Oasi


dall'album: Ombre Di Luce
di Rock-Anthology

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L’indie protagonista a La Casa di Emme con i Canova a Bassano Romano

Nottambuli, libertini, schietti. Chitarre, tastiere, canzoni e sigarette. In una parola: Canova. Questo il nome della band milanese che, dopo essersi esibita al Coca Cola Summer Festival di Roma davanti a ventimila persone ed essere stata tra i finalisti all’ Mtv Music Awards Italia nella categoria "best new generation”, venerdì 3 marzo farà tappa a La Casa di Emme con il suo “Avete ragione tutti tour”. Registrato a Milano da Giacomo Jack Garufi (Bantamu.com), missato da Matteo Cantaluppi (Thegiornalisti, Bugo, M+A) e masterizzato da Giovanni Versari (Baustelle, Verdena, Ghemon), “Avete ragione tutti” è uno di quegli album di pop indipendente che chiede unicamente di essere cantato. Nove i brani che, tra romanticismo metropolitano, sensualità Prêt-à-porter, un briciolo di malinconia e tanta spontaneità, compongono il disco d’esordio di questa band che continua a farsi strada nel panorama dell’indie-pop italiano. Canzoni che raccontano speranze, amori e timori della cosiddetta “generazione di mezzo”, in bilico tra giovinezza e maturità, tra “Vita sociale” e ricerca della “Felicità”. Appuntamento, quindi, venerdì 3 marzo alle 22 a La Casa di Emme per una nuova serata in cui a farla da padrone saranno ancora una volta la musica live, birre artigianali e tanto divertimento.

 

 

Tracklist

1. Vita Sociale

2. Brexit

3. Expo

4. La felicità

5. Manzarek

6. Portovenere

7. Aziz

8. Maradona

9. La Festa

 

1. Il disco si apre con Vita Sociale, un’affollatissima solitudine. Giornate solari e monotone, assordanti e

loquaci come il silenzio di cui sono fatte. Vorrei morire, anche se per un giorno solo.

2. Vivere di musica potendo concedersi una bella vacanza all’estero non è cosa scontata. Con l’uscita

dall’Europa della Gran Bretagna, Londra sembra ancor più irraggiungibile, non solo per la distanza. Brexit è

tutto questo, e molto altro. Volevamo fare le canzoni e siamo finiti a fare le riunioni.

3. Expo, seconda traccia del disco e prima in ordine cronologico di scrittura, ha il piglio brit e l’incedere

ritmico tipico di quelle canzoni che con difficoltà escono dalla testa, ossessive come una storia fatta di tira e

molla e occasioni perse. Le stelle sono per gli sfigati, non ha senso lamentarsi, basta non seguirle.

4. Nessuno sa cosa sia, tutti la cercano, alcuni ne hanno addirittura paura. La Felicità è un monologo

visionario, un augurio, un auspicio sincero e spassionato. Ma se ci siamo persi qualcuno ci dovrà

recuperare.

5. Manzarek è la dedica spassionata a lei, troppo lontana per essere mia, troppo bella per essere qui.

Parolacce al vento, parolacce lungo il fiume, parolacce dritte nel telefono.

6. Portovenere è il singolo di lancio dei Canova, anticipazione estiva di Avete ragione tutti. Piccolo inno di

chi al mare non ci vuole andare in coppia. O almeno non più. Una contemporanea 'nun te reggae più rivolta

alla propria insistente metà. È meglio lavorare che stare a litigare.

7. Non è facile rimanere fedeli, nemmeno con sé stessi. Innamorarsi della persona giusta nel momento

sbagliato. Aziz è un vorrei ma non posso. Lei è di un altro, mi limiterò a guardarti e poi a cantarti.

8. Il più grande di tutti. Maradona, mano di dio, genio e sregolatezza, amico del popolo, termine di paragone

assoluto, in tutte le lingue del mondo. In questo brano El pibe de oro è la metafora nostalgica del regno che

cade, del tempo passa e chissà dove va. Per quello che vale, per quello che pare, per quello che puoi

giudicare.

9. La Festa è finita, tutti tornano a casa, o così sembrerebbe. Paradisi artificiali e lunghe occhiate, la gelosia

sboccia senza preavviso. Voce e piano registrati in presa diretta, solitaria chiusa prima del buio, un sipario o

semplicemente un nuovo inizio. La festa più bella l’hai fatta a me.

 

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