dell'“inciucio” della “prima Repubblica”. Pur essendo degli anni ’70 ho vissuto tutte le fasi: dalla Dc al Ppi, al Cdu e quindi con il passaggio penultimo in Forza Italia. Abbiamo già assistito in passato, a livello provinciale, agli aspri confronti con Gigli & C. e sappiamo che hanno portato solo spaccature tra amici. L’invito all’amico Battistoni è quello di fermarci un attimo e riflettere ricordando che non è tempo di divisioni e vendette, ma tempo di fare tutti un passo indietro per il bene dei nostri elettori. Rimettiamoci tutti in discussione. Questo significa non dire “fuori tutti, e dentro per forza giovani”, ma dentro chi ha voglia di fare. Ora dobbiamo mettere in atto tutta la nostra democraticità e ripartire da zero. Per prima cosa penso al significato della parola “riorganizzazione”: creare le condizioni affinché si riformino gruppi di lavoro rappresentativi per aree e settori della vita sociale, come ad esempio quelli che erano i comitati di indirizzo della Dc, che ci servano proprio da esperienza. Seconda: creare momenti frequenti di assemblamento, unione e dibattito con i cittadini per riportare il senso della politica e quindi il riavvicinamento ad essa con i toni moderati ma incisivi che caratterizzano la politica, ma con il senso dell’amicizia, del rispetto e della pluralità. Terza cosa, non meno importante, andare al congresso con un sano dibattito per il bene del partito pur essendo tutti coscienti che è in quella sede che eventualmente affronteremo una discussione anche dai toni forti, ma comunque costruttiva e non negativa e logorativa. Per prendere spunto da una battuta di Andreotti, oggi non è più il tempo del potere logora chi non ce l’ha, ma il potere logora chi vuole tenerlo a tutti i costi. Dobbiamo tornare a pensare la politica come servizio al cittadino ed avere una visione che si identifichi in una vera e propria missione. Diversamente saremo rigurgitati dalle ideologie millantatorie che via web oggi mettono tutto in discussione e il bene viene trasformato nel perfetto contrario. E questo non dovrà accadere. Noi dobbiamo tornare a guardare la gente in faccia. FABRIZIO GIONTELLA Simpatizzante PdL |