Titolo: Call of Duty 4 Modern Warfare
Piattaforma: PC
Genere: FPS
Software house: Activision
Sviluppatore: Infinity Ward
Distributore: Activision Italia
N.giocatori: 1
Pegi: 16+
Questo l'arco temporale che separa il terzo capitolo della saga di
Call of Duty,
l'unico targato TreeArch prima della reentry di Infinity Ward, ed il
quarto, opportunamente sottotitolato Modern Warfare quasi a voler
sancire subito, al di là d'ogni dubbio, la cesura netta con il passato.
Diciamocelo francamente. Nonostante l'apprezzabile sforzo compiuto da
Electronic Arts
per rinvigorire il genere, aggiungendo al menu del suo Airborne
l'apprezzabile opzione del lancio iniziale con il paracadute e
l'implementazione dei miglioramenti delle armi, l'accoppiata FPS e
Seconda Guerra Mondiale aveva già segnato il passo da un pezzo.
Dopo aver passato ore a mangiare sabbia umida sulla spiaggia di
Omaha, vagare tra i bocages normanni, congelarci gli scarponi nelle Ardenne e prenderci colpi di sole in Nord
Africa, sentivamo tutti, chi più chi meno, il bisogno di qualcosa di nuovo.
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| La guerra è passata di qui... Si vede! | |
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| Veloci, silenziosi, letali! | |
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| Chissà perché, in queste occasioni piove sempre! | |
Magari, perché no, un'ambientazione più attuale e vicina ai drammatici
scenari presentati sui nostri teleschermi dai notiziari della sera,
come quella che un altro capolavoro, Battlefield 2, ci aveva fatto
assaggiare, però solo nella dimensione multigiocatore.
Anche alla Inifinity Ward, che pure deve allo scenario anni '40 la sua
fortuna con la serie COD, dovevano averne abbastanza di operazioni
Overlord, Market Garden e Varsity. La confezione di COD4, infatti, ci
porta avanti nel tempo fino ai giorni nostri, coinvolgendoci in prima
persona, è il caso di dirlo, in un'avvincente ed adrenalinica sequenza
di eventi bellici che citano a piene mani l'attualità più recente.
C'è il fondamentalismo islamico, ci sono gli scontri casa per casa in
stile Fallujah e Ramallah, la frenetica ricerca di contrabbandieri
nucleari nelle repubbliche ex-sovietiche e i colpi di mano notturni nei
panni neri di un incursore delle forze speciali. Il tutto condensato in
una trama che, ahimè, se ne va via in un massimo di 6 ore, un paio in
più se deciderete di giocare al massimo livello di difficoltà .
Il ritmo, sia che indossiate la mimetica da climi aridi del Corpo dei
Marines degli Stati Uniti che indossiate la tuta nera di un commando
del SAS britannico, non scende mai, coinvolgendo il giocatore in una
catena inarrestabile di eventi alternati da scene cinematiche che
spiegano l'evolversi della trama, spesso vissute in prima persona.
Il risultato è una storia ben confezionata e credibile, sia pure da un
punto di vista squisitamente “cinematograficoâ€, che non ha nulla da
invidiare ad un romanzo d'azione di Tom Clancy o Harold Coyle.
Basterebbe questo, tutto sommato, se supportato da una tecnica
discreta, a fare di COD4 un “must haveâ€. Invece no, siamo appena
all'inizio.
La tecnica del gioco distribuito da Activision, infatti, sia che si
parli di grafica sia che ci si addentri nel comparto sonoro, è anni
avanti alla concorrenza diretta. Magari non saranno sessanta, ma di
certo il primato un tempo appannaggio proprio di Battlefield 2 in
termini di fotorealismo e di effetti grafici e sonori passa ora
saldamente nelle mani dei programmatori della Infinity Ward. Ovviamente
tanta bellezza costa cara. A meno di non preferire alla versione PC
quella destinata alle console next-gen (quella per Xbox 360 supporta il
formato HD 1080, quella per PS3 solo il 720), per gustare il gioco al
massimo dei settaggi occorre dotarsi di una macchina piuttosto
performante, mettendo mano alle tasche se già non si possiedono
processore e scheda video di ultima generazione.
Altrimenti l'effetto globale non è comunque niente male, ma non si
potranno apprezzare taluni effetti di luce, shading e nitidezza delle
texture che, da soli, meritano il prezzo d'acquisto del gioco da
utilizzare come benchmark grafico high end come minimo per i prossimi
12 mesi.
