La notizia è ormai certa: la Regione Lazio in sede tecnica
di esame del Piano Regolatore del Comune di Acquapendente non ha approvato le
tre “aree residenziali turistiche” sostanzialmente accogliendo le mie
osservazioni allo strumento urbanistico. Non passa il piano di “villettopoli”.
Per me è motivo di grande soddisfazione come per tutti coloro che si erano
opposti a tale scelta sciagurata. Se il piano fosse passato così come era stato
approvato in sede di controdeduzioni con il voto dei consiglieri del PD e
dell’unico consigliere di minoranza presente, avremmo assistito ad
un’aggressione al territorio senza precedenti, con la realizzazione di circa
150 villette su tre aree a Trevinano, Torre Alfina e Acquapendente (loc. S.
Modesto) per un’area complessiva di 19 ettari e per quasi 50.000 mc.
edificabili.
Sono quantità impressionanti per un piccolo comune come il nostro che si sarebbero aggiunti ad un’espansione già eccessiva (ed anche questa è stata giustamente ridotta dai tecnici regionali) che si basava su una previsione di incremento demografico per i prossimi dieci anni di più di mille abitanti. La proposta era così scandalosa che tecnicamente non si reggeva in piedi. Nonostante questo in uno dei consigli comunali più tristi della nostra storia si è deciso di andare avanti senza sentire le ragioni di chi si opponeva, adducendo ragioni di sviluppo economico mentre era chiaro che si trattava di pure e semplici operazioni immobiliari a beneficio dei proprietari delle aree, senza la creazione di nessun posto di lavoro durevole.
Si chiude così una vicenda non esaltante che ha spaccato la maggioranza di centrosinistra che guida l’amministrazione comunale, con una scelta di semplice buon senso, purtroppo fatta da altri.
Fabrizio Pieri
Consigliere comunale di Sinistra Ecologia e LibertĂ
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