 Viterbo potrebbe essere la città più ricca d’Italia se solo cominciasse a sfruttare le diverse tipologie di turismo che possiede, quello Termale, Religioso, Storico, Archeologico e Culturale a tutto tondo, con la promozione di tutti i suoi prodotti agricoli. Dobbiamo cambiare la nostra visione di città, rispettandola, dobbiamo essere gelosi di ogni nostro sampietrino, capire che il primo promotore turistico, è il turista stesso quando finisce il suo soggiorno e torna nel suo paese. Oggi abbiamo il turista delle due ore, la sua visita comincia, insieme al calvario, da piazza del Plebiscito poi via San Lorenzo con lo slalom tra le auto parcheggiate quelle in movimento e l’immondizia abbandonata, auto che spesso troviamo parcheggiate anche sulle scale del 1200, della stupenda piazza del Gesù. Proseguono sfilando in piazza della Morte e una volta raggiunto il Duomo, s’inebriano alla vista del palazzo Papale che spesso è chiuso. Poi passano anche per San Pellegrino, si rendono conto della bellezza persa nella desolazione e via di corsa per altri paesi limitrofi, dove si fermano a pranzo, perché qui a Viterbo non si fermano neanche a mangiare, i soldi li portano da un’altra parte. Non tutti sanno che il presidente dell'Archeoclub di Pesaro, ha recentemente organizzato una gita a Viterbo e non hanno potuto visitare né Norchia, né Castel d'Asso inoltre hanno trovato Ferento in stato di abbandono. Gli è piaciuta Vitorchiano! Senza nulla togliere a Vitorchiano, ma è il colmo ...... e Viterbo? I nostri siti archeologici sono in completo abbandono, è ora di darli in gestione a chi sa fare quel lavoro. Basta guardare con invidia Vulci per capire che tutte le amministrazioni susseguitesi a Viterbo hanno turisticamente fallito, gli enti responsabili non sono capaci di gestire i nostri siti archeologici? Diamoli in gestione e creiamo lavoro e senza fare eventuale ostruzionismo che da altre parti non ne fanno e funzionano. Ogni città ha la sua festa religiosa, noi abbiamo Santa Rosa, peccato che è soltanto per tre giorni. Dovremmo avere il turismo religioso tutto l’anno, abbiamo delle chiese stupende, abbiamo Palazzo Papale! Turismo termale …. Quale? A Viterbo sono quaranta anni di chiacchiere al vento con i proclami politici e circa venti campagne elettorali (tutte con le stesse promesse), il nulla di fatto, è sotto gli occhi di tutti. C’è già chi ci farà la prossima campagna elettorale. Siete tutti pronti ai segnali di FUMO? Turismo culturale, è vero che molti eventi hanno bisogno della bella stagione perché devono essere fatti all’aperto, ma non è possibile concentrare tutto nei mesi di maggio, giugno, luglio e settembre, un coordinamento con l’ufficio comunale preposto per concordare e diluire gli eventi nell’arco di tutto l’anno, non sarebbe male ma auspicabile, anche a Viterbo abbiamo “l’anno” formato da dodici mesi. Marco Cataudella |