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Ecco l'opening di ''Quartieri dell'Arte'' 2020

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Da_sinistra_Federico_Tolardo_e_Vito_Mancusi_in_una_scena_de_Il_tempo_libero_di_Gian_Maria_CervoApre “Quartieri dell’Arte” 2010,  quattordicesima edizione del Festival viterbese. Il festival che vede nel ruolo di direttori artistici Gian Maria Cervo e Alberto Bassetti si presenta al pubblico viterbese martedì 7 settembre con un doppio appuntamento. Alle ore 20 nello Spazio Progettarte 3D (Piazza Scacciaricci 7) a Viterbo, nel cuore del quartiere medioevale di San Pellegrino, luogo della memoria che ospita un cunicolo solo parzialmente esplorato che conduce alla Viterbo sotterranea,   va in scena ‘Dovresti tornare più spesso’ di Philippe Minyana, drammaturgo,  da oltre trent’anni uno dei protagonisti della scena teatrale in Francia. Il lavoro di Minyana è una riflessione sulla memoria e metterlo in scena in uno spazio così suggestivo, solo per l’occasione aperto al pubblico, intensifica significati e atmosfere. ‘Dovresti tornare più spesso’ è uno spettacolo sul teatro, una sorta di opera metateatrale. Al centro troviamo l’istante febbrile, appassionato della rappresentazione e dell’incontro con gli autori, ma è altrettanto importante che di tutto ciò sia conservata traccia, e che i testi esista­no per le generazioni che verranno, “disponibili” nelle biblioteche private o pubbliche per altre platee, per nuove messe in scena. Cosa sarebbe difatti il teatro senza la sua immensa capacità di “mantenere la memoria”, senza quella brace che mantiene viva la fiamma del momento unico di condivisione della rappresentazione? Che cosa sarebbe il teatro senza il ricordo del teatro?  La regia è affidata ad Alessio Pizzech, attrice Clara Galante e musiche di Marco Arturo Marelli.

 

Alle 22, nello spazio dell’ex Chiesa degli Almadiani (Piazza dei Caduti 1), Gian Maria Cervo e Manuel Anselmi introdurranno lo spettacolo ‘Il Tempo Libero’ che andrà in scena alle 22,30. Primo episodio di una serie teatrale creata e scritta da Gian Maria Cervo (che è stato autore in residenza con Roland Schimmelpfennig e Dejan Dukovski alla Deutsches Schauspielhaus, il teatro nazionale di Amburgo) e diretta da Carlo Fineschi, “Il tempo libero” racconta di incontri che si svolgono nell’atmosfera chiaroscurale della nostra economia, a partire dal fallimento della Lehman Brothers, e mette insieme farsa arrabbiata e dialoghi filosofici. Il primo episodio del progetto è stato già proposto con successo allo Schauspiel Essen, in Germania (dove ha avuto la sua prima assoluta) e al Teatro Palladium di Roma lo scorso anno. Attori Vito Mancusi e Federico Tolardo. “All’inizio volevo creare una specie di paesaggio del precariato, volevo mettere in campo tutte le forze che hanno generato il precariato” dice Gian Maria Cervo “ma poi il principio di trasversalità che vige in teatro mi ha spinto a rinunciare a un testo con tanti personaggi e a concentrarmi sull’immagine più piccola che mi venisse in mente per trattare il tema dell’economia dei nostri giorni. Quest’immagine è quella dell’incontro all’interno di una stanza tra Adamo ricercatore precario, trasferitosi nel Bacino della Ruhr, che studia la materia oscura e l’energia oscura (che per lui sono “il sostituto più interessante di quella convenzione consunta che si chiama dio”) e Federico giovane italiano che fa la marchetta ad Amsterdam ( “quindi tu studi il tempo, la natura del tempo” chiede Federico, “Beh, più o meno” risponde Adamo). Ovviamente sia il carattere seriale della scrittura che l’idea di creare una situazione naturalistica in cui si potesse parlare anche di arte, economia e fundraising, cioè di come tirare su dei soldi per l’arte e la ricerca in quest’epoca di crisi, hanno posto le sfide più interessanti artisticamente:  integrare teatro psicologico e teatro postdrammatico e mettere insieme sviluppo orizzontale e sviluppo verticale dei personaggi. La cosa è interessante perché devi fare sia il drammaturgo che il curatore”.

 

Al termine (ore 23,15) sempre nella Chiesa degli Almadiani una festa-incanto fatta da deejay, vocalists, colori, suoni e istallazioni mentre scorrono le immagini dei momenti in cui Kounellis, LeWitt, Buren e altri megaartisti della scena mondiale realizzavano opere all’interno della chiesa, opere ormai nascoste o murate  (a cura di Pasquale Altieri e Stefano di Maulo): La serata è coordinata da  dj Tar, Jerry Del Rio vj e Wolf vj.

 

 

 


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