 Nell’odierna mattinata, militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Viterbo e del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Viterbo, hanno eseguito un’importante operazione di servizio (c.d. “Operazione Casa Dolce Casa”) nel settore dei reati contro la Pubblica Amministrazione che ha permesso di smantellare una vera e propria associazione per delinquere operante da svariati anni e finalizzata alla commissione del reato di concussione, concretizzatosi nell’indebita percezione di denaro di privati cittadini (spesso famiglie indigenti) in cambio dell’occupazione di alloggi popolari gestiti dall’A.T.E.R. (di Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale).
L’indagine – diretta dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo, Dott.ssa Paola Conti – ha avuto inizio nel mese di Febbraio 2012 dopo la denuncia sporta, presso la Guardia di finanza di Viterbo, da una donna che aveva ricevuto la richiesta di denaro al fine di ottenere in assegnazione un alloggio popolare e l’arresto in flagranza di reato, eseguito dai Carabinieri di Viterbo, di due soggetti extracomunitari che avevano occupato abusivamente un appartamento popolare dell’ATER nel quartiere “Santa Barbara” di Viterbo.
L’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere di oggi è solo uno degli atti conclusivi del servizio; ammonta infatti a 3 il numero dei responsabili dell’illecita condotta perpetrata.
Ciascuno degli indagati rivestiva un ruolo ben preciso: - I.A., cinquantaseienne di Capranica, approfittando della propria posizione di impiegato dell’A.T.E.R. di Viterbo, si occupava di segnalare gli immobili “liberi” che potevano essere occupati e al contempo di “sistemare” i documenti affinché tutto apparisse regolare (è ora detenuto presso la Casa Circondariale di Viterbo); - V.U., sessantenne di Viterbo, in qualità di dirigente a livello provinciale di un importante sindacato degli inquilini, veniva facilmente a conoscenza di situazioni sulle quali poter avviare l’attività delittuosa; a lui infatti si rivolgevano numerose famiglie in cerca di un alloggio popolare, disposte anche a versare somme di denaro pur di trovare una sistemazione abitativa. Una volta ottenute le somme di denaro pattuite, provvedeva a ripartirle con i complici (attualmente è agli arresti domiciliari in quanto arrestato il 21.03.2012 in flagranza di reato, mentre riceveva la somma di euro 700,00 da una donna extracomunitaria); - C.C., di anni ventitré di Viterbo, segnalava al predetto sindacato, gli inquilini “interessati” ad aderire al disegno criminoso e provvedeva materialmente allo sfondamento delle porte di accesso agli appartamenti che poi venivano occupati irregolarmente (arrestato in flagranza di reato il 29.02.2012 e già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma).
Significativo è il fatto che le somme pattuite venivano pagate in 2 “rate”: la prima (nella misura del 50%) all’atto dell’adesione al disegno criminoso; la seconda al momento dell’occupazione abusiva dell’alloggio popolare.
Complessivamente sono stati sequestrati euro 6.500,00 (tra contanti e titoli) quali pagamenti di potenziali inquilini a favore dei soggetti di cui sopra per l’assegnazione della casa.
Si stima che il “giro d’affari” abbia oltrepassato i 50 mila euro negli ultimi cinque anni.
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