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Nascita Comitato Ospedale S.Anna di Ronciglione

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ronciglione2Si è svolta presso la sala dell’associazione Accademia Kronos la riunione del Comitato Ospedale S.Anna di Ronciglione. Presenti numerosi cittadini,  ha aperto la riunione Rosalinda Bucciarelli,  che ha chiesto l’impegno dei cittadini per il mantenimento dell’ospedale S.Anna.

Mantenimento delle sale operatorie del Day Surgery, della Ematologia dove ci sono attrezzature e strutture all’avanguardia che vanno ripristinate, dopo risolti i problemi , in particolare dell’acqua. Nel corso degli anni tutti gli ospedali si sono attrezzati con strumentazioni e con grandi  professionalità e questi non possono andare dispersi. Ha poi posto in risalto che la cosiddetta ristrutturazione dei servizi è in realtà un taglio dei servizi che vengono fatti in particolare nelle provincie.
Aver scelto di far nascere questo comitato significa ricominciare dal basso con la politica dei cittadini.

Raimondo Chiricozzi si è ancora soffermato sui motivi della nascita del comitato dicendo che il primo motivo è quello di coinvolgere i cittadini e far rinascere la partecipazione, facendo ritornare la politica in mano ad essi. Il secondo,  l’assenza a Ronciglione di iniziative contrastanti l’involuzione che sta prendendo la sanità pubblica, soprattutto nel Lazio e nel comprensorio servito dall’ospedale S. Anna di Ronciglione. Il terzo motivo,  mentre a Tarquinia,  a Civitacastellana,  a Montefiascone stanno organizzando le barricate in difesa dei loro ospedali,  a Ronciglione tutti stanno zitti, appecoronati alle decisioni della Regione.

“L’ospedale di Ronciglione - ha continuato Chiricozzi -  ha una lunga storia e se è vero che tutto si modifica con il tempo, dobbiamo pretendere,  però,  che ciò che i nostri avi hanno costruito,  venga salvaguardato.
Sappiamo anche della scelta effettuata dalla maggioranza del consiglio comunale di Ronciglione, di non votare l’ordine del giorno presentato dal PD.  Purtroppo notiamo la non presenza del Sindaco e del PDL,  maggioranza al Comune di Ronciglione,  sebbene tutti gli amministratori siano stati invitati.  Li inviteremo ancora perché crediamo che stiano facendo un grosso errore politico. Bisogna,  però,  lavorare per il coinvolgimento di tutti, cittadini e amministratori, perché l’ospedale di Ronciglione è un bene di tutti e quindi occorre, tutti insieme,  ricercare modi e mezzi per tutelarlo nell’ interesse di tutto il comprensorio”.

Molti gli interventi qualificati di esponenti politici, tra questi l’ex Sindaco Bianchini, il consigliere capogruppo PD Giovagnoli, Simona Gatto del PD , Tajè Maria del giornale “Il Lavatoio di Sutri”, Diego Piermattei del Comitato regionale dei verdi, operatori sanitari  e cittadini, che hanno lodato l’iniziativa della nascita del comitato dichiarandosi pronti a farne parte attiva ed hanno contestato le scelte della Regione Lazio, che non tiene conto delle reali esigenze dei cittadini e opera solo tagli alla sanità pubblica, in particolare delle provincie, mascherandoli come necessità riorganizzative.

Occorre, allora, una pressione costante e decisa dei cittadini per battere quello che è stato definito il romano-centrismo,  che imperversa da tempo e sta trasformando i paesi delle provincie laziali  e la loro cultura in dormitori, a tutto vantaggio della speculazione edilizia,  a servizio della capitale e senza prospettive reali di sviluppo.

E  poi per farlo comprendere ai politici della provincia di Viterbo che poco o nulla fanno per contrastare questo fenomeno. Anzi …

A Roma non interessa se nelle provincie ed in particolare nel viterbese,  i trasporti pubblici sono inesistenti,  ed è obbligatorio l’uso della macchina privata, per andare nella cattedrale nel deserto che è Belcolle, con l’aggravio per l’ambiente e per le tasche.

A Ronciglione c’è l’ospedale da secoli.  Prima sorgeva presso il Castello Della Rovere, poi venne spostato presso la Chiesa di S.Anna ( l’attuale consultorio),  infine dal 1910 occupa l’edificio attuale ampliato negli anni 70 con un nuovo fabbricato;  nel 1980 aveva 120 posti letto occupati al 90%,  divisione di medicina,  di chirurgia,  radiologia,  analisi cliniche,  ambulatori e una scuola per corsi di riqualificazione. Era un ospedale all’avanguardia invidiato da tutti, poi è arrivata la decadenza,  che è arrivata per tagli continui e successivi:  prima chirurgia,  poi ostetricia,  poi le degenze.

Per  il non declassamento, il potenziamento e miglioramento dell’Ospedale S. Anna,  tutti i cittadini hanno contribuito.  Ci sono stati contributi volontari dei cittadini, del banco di credito cooperativo,  un anno di IRPEF e c’è poi il lascito testamentario di Della Manna,  del quale non se ne parla più, perché è stato incamerato dallo Stato con la legge istitutiva delle unità sanitarie, che non sarebbe male valutare,  come chiedeva sempre Raffaele Bigonzoni,  se sia possibile intentare una causa per riportare quel finanziamento a chi era destinato e cioè all’ospedale S.Anna e ai suoi utenti.

Adesso,  nonostante tutto,  o se vogliamo grazie a tutto questo,  l’ospedale S. Anna è una realtà diversa,  che non dovrebbe far  temere per la chiusura,  eppure c’è chi paventa questa ipotesi, che sarebbe un enorme danno per Ronciglione e per tutti i paesi vicini.

La crisi economica,  non dà certezze,  perché la strategia è sempre quella di farla pagare ai ceti medio-bassi,  togliendo servizi al pubblico per regalarli al privato,  e  inoltre,  è da tenere presente,  che,  oltre che alla romano-centrica,  siamo di fronte alla strategia  Viterbo-centrica,  che da sempre tenta di svuotare gli ospedali dei paesi limitrofi.

Per questo i presenti alla riunione unanimemente hanno chiesto che  il piano regionale venga rivisto e di porre in essere iniziative di salvaguardia e di potenziamento della struttura ospedaliera del S.Anna.

Queste le proposte emerse dalla riunione:

1- Mantenere,  all’ospedale S.Anna,  gli attuali servizi esistenti e cioè:
- gli ambulatoriali senza nessuna riduzione,  il primo soccorso,  il laboratorio di analisi;
- la DAY SURGERY che esercita ha una funzione di filtro,  utile anche alle sale operatorie dell’ospedale Belcolle;
2- La riapertura completa di Ematologia, da rivendicare evitando trasferimenti definitivi. E’ bene ricordare che è stata chiusa soltanto la degenza mentre il Day  Hospital è tutt’ora funzionante.

La riunione è terminata con la conferma della necessità della ricerca di ampie convergenze e del coinvolgimento massimo dei cittadini.

 

 


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