Stesso dicasi per il sonoro. Se non avete ancora un impianto 5.1,
compratevelo. Solo così potrete far credere ai vostri vicini che uno
scontro a fuoco con tanto di esplosioni scuoti-mura e grida concitate
sta avendo luogo nel vostro appartamento. Anche le musiche possiedono
quei connotati epici che vi faranno venir voglia di scaricare gli mp3 e
riascoltarle sul vostro iPod, mentre vi recate al lavoro o a scuola. E
non finisce qui. Ultimo ma non meno importante, prima di parlare
doverosamente del multiplayer e concludere la recensione, viene il
gameplay, che qui naviga a livelli prossimi alla perfezione, pur
affidandosi doverosamente ad una generosa dose di scripting, necessaria
peraltro a garantire la cinematicità di molte scene e situazioni.
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| Lasciamo che le cannoniere diano una bella ripulita, prima | |
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| Tempo ideale per un voletto notturno! | |
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| La prossima volta, ricordiamoci di bussare! | |
Superato un tutorial nel quale impareremo i comandi di gioco e potremo
prendere le misure circa il livello di difficoltà alla nostra portata,
si viene proiettati subito in un'azione popolata da personaggi
comprimari degni di un buon film di
Hollywood,
probabilmente tra i migliori partners che abbiate mai avuto in uno
shooter. Dotati di un'IA decisamente superiore alla media, una volta
tanto i vostri alleati non solo eviteranno di farsi impallinare ogni
tre per due, pregiudicando i vostri sforzi di superare il prossimo
checkpoint, ma adotteranno comportamenti davvero fattivi ai fini del
gioco. Tanto per capirci, in più di un'occasione potreste vederli
afferrare al volo e rilanciare una granata che qualcuno aveva spedito a
rotolare tra i vostri graziosi piedini, oppure a fornire fuoco di
copertura alla vostra avanzata. O ancora potrete delegare loro, pur
nell'impossibilità di dare loro ordini diretti, la conquista di una
stanza gremita di nemici, approfittandone per tirare un attimo il fiato.
Il gameplay, inoltre, beneficia di un sistema premiante innovativo e
divertente come la possibilità di usufruire di una ricognizione di un
drone UAV quando si eliminano tre avversari di fila, di un attacco
aereo quando se ne fanno fuori cinque, o dell'intervento di un paio di
agguerriti elicotteri cannoniera quando il numero di kill consecutivi
raggiunge quota sette. Anche il sistema di classi, divise per abilitÃ
ed armamento, una volta padroneggiato fino allo sblocco di tutte e
cinque quelle disponibili, fornisce opzioni tattiche ineguagliate.
Oltre alla varietà dell'arsenale da scegliere, infatti, il nostro alter
ego potrà anche beneficiare di una scorta di “poteri speciali†come la
possibilità di sparare un ultimo colpo di pistola contro il nemico che
vi ha appena impallinato o il farsi letteralmente saltare in aria in un
ultimo atto d'autoannichilimento che porti con sé il maggior numero di
avversari possibile.
Si diceva della brevità della trama, infine, che vi porterà a sperare
ed attendere con ansia qualche add-on che vi consenta di tornare al più
presto sui campi di battaglia single player. A questo punto, un voto
negativo sulla longevità sarebbe stato pressoché obbligato, se
Infinity Ward
non avesse deciso di regalarci un sistema multiplayer capace di farci
passare notti insonni e di pregiudicare seriamente la qualità futura
della nostra vita sociale.
La possibilità infatti di sbloccare armi e poteri sempre migliori, man
mano che il punteggio conquistato online cresce, crea un'immediata
dipendenza nei confronti del gioco, accresciuta dalla qualità delle 15
mappe disponibili (chi ha giocato la demo ne ha potute visitare 3) e
dalle divertenti opzioni di gioco. Tra tutte Sabotaggio, nella quale i
giocatori devono minare con una bomba la base avversaria. Peccato che
chi porta con sé la bomba sia contrassegnato, durante l'ingrato
compito, di un'evidentissima scritta rossa “KILLâ€...
La possibilità , inoltre, di impostare l'opzione Vecchia Scuola, che
consente balzi alla Halo e dota di maggior energia vitale i giocatori,
oppure quella Hardcore, che al contrario prima tutti del radar e rende
ogni pallottola letale al 100%, permette di rendere ogni partita online
varia e differente, adattando il gioco allo stile stabilito dai
partecipanti.
Unica pecca, se così si può dire, è la grandezza non eccessiva delle
mappe che, se si decide di giocare in 32, potrebbero risultare un po'
troppo affollate.
Non credo di dover aggiungere molto altro. Conscio del fatto di come a
questo punto, vi stiano davvero prudendo le mani, non desidero
sottrarvi tempo prezioso che v'impedisca di raggiungere il vostro
rivenditore di fiducia prima della chiusura e di accaparrarvi una copia
del gioco.
Call of Duty 4 è l'FPS dell'anno e non ce n'è per nessuno. Nemmeno per Master Chief!
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| Sicuri che dobbiamo farcela proprio tutta a piedi? | |
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| Sparpagliarsi. Così offrite un bersaglio ideale per un lanciagranate! | |
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| Una fumatina prima d'andare in azione. | |